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Editoriali

Incredibile ma vero: un indagato a rappresentare l’Oltrepò Pavese in Ascovilo

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Andrea Giorgi vice-presidente dell’Associazione dei Consorzi Vini lombardi

Ho letto ieri, con crescente stupore, la notizia delle nomine dei vertici di Ascovilo, l’associazione dei Consorzi vini lombardi, ad esempio Consorzio Lugana e Valtenesi, i Consorzi dei Colli mantovani, del Moscato di Scanzo, della Valcalepio, e poi Consorzio terre Lariane, l’Oltrepo pavese, Valtellina, Botticino, il Montenetto e il Consorzio di San Colombano. Ricordo che da anni non aderisce ad Ascovilo non un’entità qualsiasi, bensì il Consorzio Franciacorta.

Lo stupore non è tanto per la scelta della nuova presidente, che succede a Vincenzo Bertola, ovvero Giovanna Prandini, imprenditrice agricola bresciana in rappresentanza del Consorzio Garda Doc, sorella del potentissimo presidente Coldiretti Ettore, figli entrambi del mitico ex ministro della Marina Mercantile e dei Lavori pubblici DC Giovanni, o di uno dei due vice-presidenti, ovvero Aldo Rainoldi (Consorzio di Tutela Vini Valtellina). 

Lo stupore, avendo avuto voce che il Consorzio Oltrepò Pavese avesse indicato come propria rappresentante la proprietaria della Tenuta Frecciarossa di Casteggio, ovvero Valeria Radici Odero, è relativo al fatto che la zona vitivinicola lombarda più importante si veda, suo malgrado, rappresentata, e nel ruolo di vice – presidente Ascovilo, dal signor Giorgi Andrea.

La Signora Prandini, degnissima persona, ma forse non informata sulla storia di chi si troverà al proprio fianco, ha dichiarato: “La mia nomina è avvenuta all’unanimità e questo indica l’unità di Ascovilo nel perseguire i nuovi obiettivi. Mai come in questo momento penso che si percepisca la necessità di fare insieme un lavoro di valorizzazione dei vini di Lombardia. Abbiamo trovato subito la giusta sinergia con la Regione che con UnionCamere sostiene progetti importanti come Vinitaly. Da qui dobbiamo ripartire per affrontare la nuova sfida di riconquista del mercato dopo il Covid”.

E un altro smemorato, bresciano, ovvero il mitico Assessore regionale all’Agricoltura (lo guardi e capisci al volo che non è molto presente a sé stesso e vive in una dimensione tutta sua…), Fabio Rolfi, subito a suonare il trombone dichiarando: “In questi anni stiamo rilanciando la Lombardia come una grande regione del vino, per la qualità straordinaria dei prodotti e per il connubio indissolubile con i territori in cui vengono prodotti. Anche nei prossimi mesi avvieremo una massiccia campagna di comunicazione istituzionale dedicata al vino lombardo, partendo dall’iniziativa #iobevolombardo che promuove il consumo dei nostri vini nei ristoranti, nei bar e nelle enoteche della nostra regione. La collaborazione con Ascovilo sarà sempre più stretta. Faccio le congratulazioni alla presidente Prandini, professionista eccellente che saprà dare un valore aggiunto al lavoro di Ascovilo, e ringrazio il presidente uscente Bertola. La Regione Lombardia sarà sempre a disposizione per azioni di tutela dei produttori vitivinicoli e per mettere in campo interventi di promozione”.

Bene, alla presidente Prandini, all’altro vice Aldo Rainoldi, che conosco da tanti anni e che ora è alla testa dell’azienda valtellinese resa grande da suo zio Giuseppe, ricordo che, a meno che si tratti di un omonimo, il personaggio sul quale non hanno eccepito nulla sul fatto che diventasse co-vice presidente di Ascovilo, è un indagato.

