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Degustazioni

Penfolds Grange 2013 95 Bin, alchimia di un sogno

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Un’espressione grandiosa della Syrah, pardon Shiraz, Down Under

Devo ringraziare la bravissima Simona Paparatto, sommelier A.I.S. varesina, di cui segnalo, oltre ai due pezzi già pubblicati di recente (questo e questo) e questo sugli Erbaluce di Caluso di Carlo Gnavi un eccellente articolo sullo Champagne Cristal di Roederer e quello dedicato ad un virtuoso del Nebbiolo di montagna, Giorgio Gianatti, sempre più casa sua sui miei blog (e io sono felice della sua preziosa e qualificata collaborazione) perché con questo articolo mi fa tornare a ben 25 anni fa.

Ad un’esperienza meravigliosa e indimenticabile. Un viaggio di oltre 20 giorni Down Under, nella lontanissima e affascinante Australia, insieme ad una collaboratrice dell’Austrade, Lucia Vimercati e al collega Marco Sabellico del Gambero rosso.

Invitati dal governo australiano potemmo visitare, trattati splendidamente, molte delle più importanti aziende vinicole della terra dei canguri, e una delle visite più emozionanti fu proprio da Penfolds, dove l’accoglienza fu addirittura memorabile perché oltre ai vari Bin ci furono proposte in assaggio non una ma ben cinque annate del mitico Grange. Tutto merito di un contatto preventivo dell’importatore italiano di allora, le Roi Angelo Gaja, (oggi è il Gruppo Meregalli) che si era raccomandato fossimo trattati bene.

Il Grange mi fa pensare anche ad una bottiglia di 1985 bevuta negli anni Novanta in compagnia di un ristoratore del Lago di Garda, Gianni Briarava, e di un amico carissimo che non c’è più, il franciacortino, già grande presidente del Consorzio, Giovanni Cavalleri.

Il Grange è davvero un outstanding wine, una celebrazione della grandezza della Syrah, che in Australia chiamano Shiraz, un vino che almeno una volta nella vita bisogna provare. Proprio come i vini di Chapoutier o di Guigal. Buona lettura!

https://youtu.be/lAQu8hv06x0

Ogniqualvolta mi ritrovo a guardare questa etichetta, i pensieri in me prendono forma, si fanno vividi, consistenti, audaci, donandomi speranza e voglia di fare perché penso ad un uomo che, credendo in un sogno come “desiderio certamente realizzabile”, lo ha reso possibile e reale!

Inizia tutto nel 1844, quando il medico inglese Christopher Rawson Penfold decide di piantare viti di provenienza francese su un terreno di 200 ettari acquistato a Magill (sobborgo di Adelaide Hill, in Barossa Valley-South Australia), creando la Penfolds. Dopo la sua dipartita, è la moglie Mary, inconsuetamente e con grande impavidità, a portare avanti l’azienda, producendo diverse tipologie di vino che dimostreranno come anche qui e non solo nella lontana Francia, i vini possono impreziosirsi ed evolvere negli anni.

Ne è l’esempio perfetto “Grange”, divenuto icona di stile del vino, in Australia e nel mondo intero. Il maggior merito della divulgazione di questo gioiello è di Mark Schubert, che entra in azienda nel 1931 come fattorino, diventa, a 33 anni, capo enologo e grazie alle esplorazioni che la Penfolds gli permette di fare, accresce la sua cultura vinicola attraverso viaggi in tutta Europa, particolarmente in Spagna, Portogallo e Francia (Bordeaux), dove scopre vini di grande caratura e dalla struttura possente, in grado di sostenere 40 o anche 50 anni di invecchiamento. È qui che scatta in lui la scintilla! Decide anch’egli di produrre un vino destinato a durare nel tempo.

1951: è il momento di Grange Hermitage, primo vino sperimentale, che esce in commercio l’anno seguente, ma ben presto, viene duramente contrastato e bocciato dalla critica, tanto da non essere più prodotto. A questo punto, si rende palese la determinazione di Schubert che crede prepotentemente ed ambiziosamente nella sua creazione, continuando a produrlo in segreto, nascondendo, (in una parte sconosciuta della cantina), le annate dalla 1952 alla 1959.

https://youtu.be/nN-542IYoE0

La svolta avviene quando alcuni critici insieme al direttore della Penfolds, riassaggiando il vino, realizzano la sua grandezza, cosicché, nel 1960, si riprende la sua produzione. Il nome sarà, semplicemente, “GRANGE”! Grande la sua reputazione! Tra i vini più celebrati del mondo, continua a crescere tutt’oggi come parte integrante del patrimonio del South Australia. Oggi l’azienda è della Tooth and Co., che la gestisce in modo egregio, nutrendo e rafforzando la visione di Schubert e continuando con impegno a produrre vini di alta qualità, come ogni nuova generazione di produttori di vino Penfolds.

