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Enoriflessioni

Isabella Perugini, alias Linea Verde Life, non accetta le critiche e insulta

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Volevamo parlare di innovazione e sostenibilità non di vino, afferma l’autrice

Dell’arroganza e della presunzione dei trentenni, parlo di quelli che si collocano nella fascia tra i 30 e i 40 anni, ero già ampiamente consapevole. Ho in mente, oltre ad un caso personale di cui non parlo perché sono affari miei, le dimostrazioni di alterigia e sbruffoneria che mi sono arrivate da un diffamatore matricolato specialista in redazionali pubblicitari, e, mi tocca ancora nominarla, dalla mitica Italian wine girl. Tanto per citare alcuni casi emblematici, anche se potrei parlare di altri trenta – trentacinquenni gradassi che siccome sono giovani pensano di possedere la scienza, la verità, la saggezza.

Intendiamoci, potrei anche citare innumerevoli casi di trentenni di straordinaria intelligenza, rispettosi nei confronti di chi potrebbe essere loro padre e vanta un’esperienza e un’autorevolezza, nel mondo del vino, che loro avranno chissà quando. Con parecchi di questi, che siano produttori, sommelier oppure persone che provano a scrivere di vino, ho eccellenti rapporti e da loro imparo sempre qualcosa.

Oggi però ho avuto l’ennesima conferma che a 35 anni, o giù di lì, in questi tempi difficili, per lasciare traccia di sé, per farsi notare, l’umiltà deve essere messa da parte per lasciare il posto alla sfrontatezza e alla spudoratezza, e allo sprezzo del ridicolo.

E’ accaduto così che avendo letto la mia circostanziata e precisa critica all’impostazione, alla conduzione, alla sostanza della puntata di ieri del programma di Rai Uno di Linea Verde life, una puntata alla carbonara l’ho definita, ma se preferite all’amatriciana o alla pajata, l’autrice (o uno degli autori, non so) della puntata di ieri che teoricamente era ambientata nelle Langhe e avrebbe dovuto magnificare il gioiello dell’agroalimentare langhetto, il Barolo, parlo della gentile Signorina Isabella Perugini, classe 1984, sommelier e autrice tv e, mi dicono, con trascorsi di assistente di un parlamentare PD (cosa che in Rai aiuta sempre…) e come Digital Marketing Strategist e fotografa nell’entourage di Bibenda, rivista e guida del mio caro amico Franco Ricci, alias Fondazione Italiana Sommelier, invece di fare tesoro delle critiche ha preferito replicare insultando.

E così la Signora o Signorina che per realizzare la trasmissione è rimasta una decina di giorni in Langa (immagino a spese di noi contribuenti, che paghiamo il canone perché autori e programmisti Rai passino periodi di vacanza per poi ripagarci con capolavori di “alto giornalismo” da servizio pubblico) ha pensato bene, letto il mio articolo, di mandarmi un messaggio del seguente tenore.

Leggete: “Signor Ziliani, forse dovrebbe studiare il format, non essendo una trasmissione sul vino, ma su innovazione e sostenibilità. Ma è normale per chi cerca visibilità parlando male degli altri. Mi spiace, ma non ho mai condiviso il suo modo di creare polemiche per mera visibilità. Credo che il suo comportamento viziato di un protagonismo non sano faccia male al vino italiano. Noi abbiamo fatto il nostro mestiere al meglio, cercando di coniugare i temi che caratterizzano il format da ormai tre anni, peraltro la prima trasmissione ad incentrare il discorso sulla sostenibilità, con un racconto di territorio e delle eccellenze. Non è un programma sul vino, ma al vino in questa occasione abbiamo voluto dare spazio”.

Avete capito la Perugini? Toccata nel vivo, Madamin Isabella, immagino la sua indignazione e i suoi begli occhioni da cerbiatta sgranati mentre leggeva il mio articolo e scriveva la sua replica, non solo non accetta critiche, ma mi dà e vi dà degli ignoranti perché non ci siamo accorti che il programma non era una trasmissione sul vino, ma su innovazione e sostenibilità (parole che sembrano uscire dai programmi del governo di pochette Conte nonché di Super Mario Draghi).

E inoltre, manco fosse Jancis Robinson, e dimostrando di non aver imparato molto frequentando Massimo Billetto e Daniela Scrobogna, che sono pozzi di scienza enoica ma non sanno cosa sia l’arroganza, passa all’insulto e si fa ridere dietro affermando che io scrivo come scrivo e creo “polemiche per mera visibilità” (ha ragione sono solo Ziliani, mica Isabella Perugini) e mi accusa di fare del male al vino italiano. Anvedi!

Darmagi, mi dispiace tanto che Madamin risponda così, perché leggendo alcuni articoli che pubblica su Huffington post (collaborazione che sicuramente avrà avuto per i suoi meriti e non grazie alla spinta di qualche parlamentari PD) ho visto che innanzitutto scrive in un ottimo italiano e dimostra, leggete qui e poi ancora qui ad esempio, di capirne di vino, di saperlo raccontare in maniera efficace.

Perché allora non accettare le critiche Signorina (Signora) Perugini e fare, cosa che sicuramente le gioverebbe, un bagno di umiltà ed evitare di rivolgersi a chi iniziava a scrivere di vino nell’anno in cui lei vedeva i natali, con tanta arroganza e presunzione?

n.b.

non dimenticate di leggere anche il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Nevio
Nevio
1 mese fa

Molti nemici molto onore…non porta bene. Sono certo lo sa.

Nevio
Nevio
1 mese fa
Reply to  Franco Ziliani

La maggior parte degli amici che cita in 3 articoli su 4 sono morti. E non possono smentire.

Stefano
Stefano
1 mese fa
Reply to  Franco Ziliani

Questo motto non mi piace per niente. Ma proprio per niente

Ale
Ale
30 giorni fa

Certo che lei per Laura Donadoni ha proprio un’ossessione.

Luca P
Luca P
28 giorni fa

Ma chi lo guarda questo programma patetico? Oltretutto prodotto con i nostri soldi e affidato ad un’autrice che si dimostra poco preparata. Ma si sa, la meritocrazia non ha molta fortuna in alcuni ambienti.In un mercato aperto sarebbe già finito il programma a forse la sua carriera. Che la sostenibilità che ella cita sia collegata alla famigerata transizione ecologica del nuovo corso governativo?

Luca P
Luca P
28 giorni fa
Reply to  Franco Ziliani

Viva le persone che non “devono adeguarsi” !!
Ed il programma rimane patetico, almeno a mio parere

Fabio De Bona
Fabio De Bona
24 giorni fa

ma dove sarebbero gli insulti della Perugini? la sua ricerca di polemica è una realtà abbastanza facile da riscontrare. quando scrive le solite (giuste) critiche scendendo poi in dettagli personali che nulla hanno a che fare con l’argomento, cosa si aspetta esattamente? un tappeto in velluto rosso? perchè continua a stupirsi di reazioni che lei provoca?

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