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Degustazioni

Barbera d’Asti 465 e Piemonte Grignolino Maciot

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Quando biodinamico non è solo etico ma buono

Ora che l’amato Piemonte è tornato ad essere zona gialla voglio consigliarvi per il prossimo week end un bel posto dove andare. Conoscevo già il paese, Cocconato d’Asti, 491 metri di altezza sul livello del mare, un meraviglioso spettacolo di colline vitate e noccioleti, il soprannome di “Riviera del Monferrato”, perché sede delle due aziende, Bava e Cocchi (Alta Langa, super Vermouth di Torino e un fenomenale Barolo Chinato) dei miei vecchi amici Giulio, Roberto e Paolo Bava, ma lo scorso febbraio, quando ci sono tornato dopo qualche tempo, ne ho scoperto altri aspetti pregevoli. Che voglio segnalarvi.

Innanzitutto un accogliente e raffinato agriturismo, con ottimo ristorante, Cascina Rosegnana, dove ho riposato con ogni confort dopo essermi sciroppato qualcosa come 66 Alta Langa Docg, gestito dalla famiglia Macchia che gestisce anche La Cantina del Ponte, ristorante, enoteca e wine bar nella storica piazzetta Cavour di Cocconato.

Già questi posti, lo scenario circostante, la quiete ed i colori del Monferrato, che non solo le Langhe, ma hanno un loro perché e un innegabile fascino, meriterebbero, ora che pare ci abbiano restituito la libertà di muoverci, una trasferta, ma vi offro un motivo in più. Scoprire, assaggiare e apprezzare i vini che la stessa famiglia Macchia produce nella propria azienda, biologica e biodinamica, denominata Maciot.

Lascio alle parole sul loro sito Internet la presentazione: “Siamo una giovane realtà cocconatese, con terreni situati prevalentemente nei comuni di Cocconato, Piovà Massaia e alcune proprietà di eredità paterna nel comune di Montiglio Monferrato.

La passione per la terra ed i suoi frutti è sempre stata presente nel dna dei proprietari, trasmessa dai nonni che svolgevano l’attività di contadino come prima occupazione. Le antiche tecniche di coltivazione sono state adattate alle nuove esigenze, per migliorare oltremodo la qualità dei prodotti che il clima privilegiato della zona esalta ulteriormente: le estati fresche, infatti, e gli inverni miti, dovuti all’altezza delle colline di Cocconato, unitamente alle basse rese, contribuiscono ad affinare naturalmente la produzione. Tutte le colture seguono il regolamento CEE 834/2007, il cosiddetto reparto “biologico”, con conseguente rispetto della biodiversità, produzioni ottenute con sostanze e procedimenti naturali e di conseguenza la negazione dell’uso di anticrittogamici e concimi chimici.  L’ente certificatore è ICEA”.

Inoltre, dalla primavera del 2010 hanno “iniziato un percorso di biodinamica che ci ha portato ad ottenere la certificazione Demeter dal 2013, con l’uso di preparati a spruzzo, sovescio, cumulo con preparati biodinamici e soprattutto con un ascolto continuo e attento di quello che la natura ci suggerisce.
Questo sistema di allevamento di viti, nocciole ed orticole, non ha provocato nei nostri metodi di lavoro grandi cambiamenti, forse perché, memori dei comportamenti dei nonni, abbiamo operato negli anni in maniera molto simile alle regole dettate dai regolamenti comunitari.

La produzione di uva da vino, proviene dalle vecchie vigne dei nonni Ernesto e Luigi e da nuovi impianti realizzati nel corso degli ultimi anni, con elevato rapporto di ceppi per ettaro, concimazioni triennali con letamazione da cumulo e inerbimento con essenze da sovescio dell’interfila: tutte caratteristiche di coltura mirate ad un raccolto di qualità; infatti le rese non superano mai i 70 q. a ettaro nei nuovi impianti, per scendere ulteriormente e naturalmente nelle vecchie vigne. La fermentazione, che avviene senza inoculo di lieviti selezionati bensì spontanea, con i lieviti presenti naturalmente sulle bucce dei nostri splendidi e genuini grappoli, caratterizza ancor di più il prodotto finale. L’affinamento avviene in acciaio, in botte grande (30 q) o in barriques (225 l) a seconda del prodotto”.

La loro produzione comprende sia vini da vitigni autoctoni che da vitigni bordolesi, e i due vini che ho finora bevuto, il Piemonte Grignolino Vigin 2019 e la Barbera d’Asti 465 annata 2019 mi hanno convinto di trovarmi di fronte ad un’azienda seria in grado di vincere un certo mio scetticismo di fondo (nel corso di diverse manifestazioni di “vini naturali” mi sono imbattuto in bellissime persone piene di poesia e belle idee che traducevano però in vini imbarazzanti e tecnicamente tutt’altro che ineccepibili…) verso il complesso fenomeno biologico e biodinamico.

Al Piemonte Grignolino Vigin ho già dedicato una video degustazione sul mio canale You Tube alla quale vi rimando, e altrettanta soddisfazione ho ricavato (peccato non poterla abbinare ad uno di quei salami che si mangiano in zona o ad un bel piatto di carne cruda, da razza bovina piemontese, che non mi faccio mai mancare, mi spiace per i vegani, quando sono nella regione enoica del mio cuore) dalla Barbera d’Asti 465 annata 2019.

Non sono un barberista, la Barbera nella mia personale classifica degli altri vitigni rossi piemontesi oltre al Nebbiolo viene sempre dopo Dolcetto e Freisa, ma di fronte ad una Barbera come questa, golosa, succosa, rotonda, piena, profumata di frutta e fiori, resa ancora più piacevole da una viva acidità, non massacrata, come qualche stordito si ostina ancora a fare, dal passaggio in barrique (per contenere l’acidità, come se questo non fosse un elemento fondante di ogni Barbera degna di questo nome…) e lasciandole tutta la sua vitalità, la sua energia, non posso che versare nel bicchiere, bere e tornare a bere.

Mi raccomando quindi, Cocconato d’Asti un bel posto che vale la pena andare a scoprire…

n.b.

non dimenticate di leggere anche il nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it e il mio nuovo canale You Tube https://www.youtube.com/channel/UCVXjB6pMu52N9Z3AZbgSEaA

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Gaetano
Gaetano
4 mesi fa

Franco io, va vin-naturalista convinto, ho deciso di non chiedere più ai produttori Biodinamici delle loro pratiche simil sciamaniche. Anzi lo evito accuratamente, sono un Cartesiano nato e fatto. Ma non ho assolutamente rinunciato a bere i loro prodotti, in alcuni casi autentiche gemme enologiche!! Assaggiare, assaggiare e assaggiare ancora, senza pregiudizi!

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