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Editoriali

Io sospeso per un anno dall’ODG: Massimo Fini lo manderanno al confino?

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Riflessioni sulle decisioni di un Ordine corporativo voluto dal Fascismo

In seguito alla comica, come definirla diversamente, buffonata come la decisione del Consiglio di disciplina territoriale dell’Odg della Lombardia, istituzione da me ribattezzata Ordine dei Giocherelloni, di sospendermi per un anno non riesco ad incavolarmi davvero e continuo a ridere.

Questo anche se due avvocati, tra cui un lettore di questo blog, ovvero Antonio Ciniero, l’hanno definita “una decisione VERGOGNOSA, che travalica il caso concreto, violando la libera espressione del pensiero. Qui più che il diritto di critica e di cronaca si è attentato ai principi costituzionali a cui anche un organismo privato come l’ordine dei giornalisti, ma di rilievo costituzionale, è tenuto a osservare”.

Per quel trio di grigi burocrati, anzi, per chiamarli come meritano, di Apparatčik di stampo sovietico, provo solo sincera pena e imbarazzo, vedendoli costretti a recitare una parte, prevista dalla vulgata politicamente corretta, che magari in cuor loro rigettano.

Come mi ha comunicato, dopo mia precisa richiesta, la Segreteria del Consiglio di Disciplina Territoriale dell’ODG della Lombardia, potrei fare ricorso contro questa decisione e presentarlo al Consiglio di Disciplina nazionale che a sede a Roma, ma qui, leggete di seguito, parte la presa in giro, la beffa che si aggiunge al danno.

Difatti mi comunicano che “il ricorso deve essere presentato direttamente al Consiglio di Disciplina nazionale entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento. Il ricorso può essere anticipato tramite pec all’indirizzo: consigliodisciplina@pec.cnog.it nei termini ma, deve trasmettere i documenti con raccomandata ar al Consiglio nazionale Ordine dei giornalisti Via Sommacampagna 19 – 00185 Roma.

Al ricorso deve allegare:

  1. Marca da bollo di € 16 ogni 100 righe;
  2. Versamento di € 6.71 da versare sul Mod. F23 (il codice ufficio da indicare è quello dell’Agenzia delle Entrate del luogo di residenza, il codice tributo è il 777T);
  3. Assegno circolare non trasferibile o bonifico dell’importo di € 250 intestato al Consiglio nazionale Ordine dei giornalisti (IBAN IT81G0569603226000003397X40 Banca Popolare di Sondrio);
  4. Assegno circolare non trasferibile o bonifico dell’importo di € 31 intestato al Consiglio regionale Ordine dei giornalisti della Lombardia (IBAN IT87L 03069 09606 100000063878 Banca Intesa San Paolo)”.

Avete letto bene, non avete le traveggole, per chiedere al Consiglio di Disciplina Nazionale di riesaminare la decisione del sinedrio del Consiglio di Disciplina Lombardo, facendo quattro conti dovrei tirare fuori intorno ai 300 euro.

Poiché, come diceva il grande Totò, un dilettante rispetto al trio di comici (involontari) che mi ha sospeso, Accà nisciuno è fesso, non sarò così stordito, dopo aver buttato via per 40 anni un sacco di soldi pagando la quota associativa all’Albo pubblicisti, da gettare altri 300 euro per un ricorso destinato sicuramente a non avere buon esito.

Continuerò a scrivere sui miei blog e quando capiterà altrove e non cambierà nulla, perché giornalista sono e resto anche se l’ODG mi ha messo in castigo per 12 mesi.

Prendo però atto che nel 2021, a 78 anni dalla caduta del Regime Fascista, di fronte a comuni come Asti che pensano di essere più democratici revocando la cittadinanza onoraria al cavaliere Benito Mussolini, l’Ordine dei giornalisti resiste impavidamente, sprezzante del ridicolo, e perpetua, per bassi interessi corporativi, la propria inutile esistenza.

Difatti l’ODG è una istituzione, magari il trio che mi ha sospeso lo ignora, fascista: “nel 1925, ovvero tre anni dopo la Marcia su Roma, il contratto di lavoro nazionale dei giornalisti previde, per la prima volta, l’istituzione di un «Albo generale dei giornalisti professionisti». Era il riconoscimento sindacale-contrattuale dell’Albo. Successivamente avvenne il passaggio parlamentare. Il 31 dicembre dello stesso anno il legislatore approvò definitivamente i decreti sulla stampa del 1923 e 1924 e la regolamentazione della professione. La nuova legge istituì l’Albo dei giornalisti, disponendo che «l’esercizio della professione giornalistica è consentito solo a coloro che siano iscritti negli albi stessi» (art. 7). Altro requisito indispensabile per esercitare la professione era possedere un certificato di buona condotta politica rilasciato dal prefetto”.

Prendo altresì atto, di fronte alla mia grottesca, antidemocratica e stalinista sospensione, che oggi, quasi 80 anni dopo, requisito indispensabile per esercitare la professione giornalistica in Italia è ancora mostrare un certificato di buona condotta politica, di pensiero politicamente corretto e allineato al nuovo regime.

Poi, dopo aver doverosamente rinnovato i ringraziamenti alla collega del Corriere della Sera, redazione di Bergamo, Rosanna Scarci, per aver raccontato con oggettività e onestà la vicenda che mi riguarda, mi sono divertito ad andarmi a leggere alcuni esempi di illustri colleghi giornalisti che si rivolgono ad altri colleghi non comportandosi come ho fatto io con l’Italian wine girl, ma insultandoli e diffamandoli. L’elenco sarebbe lunghissimo, vi regalo solo alcune “perle”.

