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Interrogativi

Su Ascheri dicono che sto esagerando ma allora perché questi manifesti?

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Letto il mio articolo di ieri, dove ironizzavo su una certa quale rassomiglianza tra il presidente (si spera ancora per poco) in carica del Consorzio del Barolo Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani, il prode (nel senso che ricorda un po’ Prrrodi) Ascheri Matteo da Bra e il leader nord coreano Kim Jong-un, e su un certo suo profondo attaccamento alla poltrona (a proposito, letta questa notizia invito tutti a mettersi una mano sulla coscienza e al portafoglio e a correre ad acquistare il Pinot nero e gli altri vini della Madeleine, l’azienda umbra del lider Maximo, altrimenti il mio amico Riccardo Cotarella è rovinato e deve chiedere un  prestito a Vespa…) ho ricevuto alcune critiche.

Dai Franco, stai esagerando, non si candida nessuno, il buon Pio Boffa che tu avevi giustamente indicato come Presidente ideale del cambiamento ci ha lasciato, Farinetti ha mille impegni tra un Eataly e l’altro, Fico, Fontanafredda, Borgogno, ecc, gli altri come Gaja e Sergio Germano che tu sei mesi fa avevi proposto nella tua ideale cinquina fanno gli indiani, cosa dovrebbe fare Ascheri se non mettersi a disposizione?

Questo il tono dei rilievi più cortesi, su Facebook non è mancato qualche imbecille che ha definito diffamatori i miei rilievi, e forse dovrei tenerne conto. Il povero Matteo (oh Dio, un nome che non promette nulla di buono, visto che è il nome del pessimo duo Renzi & Salvini) forse si sacrifica davvero per l’albese causa e non è mosso da alcuna ambizione personale…

Forse sarà così, chissà… Ma se le cose stanno così e il produttore di Bra, un produttore come tanti (mai bevuto un suo Barolo che raggiungesse vertici di eccellenza…) non ha ambizioni personali e vocazioni dittatoriali, potete spiegarmi perché ad Alba, in Corso Enotria, in via della Mendicità Istruita a Bra, in giro per le Langhe, nottetempo sono apparsi giganteschi cartelloni che ritraggono in questo modo il corpulento presidente Ascheri?

È uno scherzo, oppure un segno inequivocabile di una campagna elettorale in pieno corso, di un cesarismo di fondo ascheriano, di una sua natura non molto democratica? Ripeto l’interrogativo di ieri: Alba come Pyongyang?

P.S. Ringrazio per la collaborazione a questo pezzo l’amico californiano Gerard Weisl, aka Weimax wines, al quale, come a me, piace molto to have fun…

n.b.

non dimenticate di leggere anche il nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it e il mio nuovo canale You Tube https://www.youtube.com/channel/UCVXjB6pMu52N9Z3AZbgSEaA

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Trentino al Sud
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1 mese fa

Che tristezza ! L’amico di famiglia Valdo Fusi ci portò con amore nelle nebbie della Langa. D’inverno. Conobbi così il vecchio (Pio ?) Cesare che preso di sorpresa aveva messo un Barolo da schianto vicino alla stufa perchè veniva dalla cantina superfredda. Ma era il suo sorriso che riscaldava.
Così finimmo all’albero “Al Sole” ad Alba; altra meraviglia.
E il giorno dopo a Torino, “Al Cambio”.
Io dopo andavo alle “Due Galline” a Porta Palazzo. Che tempi splendidi !
Ha ragione signor Ziliani a scrivere di questi poveri esseri che non sono nè manager nè produttori. E’ così che nelle Langhe la nebbia rimane !
Purtroppo.

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