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Enovarie

Consiglio di disciplina territoriale dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, vergogna!

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A un mascalzone condannato per diffamazione tre mesi di sospensione e a me un anno?  

Avevo deciso di lascia perdere la grottesca, patetica, squallida, trovate voi l’aggettivo giusto, vicenda della mia sospensione per un anno dall’Ordine dei giornalisti della Lombardia.

Ne avevo data notizia qui, dopo aver documentato tutte le fasi di questa pochade indegna di un ordine professionale serio e di un Paese civile, l’esposto presentato da una furbetta che ha fatto la vittima di non si sa quale delitto, l’andamento ridicolo del processo staliniano alias udienza cui sono stato sottoposto, i miei interrogativi circa l’esito di un esposto che io avevo presentato e di cui non ho avuto mai notizia.

Insomma me ne ero fregato altamente di non far parte per un anno di un Ordine che mostra la sua inutilità, la sua faziosità, il suo spirito di parte in ogni cosa che fa. Cento euro (questa il costo della quota di adesione annuale, e se penso che l’ho pagata dal 1981 per consentire a dei burocratici di scaldare le sedie mi viene un solenne giramento di…), risparmiati (magari i fenomeni mi chiederanno di pagarla ugualmente, immaginatevi la mia risposta…) da investire in qualsiasi cosa più utile che foraggiare un ente voluto dal fascismo che mostra oggi una mentalità comunista.

Poi ieri sera mi è capitato di leggere un dispaccio dell’agenzia ADN Kronos e subito hanno cominciato a frullarmi i corbelli e ho fatto partire una sequenza di improperi che un toscano al confronto sembrerebbe un’educanda.

Ho letto che un tale, a dir poco un mascalzone, uno che ancora dirige una testata, la Gazzetta di Lucca, tale Aldo Grandi, è stato condannato per avere nell’esercizio della sua professione scritto un articolo diffamatorio nei confronti dell’ex presidente della Camera dei deputati e attuale parlamentare PD Signora Laura Boldrini.

Intendiamoci, non ho fatto il salto della quaglia, non nutro alcuna simpatia umana e politica per l’ex esponente di Sinistra Ecologia e Libertà, e poi di Liberi e Uguali, ma est modus in rebus.

E così come ho trovato squallido, come chi l’ha fatto, il comportamento del demagogo leader della Lega, tale Salvini Matteo, il quale “durante un comizio a Soncino il 25 luglio 2016, espose sul palco una bambola gonfiabile accompagnando questo gesto con la frase: «C’è una sosia della Boldrini qui sul palco. Non so se sia già stata esibita…», e lanciando l’hashtag «#sgonfialaboldrini” e come trovo volgari gli attacchi pesanti, quelli sì veramente sessisti e cialtroni, di cui la Signora Boldrini viene regolarmente fatta oggetto, lo è stata anche quando recentemente è stata operata di tumore, trovo altrettanto squallida la sentenza di condanna del manigoldo.

Chiarisco subito, perché imbecilli e disonesti sono in agguato, non la giudico squallida perché il cialtrone è stato condannato, ma perché è stato condannato solo ad una multa di duemila euro, quando la richiesta (forse un pochino esagerata degli avvocati della parlamentare pare fosse di 250 mila euro).

Cosa aveva fatto difatti il sor Grassi, non nuovo ad essere messo sotto processo e sospeso dall’Odg per le sue intemperanze?

Come ha ricordato l’onorevole Boldrini “Nel luglio del 2017, sulla testata da lui guidata,il direttore della ‘Gazzetta di Lucca’ scriveva un editoriale in cui invitava alla preghiera affinché ‘prima o poi – meglio prima che poi – Laura Boldrini venga colpita da un male incurabile’. Nello stesso articolo, mi addebitava, in modo falso e strumentale, la presunta invasione di migranti nel Paese e dunque l’essere una minaccia per ‘la nostra identità nazionale, culturale, storica, religiosa, financo sessuale’.

Un anno dopo, il direttore è stato sospeso per tre mesi dall’Ordine dei giornalisti per aver contravvenuto alle norme sulla deontologia professionale. Oggi arriva la sentenza di condanna a seguito della mia querela per diffamazione”.

Ora, ci tengo a dirlo, il mio giudizio politico, non umano, sulla onorevole marchigiana è ovviamente negativo, ma è solo un giudizio politico (che come cittadino potrò ancora permettermi visto che dicono che siamo ancora in una democrazia) ma quello che di personale il direttore della Gazzetta di Lucca, che poi, a seguito della recente malattia dell’onorevole Boldrini ha avuto la solenne faccia di tolla di affermare “Le auguriamo, sicuramente e sinceramente, una pronta guarigione e le possiamo garantire, anche se le sembrerà assurdo e contraddittorio, di non aver mai pensato minimamente a farle o ad augurarle del male, tantomeno incurabile”, è talmente sordido, squallido, infame da essere indifendibile.

