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Mon coeur mis a nu...

Ricordando Aimé Guibert a 5 anni dalla sua morte

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Mas de Daumas Gassac primo Grand Cru del Languedoc

Nel mio lungo percorso di cronista del vino ho avuto la fortuna di incontrare tante persone splendide che sono rimaste e rimarranno sempre nella mia memoria. I grandi Vecchi di Langa in primis, Bartolo, Beppe, Baldo, Quinto, Bruno, Aldo, Giovanni, dai quali ho appreso una lezione di coerenza, dignità e coraggio e di attaccamento alla propria terra e alle sue tradizioni che non dimenticherò mai, poi Franco Biondi Santi e Gianfranco Soldera ed il mio Maestro Giorgio Grai, tra gli altri.

Girando un po’ anche all’estero ho avuto il privilegio di conoscere anche grandi uomini del vino in altri Paesi e di uno in particolare, incontrato due volte nel suo splendido domaine di Aniane, una trentina di chilometri a nord di Montpellier, in quella meravigliosa terra da vino che è il Languedoc, e altre due volte in Italia, Paese che lui amava tantissimo e che aveva visitato più volte con la moglie Véronique, serbo un ricordo indelebile e grato.

Sto parlando di Aimé Guibert, il visionario, il pioniere, il grande appassionato di vini haut de gamme che con il suo Mas de Daumas Gassac ha portato quella regione del Sud della Francia agli onori della cronaca nel mondo del vino di qualità, facendo di un semplice Vin de Pays un vino, nella versione en rouge, ma anche en blanc, un vero e proprio Grand Cru. Manco fossimo a Bordeaux o en Bourgogne. Vini che conobbi a fine anni Ottanta grazie al loro storico importatore in Italia, Bepi Mongiardino di Moon Import.

Da un post di uno dei suoi figli, Samuel, su Instagram mi sono accorto che sono trascorsi giusto cinque anni oggi dalla sua scomparsa, che avevo ricordato in questo articolo.

Scartabellando tra libri e ricordi mi sono accorto di una curiosa coincidenza che riguarda il mio rapporto con Guibert e con questo Domaine che se vi capiterà di viaggiare in quelle zone vi consiglio assolutamente di visitare.

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La prima volta che fui ospite alla tenuta, ero a Montpellier per Vinisud, era il 17 febbraio 1998, come documenta la dedica che Guibert appose ad una copia de fondamentale libro di Alistair MacKenzie, Daumas Gassac The birth of a Grand Cru (prefazione del professor Emile Peynaud) di cui quel giorno mi fece dono. Fui particolarmente fortunato nell’occasione, perché capitai al domaine, era un primo pomeriggio che ricordo come ora, poche ore dopo che vi era venuto a farvi visita un grande collega e Master of wine inglese, Clive Coates (autore del fondamentale The wines of Burgundy) e per l’occasione Guibert aveva aperto almeno una decina di annate che anch’io potei dunque degustare.

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E al domaine sono tornato, giusto vent’anni dopo, il 17 febbraio 2018, unico giornalista italiano invitato ad una sontuosa verticale di una ventina di annate del Mas de Daumas Gassac blanc organizzata dai figli. Ed in questa occasione, come tutti gli intervenuti al tasting, feci i miei commenti che potete sentire in questo video su You Tube.

Non sto a ricordare, rimando all’articolo di cinque anni orsono, a questi obituary di Decanter e di The Drink Business, a questo ricordo di Le Figaro, quale gigante sia stato Aimé Guibert e come un’intera ampia région viticole debba tantissimo alle visioni e alla lungimiranza di quest’uomo.

A me, che in un’occasione, ricordo che eravamo a Maleo (vicino a Codogno) al ristorante Leon d’Oro dove si svolgeva una presentazione dei suoi vini, ho avuto l’onore di fargli da traduttore, resta il ricordo di un hombre vertical, come dicono in Spagna, con idee e principi chiari, una vera consapevolezza ed etica del far vino, una tenace e incrollabile opposizione (andate a rivedervi quel capolavoro di film documentario Mondovino di Jonathan Nossiter per averne testimonianza) alle logiche industriali e standardizzatrici del vino, oggi ancora più dominanti ed insidiose, una delle più belle persone dell’universo enoico che abbia incrociato sul mio lungo cammino.

Sarà pertanto una gioia, nei prossimi giorni, ricordare Aimé Guibert stappando una bottiglia dei vini che oggi i suoi figli continuano a produrre, con inalterata caparbia ricerca di qualità senza compromessi, esaltando il potenziale incredibile del terroir di Aniane.

A’ votre santé Aimé Guibert!

n.b.

non dimenticate di leggere anche il nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it e il mio nuovo canale You Tube https://www.youtube.com/channel/UCVXjB6pMu52N9Z3AZbgSEaA

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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giuseppe mennella
giuseppe mennella
4 mesi fa

Vedendo Mondovino mi sono appassionato a due personaggi AimeGuibert e
G.B. Columbu, e alla prima occasione sono riuscito a passare a Bosa.
In cantina conservo ancora un Mas de Daumas Gassac rosso 2016.

Tendenza

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