Seguici su
Attenzione: questo sito è impostato per consentire l'utilizzo di tutti i cookie al fine di garantire una migliore navigazione. Se si continua a navigare si acconsente automaticamente all'utilizzo. Continua Leggi l'informativa completa

Editoriali

Il Morellino di Scansano diventa anche Morellino di Scansano Toscana

Pubblicato

il

Un’aggiunta al nome della denominazione che è una bischerata e sa di sconfitta

Manco dalla zona da qualche anno, l’ho sempre trovata splendida, paesaggisticamente e turisticamente parlando, anche se quando fa caldo fa veramente molto caldo (e lo si sente dunque anche nei vini…), ma la Maremma del Morellino di Scansano nel grossetano è una zona dove spero di poter tornare presto.

Ho qualche amica/o là, innanzitutto Cinzia Severi, colonna portante attiva nel Comune di Magliano in Toscana, che anni fa (non so se si svolga ancora) si è inventata una bella manifestazione, denominata Vinellando, una specie di concorso, alla buona, simpatico, umano, dove venivano giudicati, ovviamente alla cieca, i vini della Docg locale, il Morellino di Scansano, diventata denominazione di origine controllata nel 1978, e diventata nel 2006 la Denominazione di Origine Controllata e Garantita a partire dalla vendemmia 2007.

A Vinellando ho partecipato per la prima volta nel 2008, poi sono tornato nel 2013 (sono stato anche presidente di giuria, esticaxxi) e in quell’anno ho scoperto la bellezza di un posto magico e di un’azienda esemplare e di importanza centrale nella denominazione, la Fattoria di Magliano, dei cui vini ho scritto più volte, ad esempio qui, qui e poi  ancora qui. Il loro Morellino Heba è paradigmatico, tanto che l’ho scelto per farlo importare, insieme al Sangiovese Sinarra, a Parigi (mais oui, à Paris e dintorni) dalla mia amica Francesca Camerano per la sua società Ardesiaco.

In area Morellino di Scansano ho poi altri amici, uno brontolone, dal caratteraccio persino peggiore del mio come Erik Banti, produttore storico, contestatore nato, persona coraggiosa, molto “amico”, si fa per dire, del Consorzio, e poi uno che non vedo da anni ma che è sempre nel mio cuore per tanti motivi, ovvero Stefano Rizzi, ovvero MaremmAlta, (già vice presidente di un importatore Usa importantissimo come Winebow e poi conduttore con l’ex moglie di un’azienda che non nomino e che per me è morta) e quindi non si può dire che questo vino, questa denominazione non mi siano cari.

Eppure, quando ho letto la notizia che é stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n°68 del 19 marzo 2021 la modifica al disciplinare di produzione che consente di inserire, facoltativamente, la dicitura “Toscana” sull’etichetta dei vini a denominazione di origine controllata e garantita (DOCG) “Morellino di Scansano” ho cominciato a tirare moccoli all’indirizzo dei morelliniani.

Ho letto quello che ha dichiarato il presidente del Consorzio tutela del Vino Morellino di Scansano, ovvero che La modifica del disciplinare è stata frutto di un intenso lavoro portato avanti dal nostro Consorzio di concerto con Regione Toscana, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e AVITO, l’Associazione Vini Toscani Dop e Igp. –Ora tutti i produttori che lo desiderano potranno sfruttare la grande forza del brand “Toscana”, molto conosciuto ed apprezzato sui mercati internazionali”, e le scatole hanno continuato a girarmi di più.

Questo perché sono consapevole che essendo il Morellino di Scansano una denominazione storica, mi aspettavo che i morelliniani avessero la forza e la costanza, la tenacia e la convinzione nei propri mezzi per puntare sul nome della propria denominazione che designa il proprio territorio senza ricorrere all’aiutino rappresentato dalla scelta di inserire (facoltativamente) il nome, che comunica molto di più e ha una suggestione e un potere evocativo universale ben maggiore, Toscana, in etichetta.

Leggo che “con la modifica del disciplinare di produzione il nome geografico “Toscana” dovrà seguire la denominazione Morellino di Scansano ed essere riportato al di sotto della menzione specifica tradizionale denominazione di origine controllata e garantita oppure dell’espressione dell’Unione europea denominazione di origine protetta. Inoltre, i caratteri del nome “Toscana” dovranno avere un’altezza inferiore a quella dei caratteri che compongono la denominazione Morellino di Scansano e avere lo stesso font (tipo di carattere), stile, spaziatura, evidenza, colore e intensità colorimetrica”, ma questo secondo me cambia poco.

E francamente me ne frego altamente di quello che ha dichiarato l’assessora (mi raccomando assessora, perché se la chiami assessore insorgono la Boldrini, le erinni femministe e chissà chi…) all’agroalimentare, nonché vicepresidenta della Regione Toscana, la Signora Stefania Saccardi, che con il linguaggio insignificante e pronto ad ogni uso del politichese ha dichiarato a proposito: Abbiamo accolto fin dal primo momento, come Regione, la proposta di modifica al disciplinare di produzione del Morellino di Scansano DOCG, che oggi trova finalmente compiuta definizioneSi tratta di un altro tassello che contribuirà a comporre quell’articolato mosaico che rappresenta il futuro di una delle più importanti filiere regionali. Un futuro che dovrà confrontarsi con le nuove sfide di sostenibilità ambientale e di resilienza ai cambiamenti climatici. Anche in questo senso il brand Toscana può rappresentare un formidabile driver per promuovere nei mercati di tutto il mondo la straordinaria ricchezza e l’agrodiversità dei nostri vini, e il Morellino di Scansano è uno di questi gioielli”. Aria fritta.

