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Degustazioni

L’oro degli dei

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Alla scoperta dello Zibibbo di Pantelleria e del suo Passito

L’amico Renato Gangemi, sommelier AIS e titolare dell’enoteca Vin-canto di Zaffarana Etnea, che raccomando a tutti coloro che amano come me i vini della Muntagna e non hanno la possibilità di procurarseli là dove vivono, mi ha mandato questo articolo che questa volta ci porta in un’isola incanta dove l’uva Zibibbo esprime nettari, pardon, oro degli dei, Pantelleria. Buona lettura!

Un’antica leggenda narra che la dea Tanit, invaghitasi di Apollo, chiese a Venere, protettrice degli amanti, un consiglio per attirare l’attenzione del bellissimo dio. Venere suggerì a Tanit di presentarsi nelle sale dell’Olimpo in qualità di coppiera e di servirgli personalmente l’ambrosia. Tanit scalò il Monte Olimpo ma decise di sostituire l’ambrosia con il dolcissimo mosto dell’uva Zibibbo. Una volta assaggiato il vino, il successo di Tanit fu tale che Apollo non solo la notò, ma si innamorò perdutamente di lei.
Alla stessa Venere il dolce Zibibbo di Pantelleria non era certo ignoto: uscita dal lago che ancora oggi porta il nome della dea, il suo amato Bacco soleva offrirle ambrati calici del delizioso nettare.

Pantelleria ed il suo Passito meritano di certo gloriose evocazioni storiche e mitologiche. Terra densa di fascino e leggende, di magia e di spettacolo, ai nostri giorni l’isola attrae artisti e cantautori di fama mondiale che qui, ad un passo dall’ Africa, tra palme, giardini e panorami incantevoli, hanno costruito segreti rifugi. Il cantante inglese Sting, ad esempio, racconta che a Pantelleria se si desidera scrivere dei testi, basta allungare una mano per raccogliere le parole trasportate dal vento.

Un’isola di origine vulcanica circondata dal blu cobalto del mare, di 80 chilometri quadrati di superficie, situata nel pieno centro del mediterraneo, a soli 65 chilometri dalla Tunisia e a 110 dalla Sicilia. L’ ultima eruzione vulcanica risale al 1891 ma in diversi punti dell’isola si trovano fumarole o risalite di acque ipertermali, di cui le più famose sono quelle dello Specchio di Venere, il ricco lago di fanghi pregiatissimi e benefici per la cura della pelle; un’incantevole Spa a cielo aperto, assolutamente gratuita.

L’isola ha inoltre un terreno fertilissimo, tanto che l’agricoltura ne costituisce l’attività primaria. Celeberrima la produzione dei capperi, consacrati dal pregio dell’Indicazione Geografica Protetta. Ottima pure la coltivazione delle olive, dalle originali piante di Ulivo Pantesco, mantenute sempre basse per garantire la protezione dal vento. Ma la produzione più importante e riconosciuta sull’ isola è senza dubbio quella dell’uva Zibibbo o Moscato di Alessandria, allevata ad alberello pantesco, patrimonio dell’umanità dal 2014. Da questa varietà straordinaria ed unica nasce il sublime Passito di Pantelleria. L’alberello di Zibibbo è coltivato basso, all’interno di “conche” che lo proteggono dai forti venti.

La parola Zibibbo è di origine araba: Zabib significa uva passita. Le caratteristiche di questa specie sono straordinarie, tanto da poterla declinare sia per vini secchi fermi, frizzanti e spumanti, che per vini dolci, dopo l’appassimento. Importante, nel disciplinare della Doc, la differenza tra “Moscato” e “Passito”: mentre il Moscato di Pantelleria o Pantelleria Moscato Liquoroso deve essere ottenuto dalla fermentazione di mosto da uve fresche, il Passito di Pantelleria può essere ottenuto solo da uve sottoposte ad appassimento al sole, sia sulla pianta che su tralicci.

Tra i prodotti delle Aziende più rappresentative di Pantelleria, vi è senza dubbio il Pietranera di Marco De Bartoli: un sontuoso bianco secco, da uve zibibbo provenienti da vigneti esposti a nord dell’isola, in contrada Cufurà. Giallo paglierino carico al calice, l’olfatto si presenta aromatico, intenso e complesso, con eleganti note minerali e salmastre e floreali di gelsomino e zagara. Al gusto è fresco, con sensazioni dolci, grande intensità palatale, lungo e persistente. Abbinato a crostacei, pesce crudo in genere e tartare di tonno, suggella il matrimonio perfetto tra la terra ed il mare dell’isola.

Punta di diamante di Marco De Bartoli è tuttavia il Bukkuram, Padre della Vigna, il passito dalle grandi annate, come lo definisce lo stesso produttore Marco. Lucente in giallo ambrato, con sfumature dorate, regala al naso emozionanti sentori, quasi eterei, sullo sfondo di note di uva passa, agrumi canditi, miele e caramello. Avvolgente, armonico, golosamente fruttato e persistente al palato. Abbinabile a fine pasto con dolci di ogni genere. Superbo con il cioccolato fondente o, per gli amanti, da meditazione, accompagnato con un ottimo sigaro.

Altra indiscussa icona del mondo Pantesco è l’azienda Donnafugata, presente sull’isola con splendidi vigneti, in gran parte posti nell’ area sud occidentale, in contrada Kamma. Qui nasce il celebre Ben Ryè, Passito di Pantelleria. Al calice il suo colore dorato con riflessi ambrati brilla di una luce quasi surreale, mentre l’olfatto è ammantato da sentori di albicocca, pesca gialla, fichi secchi, datteri e scorza d’arancia, fino a percezioni nette e gradevoli di macchia mediterranea.

Fresco ma giustamente equilibrato con la dolcezza, pieno, morbido ed avvolgente, accarezza il palato con innumerevoli sensazioni fruttate, erbacee e di miele. La persistenza è infinita. Abbinabile a formaggi erborinati e senza alcun dubbio al foie gras, alla pasticceria secca di ogni genere, ai dolci siciliani farciti con crema di ricotta, come il locale “Bacio Pantesco”.

Per finire, una chicca: Shalai, lo Spumante Demi-Sec millesimato prodotto dalla cantina Vinisola. Metodo Charmat da sole uve Zibibbo, è un tuffo nelle sensazioni che richiamano i profumi ed i sapori di Pantelleria. Giallo paglierino con riflessi verdi, sprigiona note di macchia mediterranea, agrumi, pesca bianca e salvia. Dolce e aromatico ma allo stesso tempo sapido, con retrogusto pieno e persistente, dal finale elegantissimo. Ottimo da abbinare a crudi di pesce, crostacei e ostriche. C’ è una perla nera incastonata nelle acque più blu del Mediterraneo, un’isola che attrae l’anima di chiunque vi posi lo sguardo: è lì che il cuore palpita al ritmo delle onde sulla scogliera, è lì che i pensieri volteggiano come il vento, è lì che l’uva si trasforma in oro per gli dei. È lì, a Pantelleria, che gustarsi la vita ha tutto un altro sapore.

Renato Gangemi

n.b.

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Simona Paparatto
Simona Paparatto
6 mesi fa

Pantelleria, terra meravigliosa e magica da cui nascono molti vini apprezzabili.

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