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Editoriali

“Giustizia” è finalmente fatta: sospeso per un anno dall’Ordine dei giocherelloni…

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Sino al pronunciamento del Consiglio di Disciplina Nazionale non chiamatemi giornalista per favore: potrei offendermi…

Come nei giorni scorsi avevo osservato ci hanno messo un po’ di tempo, si trattava di un caso spinoso, difficile da dirimere, ma alla fine il trio di illuminati che componevano il Gran Giurì, pardon il Collegio di disciplina territoriale dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, che da oggi in poi bisognerà rinominare Ordine dei Giocherelloni, invitando contestualmente Piersilvio Berlusconi ad affidare loro la nuova edizione di Zelig o Crozza a prenderli come spalle, ha pronunciato la sentenza. Riunitisi un mese dopo l’audizione farsa, il processo kafkiano del 15 marzo, hanno emesso la condanna.

Il sottoscritto, colpevole dell’orrendo delitto di aver definito “magra stincal’Italian wine girl, alias la collega Donadoni Laura, di aver evidenziato la sua clamorosa incompetenza in materia di vino e soprattutto di non essersi piegato e non aver chiesto scusa, “ben lungi dal dare segni di ravvedimento”, i colleghi che mi invitavano, come in un processo di marca staliniana e in un atto della Santa Inquisizione, ad ammettere la mia colpa, è stato condannato, mi è arrivato questo pomeriggio l’atto tramite Ufficiale giudiziario.

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“Questo Consiglio di Disciplina Territoriale infligge al giornalista Francesco Ziliani la sanzione della sospensione per mesi 12. Dispone che la sanzione resti sospesa fino alla Decisione del Consiglio di Disciplina Nazionale qualora Francesco Ziliani presenti impugnazione avverso il presente provvedimento e, comunque, fino allo spirare del termine previsto dall’art. 60 della Legge 69 del 1963, per presentare ricorso al Consiglio di Disciplina Nazionale”.

Nei prossimi giorni renderò di pubblico dominio gli atti di questo processo farsa, sentirò il parere dei miei avvocati (Carlo Taormina e Perry Mason) e farò ricorso . Per questa sera non aggiungo altro. Mi limito ad evidenziare con un’immagine quello che penso di questa sospensione e di tutta questa tragicomica vicenda che dimostra come libertà di stampa sia oggi in Italia una barzelletta.

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Riccardo
Riccardo
4 mesi fa

Nell’ultima pagina, prima delle firme, citano un certo Zilioli 🙂 Respinga in quanto sconosciuto!

Ruggero Romani
Ruggero Romani
4 mesi fa

Solidarietà contro una sentenza iniqua.

Trentino al Sud
Trentino al Sud
4 mesi fa
Reply to  Franco Ziliani

Che vuole ? Sono tutti inebriati dalle loro degustazioni a naso e soprattutto presi dalle loro ripetitive, inutili, noiose cronache enoiche e reciproci, falsi salamelecchi – una tantum

Tommaso Farina
Tommaso Farina
4 mesi fa

Ti faccio avere anche pubblicamente la mia solidarietà. Credo si tratti di un provvedimento paradossale, anzitutto per il fatto che il Consiglio di Disciplina avrebbe dovuto archiviare quell’esposto. Come può un Consiglio di Disciplina di un ordine sindacare un comportamento avvenuto al di fuori dell’attività regolamentata dall’Ordine stesso? Il tuo blog non è esercizio di professione giornalistica. Quanto alla pena irrogata, c’è di che trasecolare, abbondantemente.

Alessandra
4 mesi fa

Sono attonita per come è andata questa vicenda. Non avrei mai pensato che potesse avere un epilogo così pesante e soprattutto ri-di-co-lo. Ieri mi sono presa un attimo di tempo e ho letto commenti nei post di alcune wineblogger, compresa la signorina oggetto della diatriba, commenti ben più offensivi e sessisti (parola che detesto in certi casi) ,di quello incriminato (beninteso che il Zilianaccio comunque se la poteva evitare… azz) in ogni caso mi chiedo perchè quelli non li denuncia nessuno? E allora un tarlo mi rode…..e poi l’ordine dei giornalisti che dovrebbe essere un ordine serio e… macchè no boh… Ciao Zilianaccio, mi dispiace tanto

Trentino al Sud
Trentino al Sud
4 mesi fa

Prima cosa : è una storia da piangere se non ci fosse lei che almeno la mette sul ridere e sull’arrabbiato (giustamente con molte zzzzzzzzzzzz ).
Come giornalista sono indignato per il nostro disOrdine regionale e nazionale : inesistenti !
Seconda cosa : la agguerrita tastevin è ancora iscritta, paga l’Ordine lombardo ogni anno o gode ormai dell’immunità diplomatica ????? Varrebbe la pena controllare.
Terza cosa : caro Ziliani adesso può almeno vantarsi di essere stato giudicato dai … colonnelli ! Bravo : ” Ardisco, non ordisco” – Ave

Antonio Ciniero
Antonio Ciniero
4 mesi fa

Una decisione VERGOGNOSA, che travalica il caso concreto, violando la libera espressione del pensiero. Qui più che il diritto di critica e di cronaca si è attentato ai principi costituzionali a cui anche un organismo privato,,come l’ordine dei giornalisti, ma di rilievo costituzionale, è tenuto a osservare. MALA TEMPORA CURRUNT

giuseppe mennella
giuseppe mennella
4 mesi fa

Personalmente credo chi da qualche anno si faccino fin troppe denunce (nei vari ambiti) per motivazioni superflue, che potrebbero essere risolte (soprattutto nel mondo del web) in maniera diversa, escludendo gli attacchi massicci tipo facebook, twitter e altro.
Il paradosso e che l’Ordine gestisca questioni dove il danno e’ inesistente o basso.

Tendenza

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