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Trinacria news

Etna: alla scoperta della Contrada Santo Spirito

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Cronache dalla Muntagna di Renato Gangemi

L’amico Renato Gangemi, sommelier AIS e titolare dell’enoteca Vin-canto di Zaffarana Etnea, che raccomando a tutti coloro che amano come me i vini della Muntagna e non hanno la possibilità di procurarseli là dove vivono, mi ha mandato questo articolo che questa volta ci racconta dei vini della Contrada Santo Spirito sul versante nord dell’Etna. Buona lettura!

L’Etna ha un diametro di circa 45 chilometri alla base, per un perimetro circolare di circa 160 chilometri. La Doc Etna, tuttavia, è selettiva del territorio, ed anziché seguire la geografia del vulcano, disegna un semicerchio ideale che parte da Randazzo nel versante nord per arrivare, costeggiando il versante est, fino al versante a sud, nel territorio del Comune di Biancavilla. Rimangono quindi, fuori dalla Doc, i vigneti situati nei comuni di Adrano, Bronte e Maletto, nonostante non solo la coltivazione della vite in questi territori risalga al Medioevo, ma proprio in queste zone insistano la storica famiglia Spitaleri del Castello Solicchiata e perfino le proprietà vitivinicole dell’Ammiraglio Nelson, dalle quali nacque il mitico vino Victory.

Oggi lo sviluppo della coltivazione sull’Etna si è spostata a nord, soprattutto per il Nerello Mascalese, mentre il Carricante ha trovato il suo ambiente preferito ad est. Nel versante nord, l’arrivo sull’Etna del barone Franchetti, di Marco de Grazia e Frank Cornelissen ha portato una trasformazione nel territorio, con l’intenzione di emulare i grandi terroir francesi, dando così risalto ed unicità alla suddivisione dei vigneti per “Contrade”. L’identificazione e la differenziazione delle caratteristiche portano indubbiamente valore ai terreni ed ai vini, complice la natura variegata del territorio vulcanico, in qualsiasi aspetto geomorfologico la si consideri.

La Contrada è un territorio circoscritto, che può avere delle caratteristiche territoriali uniche ed irripetibili. Altitudine, vegetazione circostante, esposizione, composizione del terreno in base al periodo della colata lavica su cui risiede, microclima, concorrono a caratterizzare anche singole porzioni di terreni vulcanici. Esistono anche Contrade nelle quali un singolo vigneto è stato attraversato da eruzioni differenti: le uve ne percepiscono le diversità pianta per pianta, restituendo al vino singolari caratteristiche organolettiche.

Buona parte delle Contrade più prestigiose del versante nord ricadono nel territorio di Castiglione di Sicilia, tra le frazioni di Passopisciaro, Solicchiata e Rovittello, altre si trovano nei dintorni di Randazzo. Santo Spirito, posizionata appena sopra la frazione di Passopisciaro, viene considerata tra le Contrade più vocate ed importanti. Qui, tra i 600 e 900 metri di altitudine, sono state trovate alcune vigne a piede franco ultracentenarie, tra i vecchi terrazzamenti di pietra lavica.

La composizione del terreno è in prevalenza costituita da sabbia vulcanica con abbondante presenza di scheletro. Le forti escursioni termiche conferiscono carattere al Nerello Mascalese; il clima è ben ventilato e non eccessivamente piovoso, con la presenza di neve nei mesi invernali. La maturazione delle uve si attende fino alla fine di ottobre, quando finalmente si vendemmia.

Diverse cantine producono il vino di Contrada Santo Spirito. Palmento Costanzo realizza il suo Santo Spirito da Nerello Mascalese 90% e Nerello Cappuccio 10%. I vigneti si trovano nella parte più alta della Contrada e sono costituiti da vecchi alberelli che possono raggiungere anche i cento anni di età. L’affinamento di questo vino prevede un passaggio in barrique di rovere francese. Rosso rubino alla vista, al naso si presenta elegante, con sentori di piccoli frutti rossi e delle note di pietra focaia. Ricco ed avvolgente, con un bel tannino e un finale leggermente salino.

Un altro vino di Contrada Santo Spirito lo produce la Cantina Pietradolce. Le vigne si trovano leggermente più in alto, a circa 900 metri di altitudine, a limite del territorio della DOC, dove i terreni sono composti da sabbia vulcanica con molta presenza di scheletro. Anche in questo caso gli alberelli di Nerello mascalese sono quasi centenari. L’affinamento prevede un passaggio in tonneau di rovere francese. Si presenta con un rosso rubino carico e brillante. L’ olfatto offre una sensuale rosa rossa, lamponi e ruggine. In bocca è pieno, caldo, con docili tannini ed un lungo finale fruttato.

Passiamo al Contrada Santo Spirito di Tenuta delle Terre Nere, con i suoi vigneti ubicati nella parte bassa, tra i 700 e 800 metri di altitudine. Qui le terre sono quasi del tutto sabbiose e le vigne sono sempre coltivate ad alberello, di età che oscilla dai 40 ai 90 anni.  Nerello Mascalese 98% e solo il 2% di Nerello Cappuccio per un affinamento che passa da barrique a tonneau fino a botti grandi di rovere francese. Un bel rubino intenso alla vista, al naso regala un pregevole bouquet floreale di rara complessità. Ampio, con tannini vellutati ed un’ottima persistenza.

Concludiamo con il Contrada Santo Spirito Animardente della azienda Feudo Maccari – Tenuta Sette Ponti. I vigneti sono sempre ubicati ad una altitudine di 700 metri, con terre sabbiose vulcaniche e presenza di scheletro; gli alberelli sono coltivati in prevalenza con Nerello Mascalese, l’affinamento prevede un passaggio in tonneau di rovere francese. Rosso rubino con riflessi granato, si precepiscono netti sentori di lavanda, frutta secca, spezie e pietra focaia. Elegante, con tannino vellutato ed un retrogusto di liquirizia e caffè.

È estremamente difficile quanto affascinante riuscire a trovare per questi vini un denominatore comune, in considerazione di un territorio che, seppur ristretto a pochi ettari vitati, offre una varietà così capillare di caratteristiche differenti. Le colate laviche etnee disegnano continuamente nuovi terreni e nuove condizioni per la vite. Quel che è certo è che il vino dell’Etna non sarà mai uguale a sé stesso, nemmeno all’ interno del medesimo vigneto. Proprio in questa infinita mutevolezza dominata da Madre Natura, forse, va ricercata la sua indomabile autenticità: in ogni Contrada, in ogni vigneto, in ogni assaggio.

n.b.

non dimenticate di leggere anche il nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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giuseppe mennella
giuseppe mennella
5 mesi fa

Altro articolo interessante sui vini siciliani.
Meraviglioso assortimento dell’Enoteca Vin-canto … peccato per i prezzi un po’ alti

Tendenza

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