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International eno news

Riflessioni su Eataly London da poco inaugurato

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Il nostro inviato speciale Antonio Tomassini ci racconta

Da pochi giorni il grande Oscar Farinetti ha messo a segno un altro colpo: aprire un nuovo Eataly (quanti siano in Italia e nel mondo non lo so più) in una delle capitali del wine & food mondiale, London. E nella Londra della ripartenza, anche grazie all’azione di un governo (conservatore, coeso e con idee chiare, mica quell’accozzaglia che c’è in Italia) in una posizione che più centrale non si può, la splendida Liverpool Street, il “mercante di utopie” ha lanciato la sua nuova avventura.

Poteva mancare questo blog, farinettiano quant’altri pochi, di raccontare ai lettori cosa sia Eataly London? Niente affatto e pertanto ho chiesto all’amico Antonio Tomassini, un gentleman romano da anni in UK e da illo tempore impegnato nella promozione di vini e cibi italiani di qualità in terra britannica, di andare a vedere e raccontarci.

Ecco pertanto il suo racconto. Buona lettura!

Appena esci dalla fermata di Liverpool Street, una delle più trafficate di Londra, te lo trovi lì, davanti a te, invitante. Non potevano scegliere una posizione più’ vincente di questa, forse è per questo che abbiamo dovuto attendere sino al 2021. Ha aperto le sue porte immediatamente dopo uno dei periodi più catastrofici degli ultimi anni, e si proietta verso un futuro tutto da costruire, per tutti noi.

Eataly si presenta, ovviamente, come tutti gli altri Eataly sparsi per il mondo, dunque se li conosci, non è che ti stupisce più di tanto. Mentre la grandiosità degli spazi di quello di Liverpool Street invece, quella sì che stupisce: spazi ariosi, soffitti altissimi, luce, tanta luce, specchi, enormi vetri di cristallo.

Quando sono andato l’altro ieri con mio figlio Ferdinand anche lui appassionato di italianità, sue le foto tra l’altro, ci saranno state mille persone nella grocery, ma sembrava quasi che non ci fosse nessuno, tanto gli spazi sono ben studiati. Infatti hai tempo per concentrarti sui prodotti, per ammirarli, per selezionarli. I ristoranti sono tutti arredati bene, confortevoli, luminosi, con un servizio impeccabile e una qualità’ alta. La Amatriciana che ho provato, era sensazionale!

Se consideriamo che Londra fu fondata nel 47 AD, tecnicamente abbiamo dovuto aspettare quasi 2000 anni, esagero? Ovvio!! Pero se pensate che sino ad oggi in Inghilterra, ora comincio ad allargarmi, attenzione, non esisteva un posto del genere, ed ora c’è, allora ti viene veramente voglia di allargarti. Uno si chiede: ma come è possibile? E infatti, bella domanda. In termini di abitanti nel regno Unito siamo la comunità europea più imponente. Per quanto riguarda il settore alimentare e vinicolo, non ci batte nessuno. Vogliamo parlare di ristoranti e pizzerie? Lasciamo perdere…ce ne sono più che in Italia.

Eppure se volevi acquistare dei prodotti italiani di qualità, ti perdevi nella miriade di microscopiche Delis, con dei prezzi quasi da capogiro. Eataly al contrario, oltre alla selezione di prodotti e di vini, quasi inimmaginabile, ha dei prezzi altamente concorrenziali, anche rispetto ai supermercati. E poi ti fanno la mozzarella e la treccia di fiordilatte, oltre a latticini vari, lì proprio di fronte ai tuoi occhi. Con il latte del Devon, mi diceva il casaro. Qualità della mozzarella: 10 e lode (me la mangio anche stasera) Prezzo: super competitivo!!

Quando arrivai in Inghilterra nel 1993, nei supermercati quasi non vendevano la pasta e se chiedevi dell’olio di oliva ti rispondevano: ha provato in farmacia? L’unico posto dove potevi acquistare una discreta selezione di prodotti italiani era un negozietto a Fulham, che credo esista ancora, chiamato Luigi. Poi c’era Terroni a Clerkenwell accanto alla Chiesa Italiana, ed un altro paio di baretti, infimi, a Soho. End of the story!!!

Io, da sempre appassionato di alimentare, cominciai a vendere prodotti italiani di qualità alle linee aeree. Primo contratto, it goes without saying, Alitalia. Aveva quasi 60 voli al giorno da Heathrow, Gatwick e Manchester, e si mangiava bene (anche grazie a me).

Poi presi il contratto con British Airways, British Midland e di lì a poco la Qantas che aveva messo una mia salsa tartufata umbra sui menù di tutti i voli, poi Cathay, Delta, American etc etc.

Il mio prodotto di punta era il prosciutto crudo pre affettato ed interfogliato a 15g. Non era mai venuto in mente a nessuno di venderlo alle linee aeree in UK. Ancora compravano i prosciuttoni, venduti da chissà che fornitore (se era italiano peggio me sento) ed affettati nelle cucine dei catering aerei da persone, diciamo così “non specializzatissime”. Pesate quanto ne buttavano. Poi entrai con un altro prodotto geniale: un parmigiano stick di 15 grammi: mito. E poi tanti altri, fino al 2007, dopo di che ho avuto molte altre avventure, di food & wine business, intendiamoci.

Insomma nel mio piccolo di alimentare, vino e ristorazione nel Regno Unito, ho qualcosa da raccontare, ed è proprio per questo che Eataly lo trovo sorprendentemente innovativo, perché nella sua grandiosità rende molto semplice, e conveniente, l’approccio ai prodotti italiani di qualità. Posso tranquillamente dire, tanto ormai…, che in Inghilterra, la storia del cibo, del vino e anche, perché no, della ristorazione Italiana, sarà da oggi in poi riscritta “under the influence of Eataly!”  

Antonio Tomassini  

n.b.

non dimenticate di leggere anche il nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it e il mio nuovo canale You Tube https://www.youtube.com/channel/UCVXjB6pMu52N9Z3AZbgSEaA

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Giovanni
Giovanni
6 mesi fa

Siur franco è molto servizievole

Antonio
Antonio
6 mesi fa
Reply to  Giovanni

L’articolo veramente l’ho scritto io, dica dica …??

Tendenza

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