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Enovarie

Rias Baixas O Rosal Davila 2018 Adegas Valminor

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e Alto Adige Valle Isarco Grüner Veltliner Praepositus 2018 Abbazia di Novacella

E’ mia ferma convinzione, come ho espresso di recente scrivendo del Terlaner Rarity 2008 e in una video degustazione su You Tube dedicata ad un grande vino bianco della Galizia nel nord della Spagna, il Rias Baixas Do Ferreiro della Bodega Gerardo Mendes (di cui potete acquistare su Italvinus il 2020 a 14,35, mentre un prezzo doppio, 28,85 euro pagherete la speciale selezione Vieilles Vignes ovvero Cepas Vellas 2019) che si possano ottenere grandi vini bianchi senza passare per le rischiose forche caudine dell’affinamento in barrique.

Non tutto il mondo è Bourgogne, ovvero Chablis, Pouilly-Fuissé, Montrachet, Puligny-Montrachet, Meursault, e nemmeno California, Australia, Cile, e come dimostrano egregiamente la stragrande maggioranza dei Sancerre e Pouilly-Fumé della Vallée de la Loire, i grandi Sauvignon Blanc neozelandesi di Cloudy Bay e Greywacke e poi fantastici Soave, Verdicchio dei Castelli di Jesi, Etna bianco (basta pensare al Pietramarina di Benanti), il Roero Arneis della Cornarea, ed il Pinot bianco Vorberg ancora di Terlano, solo per citare qualche caso, c’è vita e vino oltre la barrique quando si vogliono ottenere grandi vin de garde bianchi.

Per sostenere la mia tesi voglio proporvi due esempi, uno ancora in Spagna, in quella Galicia che con la varietà Albariño esprime bianchi tra i più interessanti non solo di Spagna ma del mondo (sui frutti di mare, i mariscos, e dall’Oceano Atlantico su cui la Galizia si affaccia arriva intorno all’80% dei molluschi e crostacei made in Spain, sono imbattibili) e uno, ci spostiamo solo 2200 chilometri per salire in Valle Isarco, nell’Alto Adige – Süd Tirol in provincia di Bolzano.

Andiamo per ordine e cominciamo con un Rias Baixas, D.O. le cui esportazioni continuano a crescere vertiginosamente, esattamente l’O Rosal Davila 2018 delle Adegas Valminor, che anche in questo caso potete acquistare a 15,25 euro sull’ottima enoteca online Italvinus, un bianco di grande personalità dove l’uva Albariño viene utilizzato insieme ad una quota di altri vitigni bianchi, ovvero Loureiro e Treixadura.

La D.O. Rias Baixas è situata ad ovest e a sud della provincia di Pontevedra, e storicamente si dice che furono i monaci cistercensi del monastero di Armenteria ad aver diffuso la coltivazione della vite nel XII secolo nella zona. La D.O. Rias Baixas comprende cinque sottozone, e Adegas Valmiñor, fondata nel 1997, ha 34 ettari vitati nella sottozona più a sud, quella denominata O Rosal. E da vigne di età minima di 40 anni, su terreni arenosi e depositi fluviali con una notevole presenza di roccia vengono le uve, vendemmiate a mano in cassette da 20 chilogrammi, per questo O Rosal Davila, resa di 80 quintali ettaro per Albariño e Treixadura e di 60 per il Loureiro. Due mesi di affinamento sui lieviti per Albariño e Loureiro, leggera filtrazione e di legno nemmeno l’ombra.

Un vino che io, antico innamorato dell’Albariño (ma anche altre varietà bianche come Godello esprimono vini che mi entusiasmano) ho apprezzato tantissimo, colore paglierino oro intenso, ricco e grasso nel bicchiere e un naso che abbina solarità mediterranea, note di pesca gialla, mango e agrumi ad aspetti floreali e di erbe aromatiche, bocca ampia che conferma una bella sensazione di grassezza, persistenza e ampiezza con un perfetto equilibrio tra frutto e acidità e una coda lunga salata, persistente, fresca e viva, di grande eleganza e piacevolezza.

Alto Adige Valle Isarco Grüner Veltliner Praepositus 2018 Abbazia di Novacella

Da un vino che profuma di sale e di mare ci spostiamo ad un vino di montagna, visto che le uve arrivano dalla Conca di Bressanone e da vigneti posti tra i 650 e i 700 metri di altezza, su depositi morenici permeabili composti da micascisto, paragneiss e quarzite, con esposizione sud – sud-ovest.

Un Grüner Veltliner della speciale selezione Praepositus della meravigliosa Abbazia di Novacella dei canoni agostiniani, nella cui cantina si pratica la viticoltura dal 1142, che potete acquistare sullo shop dell’Abbazia intorno ai 17 euro, che nasce da vigne allevate a Guyot dell’età di 10-15 anni, con resa per ettaro di 60 ettolitri, la cui vinificazione prevede che 2/3 del mosto fermenti e maturi in acciaio inox, 1/3 in botti di rovere da 30 ettolitri, 12 mesi di affinamento e sei mesi in bottiglia ed un potenziale di tenuta nel tempo di almeno una decina d’anni.

Un bianco altoatesino di grande personalità, colore paglierino oro squillante, di bella consistenza e grassezza nel bicchiere, naso fresco, intenso, montano sapido e minerale con ampio sviluppo di note di frutta gialla (mele e pesca), di pietra, fieno e fiori secchi, bocca ampia, succosa di bella lunghezza e persistenza, acidità ben calibrata, grande equilibrio, largo e grasso ma fresco con un bellissimo finale su note pietrose affumicate.

L’Abbazia consiglia l’abbinamento a Salmerino affumicato su carpaccio di rapa rossa, Salmone marinato con salsa di erba cipollina e patate arrostite, Arrosto di agnello farcito con aglio ma io lo vedo molto bene anche su un classico austro tirolese come Forelle mit mandeln (trota alle mandorle). Magari ascoltando in sottofondo l’inebriante Quintetto per pianoforte e archi in la maggiore D 667 e il Lied Die Forelle D 550 del mio adorato Franz Schubert.

 

n.b.

non dimenticate di leggere anche il nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it e il mio nuovo canale You Tube https://www.youtube.com/channel/UCVXjB6pMu52N9Z3AZbgSEaA

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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giuseppe mennella
giuseppe mennella
4 mesi fa

Che coincidenza ho una collega che si trova a Vigo e rientra la prossima settimana.
Gli ho scritto subito ed e’ andata in azienda, la sorpresa che sono rimaste solo le
Do Ferreiro che lei ha presentato nel video, mentre di Cepas Vellas e Dous Ferrados
neanche una bottiglia. Peccato
grazie per le note

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