Eppure questa marcia Giustizia italiana l’ha condannato solo a duemila euro di multa e, leggete bene, l’Ordine dei giornalisti competente, quello della Toscana, attraverso un proprio Consiglio di Disciplina l’ha condannato solo a tre mesi di sospensione.

E qui porca zozza mi girano selvaggiamente le scatole, perché, leggete nelle immagini a seguire tutta la documentazione, io per non aver affetto augurato un cancro a nessuno ma per aver detto che una tipa era magra stinca oltre che scarsamente competente in materia di vino, sono stato condannato, dal collegio formato dai signori Paolo Colonnello, Saverio Paffumi ed Elena Scarrone ad un anno.

Tutto questo è delirante, e denota da parte del Collegio giudicante un chiaro abuso di potere, una prevenzione nei miei confronti, un giudizio politico.

Io ho deciso di non fare ricorso, perché i 300 euro necessari per farlo non li butto via, perché so già che cane non mangia cane e che il Consiglio nazionale di disciplina non avrebbe di certo impugnato la decisione del Consiglio lombardo. Mi chiedo però se qualche avvocato non abbia nulla da dire su questo comportamento indecente, e invito chiunque vorrà farlo a scrivere al Consiglio di disciplina territoriale dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia – questa la mail Consiglio.disciplina@odg.mi.it – le considerazioni che riterrà opportune.

Io da parte mia provo solo nausea, ribrezzo, schifo per questo comportamento e il più totale disprezzo, umano e professionale, per i responsabili di una così palese, clamorosa ingiustizia. Se avete un briciolo di coscienza, un senso di vergogna, membri del Consiglio di disciplina dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, vergognatevi!

av

n.b.

non dimenticate di leggere anche il nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it e il mio nuovo canale You Tube https://www.youtube.com/channel/UCVXjB6pMu52N9Z3AZbgSEaA

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Samuele Zingoni
Samuele Zingoni
2 mesi fa

Franco, spiace dirlo ma hai fatto la fine di Corona, (bada bene nessuna offesa, non ti voglio certo paragonare a lui ci mancherebbe} hai subito una condanna spropositata solo perché probabilmente stai sulle b… a qualcuno è del tutto evidente. Hai preso un anno per aver osato sfidare il “politically correct’ pensiero dilagante. Io ritengo invece che la tua condanna sia la legion d’onore del giornalismo,, e che dimostra che stai facendo bene il tuo lavoro: il giornalista. Io un anno di sospensione lo darei a chi dice che sente linoleum nei Borgogna ma è solo la mia umile opinione.
Ps i 300 Eur del ricorso spendili in champagne e brinda ai tuoi inquisitori.

Trentino al Sud
Trentino al Sud
2 mesi fa

Avevo votato – come giornalista – al referendum Pannella per abolire il dis-ordine.
Ed eccoci sempre ai due pesi e due misure: Una volta c’erano gli sconti in ferrovia (robetta) e se eravamo buoni entravi da qualche parte … magari al Vinitaly.
Adesso non ci caga nessuno se non sei un mezzobusto riconosciuto.
Caro Ziliani, è la mummificazione di un mestiere che non ha bisogno di autorizzazioni e controlli a distanza. Alla base non c’è la tessera ma la Legge per chi diffama o sbaglia.
E poi, la rettifica per la Legge della Stampa che non ricordo più : ti sputtano in cronaca e poi pubblico la rettifica negli AAA – “bellissima offresi”.
Vedasi il sindaco di questi giorni. Insomma la tessera serve solo per ricordarci quello che abbiamo fatto ma come ogni cosa appesa alla parete del passato non serve a NULLA !
Evviva Madamìn !

Eb2323
Eb2323
2 mesi fa

Giustizia radical shit. Non perdiamo tempo a commentare. La vita è breve e se lo decidiamo noi intensa! In alto i calici!

giuseppe mennella
giuseppe mennella
2 mesi fa

Visto i confronti tra le offese e le “condanne” direi che la differenza e’ sproporzionata
a danno di Ziliani. Non credo per nulla al “politically correct”, sono abbastanza sicuro
che abbia pesato il non gradimento del consiglio lombardo nei suoi riguardi (diciamo
che aspettavano l’occasione) e probabilmente anche le pressioni da parte di varie
persone come produttori, pr comunicazione e altri per appesantire oltremisura il
giudizio

Tendenza

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