E mi dispiace che il presidente del Consorzio dichiari a sua volta Siamo certi che i produttori della nostra denominazione sapranno sfruttare al meglio questa possibilità”.

A mio modesto avviso il Consorzio Tutela Morellino di Scansano, nato nel 1992per volontà di un piccolo gruppo di produttori e che oggi accoglie più di 200 soci, oltre 90 dei quali con almeno una propria etichetta di Morellino di Scansano sul mercato, con questa decisione di aggiungere in etichetta la dizione Toscana a quella Morellino di Scansano hanno fatto un autogol e hanno riconosciuto la propria sconfitta.

Per comunicare in Italia (dove anni fa il Morellino ebbe un momento di gran moda, lo si trovava dappertutto, anche vini di dubbio livello qualitativo e assoluta banalità, corretti e inespressivi) e nel mondo, il comparto vitivinicolo maremmano che ha come epicentro Scansano deve dire che si trova in Toscana?

Cosa che non fanno ovviamente altre denominazioni toscane, non solo quelle cum pallas come Brunello di Montalcino, Vino Nobile di Montepulciano, Bolgheri Sassicaia, ma anche denominazioni minori quali Montecarlo, Carmignano, Montecucco, Sant’Antimo, Suvereto, Col d’Orcia, Monteregio di Massa Marittima, ecc. ecc.

Nessuno in Piemonte si sogna di aggiungere alle denominazioni Barolo, Barbaresco, Roero, Gattinara, Ghemme, il nome Piemonte. Nessuno si sogna di modificare la Docg Franciacorta o Valtellina superiore aggiungendo la specificazione Lombardia. E gli esempi potrebbero continuare.

Posso dirvelo cari produttori del Morellino di Scansano che aggiungendo il nome Toscana in etichetta avete fatto una solenne bischerata?

n.b.

non dimenticate di leggere anche il nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

Print Friendly, PDF & Email

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

Continua a leggere
9 Commenti
Subscribe
Notificami
guest
9 Commenti
Oldest
Newest Most Voted
Inline Feedbacks
View all comments
maremmano
maremmano
7 mesi fa

cittino, bischero lo sarai te che sei pagato da’ piemontesi per sparger merda su noi toscani!
Du articoli in un giorno contro la migliore regione italiana. Te tu non capisci una sega!

C. T.
C. T.
6 mesi fa
Reply to  maremmano

Caro Maremmano, se sei del Dentro oppur del Borgo, non ti sei accorto che hai pagato pegno a Firenze? Ovvio che se sei di Magliano o di Manciano, sarai tutto contento…

Carla
Carla
7 mesi fa

bravo Ziliani, ci voleva un non toscano per cantarle chiare a noi toscani che spesso ci facciamo danni e autogol!

Marcello Sensi
Marcello Sensi
7 mesi fa

Come se bastasse aggiungere la dicitura “Toscana” per trasformare magicamente il rospo in principe…

Duccio Di Lucia
Duccio Di Lucia
6 mesi fa

Il morellino ha rappresentato e rappresenta tutt’ora una “via di fuga” dal classico chianti e mi sembra che questo incasellamento nel brand toscana non faccia altro che privarlo della sua dimensione genuina e popolare …spero non succeda la stessa cosa al mio amato Montecucco….beviamolo noi anzichè venderlo a russi ed americani..

Last edited 6 mesi fa by Duccio Di Lucia
Picotendro
Picotendro
6 mesi fa

Mi duole informarla che questa barbara pratica è stata adottata anche dalla prima DOCG d’Italia, il Vino Nobile di Montepulciano…e pare sia addirittura obbligatoria. E dice che lo fanno (oltre che per la solita notorietà del brand Toscana BLA BLA BLA per differenziarsi dal Montepulciano d’Abruzzo). Sono basito

C. T.
C. T.
6 mesi fa

Caro Ziliani, le do mille volte ragione! Certo che è una sconfitta da parte del Consorzio doversi “fregiare” di una definizione che, politicamente, da lustro solo a Firenze ed ai suoi boiardi, passati e presenti. E creda a me, quelli presenti non ci capiscono una cippa di queste cose: nell’articolo ha citato una tizia che fino all’anno scorso si occupava di lavoro ed era vicesindaco del mio paese di origine. Io la vedo come una “resa” alla centralità del Governo Regionale Fiorentino. Sappia però che il termine “bischerata” si ascrive solo al territorio fiorentino, e Scansano dal capoluogo è molto distante, sia politicamente che culturalmente. “Strullata” è sicuramente più consono.

Tendenza

Autore: Franco Ziliani - P.IVA: 02585140169 - Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale. Le immagini inserite in questo blog sono tratte in massima parte da Internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo a Franco Ziliani, saranno subito rimosse.
Privacy Policy

9
0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x