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Degustazioni

Bramaterra 2016-2017 La Psigula

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Dall’Alto Piemonte un’azienda e un produttore da scoprire

La storia di come ho scoperto questo ottimo vino dell’Alto Piemonte è troppo divertente per non raccontarla.

Torniamo allo scorso settembre, una felice pausa tra un’ondata di coronavirus ed un’altra. Reduce da 8 giorni di paradiso in Croazia e ancora scosso, ma io barcollo ma non mollo, dalla tranvata finale assestatami da una parisienne, per un giro strano di contatti che non vi sto a raccontare vengo invitato a passare due giorni in un posto da incanto Villa Carlotta a Belgirate sul quale Lago Maggiore, zona che adoro da sempre e dove mi sono recato spesso, in un’altra vita, quando facevo il critico musicale e seguivo le Settimane Musicali di Stresa.

Per non farmi mancare nulla a Villa Carlotta approdai però, lei tornerà la sera stessa a Milano, in compagnia di quella che ormai è un’amica e compagna di avventure enoiche, la sommelier polacca attiva nella città meneghina in un’enoteca a proprietà cinese sita in via Paolo Sarpi al numero 7, Lucia Niedzielak. Con la quale mi bastò assaggiare insieme un paio di vini per capire che di vino ne sa eccome, e che ha una passione, un entusiasmo, una competenza e un’umiltà (doti tipiche delle donne polacche, fidatevi, ne so qualcosa…) che meriterebbero le maggiori soddisfazioni.

Arrivo, resto conquistato dal posto e scopro che l’organizzatore della manifestazione, Che bolle!, Silvio Bruni, è uno in gamba, simpatico e capace di portare bord du lac fior di produttori. Molti dei quali si riveleranno per me una scoperta. E di cui ho scritto, ad esempio la piccola cantina dell’Etna Spuches ed il bollicinaro e timorassista piemontese Ezio Poggio.

Mi guardo intorno e dopo essere rimasto abbacinato dalla bellezza mediterranea di una produttrice pugliese, la cantina si chiama Domus Hortae, (i vini erano buonissimi ed il fisico ben robusto del marito mi ha indotto a limitarmi a degustare…) e dopo aver assaggiato qua e là m’imbatto in un altro splendido esemplare di “fauna” femminile. Completamente diversa dalla bellezza mediterranea di prima, bionda, occhi chiari, molto elegante (lo era del resto anche la signora pugliese) e poi aveva un atout incredibile. Un elemento in grado da mettere in ginocchio uno come me.

La sua bellezza? Anche. La sua voce? Anche quella, ma soprattutto il fatto che i vini che la sua azienda, la Psigula, produce, in quel di Curino, piccolo Comune sparso dell’Alto Piemonte Biellese, vedono protagonista vedono protagonista un’uva che per me è meglio di un afrodisiaco, il Nebbiolo.

Ho così assaggiato dapprima il Coste della Sesia Rosso e poi sono passato, nel frattempo era arrivato il marito, Giacomo, il loro Bramaterra 2016. Uau! Colpito dalla Signora Psigula? Sicuramente sì, tanto che quando Giacomo mi chiese cosa ne pensassi, io con la mia classica faccia di tolla risposi “complimenti alla Signora Claudia”, ma fui colpitissimo anche vino, dotato di quell’eleganza di quel nerbo, di quel corredo aromatico, di quella finezza che fanno andare in brodo di giuggiole un nebbiolista come me.

Il giorno dopo, la manifestazione si svolgeva su due giorni, arrivato presto, prima che aprissero al pubblico le degustazioni, mi precipitai al banchetto della Psigula. C’era una bottiglia del Bramaterra 2016 rimasta aperta dalla sera prima e mi misi a riassaggiare. Morale: più buono ancora del giorno prima. Sono lì che assaggio, riassaggio, prendo appunti ed ecco arrivare Giacomo. Mi vede e subito mi fa: “devo darle una brutta notizia. Oggi mia moglie non viene, è rimasta a casa con le bambine”.