Se leggiamo difatti, ad esempio qui, scopriamo, ma sicuramente la Prandini e Rainoldi non lo sapevano, la seguente evidenza: “BRONI – Perquisizioni e sei indagati alla cantina “Terre d’Oltrepò”: il mondo del vino oltrepadano ancora nella bufera. Martedì mattina è scattata una serie di perquisizioni, a cura dei Carabinieri forestali di Pavia, dei Carabinieri della compagnia di Stradella e degli ispettori dell’Icqrf Lombardia (Repressione frodi), con la collaborazione di un elicottero del 2° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Orio al Serio, negli stabilimenti della cantina sociale “Terre d’Oltrepò” a Broni, Stradella, Santa Maria della Versa e Casteggio.

Il blitz è stato disposto da un decreto di perquisizione emesso dal sostituto procuratore di Pavia, Paolo Mazza, e scaturisce da un esposto depositato in procura da un’azienda operante nel settore della grande distribuzione, l’Eurospin, in seguito ai risultati di analisi eseguite a campione da Unione Italiana Vini (UIV) su un lotto di vini acquisiti da “Terre”, che aveva evidenziato la presenza di una sostanza adulterante, nella fattispecie “diglicerina ciclica”, provocando il ritiro dell’articolo dalla filiera di vendita e la restituzione al fornitore.

Le verifiche disposte dall’autorità giudiziaria, che in questa fase hanno comportato l’iscrizione nel registro degli indagati di sei imprenditori e professionisti dell’Oltrepò, sono finalizzate a ricercare eventuali quantitativi di vino del medesimo lotto analizzato nonché ad accertare la probabile presenza della sostanza adulterante mediante prelievi e campionamenti che saranno oggetto di accurate analisi di laboratorio. A finire nei guai sono stati il presidente della cantina Andrea Giorgi, il vice Marco Forlino, il direttore Alberto Servetti e gli enologi Fabrizio Vercesi, Pietro Dilernia e Alessio Gaiaschi”.

E anche da Wine News si può avere conferma di questa notizia poco commendevole riguardante Giorgi Andrea.

Ora, come ho già dichiarato, garantismo m’impone finché non ci sarà una sentenza che condanni il geniale presidente di Terre d’Oltrepò, quello la cui vivida intelligenza è dimostrata da una dichiarazione in cui sosteneva che l’Oltrepò Pavese dovesse puntare sul Pinot grigio, il personaggio che controlla di fatto le nomine del Consorzio tutela vini oltrepadano, di credere, come ho detto anche in un video, che Giorgi Andrea sia innocente.

Prendendo atto che Coldiretti conferma la propria strapotenza avendo al vertice di Ascovilo due persone di fiducia, la presidente e uno dei due vice (lo sanno anche i sassi che Coldiretti ha molta influenza su Terre d’Oltrepò e simpatia per i suoi vertici), mi chiedo se normalissime e banali valutazioni di opportunità, posso dire la parolaccia?, di etica, non avrebbero dovuto suggerire ad Ascovilo di non nominare ai propri vertici un personaggio sotto inchiesta per uno scandalo vinicolo di grande risonanza.

Ma lo so bene che chiedere moralità, correttezza, trasparenza, al mondo del vino italiano, è una pia illusione. Avvertita come inderogabile solo da un vecchio cronista del vino disilluso come me.

n.b.

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Giovanni
Giovanni
4 giorni fa

Indagato non significa pregiudicato, lei è medioevale

Damiano
Damiano
4 giorni fa
Reply to  Giovanni

Lei assumerebbe nella sua azienda un indagato (indagato eh…non condannato) per furto e ricettazione?
La discriminante tra illegale ed inopportuno la fa solo la sopportazione dell’ipocrisia.

Giovanni
Giovanni
3 giorni fa
Reply to  Damiano

Giustizialismo con il culo degli altri

Damiano
Damiano
2 giorni fa
Reply to  Giovanni

Giustizialismo…?
Però non ha risposto per cui Le ripongo il quesito: assumerebbe nella sua azienda un indagato (indagato eh…non condannato) per furto e ricettazione?

Tino
Tino
2 giorni fa
Reply to  Giovanni

Certo che no. Però mi sembra alquanto inopportuno (se non stupido) nominare un indagato come vicepresidente di un’associazione, soprattutto se c’erano anche altri candidati.

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