Il prezzo di questa bottiglia varia dai 700 ai 1000 euro. Ogni annata è differente sia per le percentuali dei vitigni coinvolti, che per il periodo di maturazione in botte. La provenienza delle uve è multiregionale, con vigneti conferiti e di proprietà, situati in Barossa Valley, Coonawarra, Mclaren Vale, Magill Estate. BIN è sinonimo di “vino sperimentale” ed il numero 95 è riferito al locale di affinamento dell’azienda.

https://youtu.be/xuNN-Lseytc

Il sublime Grange, baricentro di questa storica e prestigiosa azienda, la Penfolds, ne rispecchia personalità e stile produttivo. Grange 2013 nasce da uve Shiraz per il 96% con una piccola parte (4%) di Cabernet Sauvignon, raccolte e selezionate minuziosamente a mano. La fermentazione avviene con macerazione a contatto con le bucce, in vasche di acciaio inox a temperatura controllata, per poi affinare in botti di rovere americano, completamente nuove, per 20 mesi, prima di riposare in bottiglia.

L’annata 2013 ha visto nel Sud Australia un inverno secco ed una primavera siccitosa. I mesi caldi ed asciutti si sono protratti fino a ottobre/novembre (ad eccezione della McLaren Vale, che ha visto piogge invernali rivitalizzanti), con germogliamento precoce in tutte le regioni. Ne sono state conseguenza, basse rese, frutti con tannini marcati, vini di complessa struttura, di grande intensità, dalla spiccata carica aromatica e dal sapore seducente.

Una volta ed una sola ho potuto assaporare questa preziosa delizia…!

Rubino impenetrabile! Nero profondo con riverberi rosso sangue: impavido e luminoso. Ricchissima la fusione olfattiva, che crea un incipit in crescendo! Frutti succosi e deliziosi: lampone, kirsh, mora, ribes nero: potenza fruttata! Pulsanti ed audaci effluvi balsamici. A seguire, cacao, caffè torrefatto, cioccolato si alternano a note di legno di sandalo, insieme ad un lieve slancio di affumicatura. Ancora frutta, ma sciroppata e macerata di amarena. Poi spezie: liquirizia, pepe nero, noce moscata, cannella e vaniglia, declinano su echi di zenzero candito, fichi secchi, panforte e note suadenti di tabacco dolce.

Complesso ed autorevole anche al palato: pieno, succoso, con un tannino deciso e potente, quanto raffinato. Il legno non s’impone, ma infonde un educato tocco di eleganza. Incredibile goduria di sensazioni, unite con maestria e percepibili una ad una in armonico equilibrio! Questo imponente corredo aromatico è magistralmente sostenuto da una dinamica sapidità e da una prorompente freschezza che lo aiuteranno a crescere ancora ed ancora negli anni!

Lunghissimo, cremoso e suadente nel finale fruttato. Gagliardo, nerboruto, tridimensionale! Nettare di superba grazia. Pronto adesso, potrà trovare la sua miglior espressione anche tra 40 anni. Quante meravigliose emozioni sarà ancora in potere di donare questo autentico, prezioso, infinito…Grange!

Tutti i produttori di vino dovrebbero avere una buona e fertile immaginazione, per riuscire ad avere successo nel proprio mestiere” cit.: (Max Schubert), primo capo enologo di Penfolds.

Simona Paparatto       

https://youtu.be/6N3hIyhPzt8

n.b.

non dimenticate di leggere anche il nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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domenico
domenico
1 mese fa

Bellissimo articolo. Fa subito venir voglia di scandagliare il web e prendere una bottiglia, oppure di volare in Australia. Ahimè, la seconda opzione oggi è impraticabile. complimenti.

Simone N
Simone N
1 mese fa

Vino assoluto che ferma l’orologio.
Se non ricordo male, su Meregalli esce intorno ai 300 più iva. Ma va prenotato. Le bottiglie sono su assegnazione. Ovviamente.

Tendenza

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