Cominciamo con il direttore del Fatto quotidiano, l’aedo ufficiale di un buffone pluricondannato, ovvero il forcaiolo Marco Travaglio, che chiama “topi di fogna” colleghi giornalisti che non la pensano come lui, proseguiamo con un altro fenomeno che scrive sullo stesso foglio, ovvero Andrea Scanzi che si rivolge così a Stefano Cappellini di Repubblica, e poi ecco scampoli della querelle Filippo Facci – Travaglio, ecco documentate altre abitudini all’insulto di Marco Travaglio documentate da Gianluca Nicoletti, ecco ancora Travaglio contro Maurizio Belpietro e sempre Travaglio leticare con Feltri e poi con Nicola Porro.

Sicuramente qualche trinariciuto e iperciliuto Consiglio di disciplina territoriale dell’Odg avrà proceduto con la stessa fermezza dimostrata nei miei confronti.

E sono sicuro che il Consiglio di disciplina territoriale dell’Odg della Lombardia non mancherà di procedere nei confronti del collega (che anni fa in un’altra vita conoscevo e frequentavo) Massimo Fini che come ho letto su Libero quotidiano si è graziosamente relazionato in questo modo con il direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti.

Prima che Sallusti quereli me per aver riportato gli insulti di Fini, io non li riporto, ma a Elena Scarrone, Paolo Colonnello e Saverio Paffumi che mi hanno sospeso per un anno chiedo: Massimo Fini verrà espulso, condannato all’ergastolo, mandato in confino o, visto che insulta un giornalista non gradito al regime imperante, potrà tranquillamente farla franca? Domanda retorica la mia, conosco già la risposta…

E pertanto il mio tesserino lo fotografo così, come meritano le circostanze…

n.b.

non dimenticate di leggere anche il nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it e il mio nuovo canale You Tube https://www.youtube.com/channel/UCVXjB6pMu52N9Z3AZbgSEaA

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Ehm Ehm
Ehm Ehm
3 giorni fa

È ben chiaro a tutti quelli che masticano un po’ di giornalismo e dintorni che hai subìto un processo politico, in nome di “un politicamente corretto” ormai deforme e volutamente malinteso.
Primo, perché ti dichiari di destra (e invece bisogna esserlo dichiarandosi di sinistra).
Secondo, perché continui a non seguire le regole mainstream scrivendo di vini e dicendo quello che ne pensi veramente.
Terzo, perché hai un seguito che moltiplica e diffonde i tuoi giudizi e, ancora più grave, quello che scrivi fa vendere.
Il terzo punto è quello che tocca davvero e dolorosamente i moralisti nel profondo del portafogli. Ed è il punto, dei tre, davvero imperdonabile.

Gaetano
Gaetano
3 giorni fa
Reply to  Ehm Ehm

Secondo me li “fate” molto, molto più intelligenti di quello che sono…..
Il problema di base, questa però è una mia personalissima opinione, è che il paese Italia è precipitato in una paurosa crisi culturale e di competenze e conseguentemente genera “mostri” che parlando di vini al linoleum influenzano migliaia di consumatori. E stiamo parlando di vino, figuratevi le cose “serie” che definiscono la nostra vita ed il futuro del paese. E non mi venga ancora a parlare di Conte, di Maio, Grillo, Renzi, Berlusconi e combriccola. Li “fate” anche questi molto, molto più intelligenti di quello che sono.
Quello che le è accaduto e le persone che decidono il nostro futuro sono INEQUIVOCABILMENTE lo specchio della società Italiana.
Mi vien da piangere……

Paolo Boldrini
Paolo Boldrini
2 giorni fa

Càspita, ogni tanto si impara qualcosa di nuovo…
Belpietro, Sallusti e Feltri sono giornalisti…?!? E io che non lo sapevo…

Paolo Boldrini
Paolo Boldrini
2 giorni fa
Reply to  Franco Ziliani

Caro Franco, buongiorno. E’ vero che, per vari motivi, ormai mi capita di rado di commentare i tuoi articoli, che comunque leggo sempre volentieri come sempre, speravo nel frattempo che lo scudetto anticipato, e le magre sorti della mia “Maggica”, ti avessero risollevato un po’ il morale. In ogni caso, ti ringrazio della tua gentilezza nel definirmi “cretino”…se anche quella è una battuta…
La mia una battuta? Forse, come forse a volte mi riesce difficoltoso riconoscere la professione del giornalista in alcune persone, ma ammetto che è un mio limite.
Pensavo (che stupido, anzi che cretino che sono…) che un giornalista dovesse cercare di essere il più possibile “super partes”, ma a volte mi sembra che in alcune persone sia utopistico. Non voglio e forse non posso entrare nei possibili motivi, ho una mia opinione e la tengo per me, non vorrei che venisse scambiata per una battuta o una…cretinaggine.

Paolo Boldrini
Paolo Boldrini
2 giorni fa
Reply to  Franco Ziliani

“Trinariciuto comunista”….quindi non è riferito a me….meno male.

Paolo Boldrini
Paolo Boldrini
2 giorni fa
Reply to  Franco Ziliani

Ok, ammetto di aver esagerato nei confronti di Feltri.
Per quanto riguarda altri “giornalisti” la considerazione non cambia, almeno fino a quando saranno fin troppo condiscendenti (eufemismo) verso i loro padroni.
Guarda caso, ieri sera ho visto anche Report…

Paolo Boldrini
Paolo Boldrini
2 giorni fa
Reply to  Franco Ziliani

“Gay e juventino”…?!? Caspita, non l’avrei mai detto….;-)

Tendenza

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