Digerita la ferale notizia, la giornata da quel momento fu grigia e triste, iniziai una fitta conversazione con Giacomo Foglia, questo il suo nome, che mi raccontò dell’azienda, del passaggio momentaneo, con l’annata 2017, dell’affnamento del suo Bramaterra da botte grande a tonneau, e di altre cose. Quel vino piacque a me e finì con il piacere a diverse persone che incontrandomi in degustazione e chiedendomi, come talvolta accade, quale vino meritasse assaggiare, si sentivano puntualmente rispondere i vini della Psigula. E gli Etna di Spuches.

Dell’azienda, oggi vi posso dire che “sorge sul crinale che si estende da Regione Aspigola ( in dialetto Psigula, da cui ne deriva il nome) a Regione Torre,  così chiamata per la presenza di una vecchia torre medioevale. Essa nasce dalla riconversione di terreni boschivi e dal recupero di vecchi terrazzamenti, un tempo già adibiti alla coltivazione della vite, abbandonati a seguito dello spopolamento del paese avvenuto nel XIX e XX secolo”.

I suoi vigneti sono situati “nell’area delle Rive Rosse biellesi, rientrano nella caldera del Supervulcano della Valsesia, pertanto si estendono su un terreno prevalentemente roccioso, caratterizzato da una tipica colorazione rosea delle rocce (porfidi) e del suolo, che garantisce alla vite il corretto approvvigionamento idrico conferendo al vino una propria mineralità e sapidità”. Da quel suolo caratteristico ottengono il Bramaterra, uvaggio di Nebbiolo, Croatina, Vespolina, fermentazione acciaio 24 mesi rovere Slavonia e dal 2017 tonneau, il Coste della Sesia fermenta e si affina solo in acciaio da un vigneto degli anni Cinquanta.

I miei amici Foglia, i cui vini spero di riuscire a far portare à Paris, dall’importatore con cui ho sinora collaborato, Ardesiaco, o cercherò altrove, sabato hanno presentato in streaming (e io mi sono perso la diretta) il  loro progetto “adotta una vita in Alto Piemonte” (di cui potete leggere tutti i dettagli qui) fanno un Bramaterra che se amate i Nebbiolo Alto Piemonte sembra fatto proprio per voi.

Premessa indispensabile: il 2016 è purtroppo finito, e in attesa del 2018 che Giacomo mi dice essere a livello del 2016, abbiamo da giocare con il 2017, che è buono, ma non ha la caratura e lo charme, l’armonia del ’16.

Il tannino è un po’ più severo e rigido, ha qualche durezza che verrà attenuta e smorzata dalla permanenza in bottiglia, è un vino per ora che godi solo a metà, che devi aspettare con pazienza e lasciare un po’ maturare in cantina, ma è buono, ma se fidate di me, credetemi, la Psigula è una di quelle aziende da tenere in attenta considerazione.

Perché un produttore che è riuscito a cavare dal cappello del mago, ma che dico dalle sue vigne, senza rovinarlo in cantina, un Bramaterra da urlo come il 2016, colore rubino brillante luminoso, naso elegante, suadente, sapido, con note di viola, amaretto, noce, ribes e lampone, un accenno di prugna e poi sale e pietra, fresco, vivo, ben teso, asciutto al gusto, con un tannino setoso e dolce, una perfetta bellezza espressiva, una perfetta piacevolezza e uno charme quasi langhetto, è sicuramente bravo. E ringrazio l’amico Silvio Bruni ed il caso di avermelo fatto incontrare.

Azienda Vitivinicola La Psigula Regione Torre snc

13865 CURINO (BI)

Tel: +39 3402558146 +39 3462249857

n.b.

non dimenticate di leggere anche il nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Picotendro
Picotendro
5 mesi fa

I nebbioli “del nord” nelle loro migliori espressioni hanno un’eleganza, una mineralità, una sapidità e (soprattutto) una bevibilità pazzesca, io li adoro e a volte (eresia?) li preferisco addirittura ai mostri sacri di Langa. Recentemente grandi soddisfazioni con il Carema dei Produttori e con il Gattinara di Franchino, entrambi dell’ottima annata 2016.

Tendenza

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