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Enoriflessioni

E bravo Senatore Centinaio, avanti così!

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Revocata anche per interessamento del Sottosegretario alle Politiche agricole la chiusura delle enoteche alle 18

Non ho una grande considerazione e di conseguenza non ho alcun rapporto con la classe politica italiana. Io che sono di una destra senza partito, nostalgico non del Fascismo (sono nato nel 1956) ma di una forza politica di destra sociale come il Movimento Sociale Italiano di cui sono stato orgoglioso militante (a 17 anni ho persino “diretto” Radio Nuova Bergamo, la radio libera, 103.3, che trasmetteva dalla sezione di via Locatelli a Bergamo), faccio già molta fatica a pensare che se votassi domani dovrei, obtorto collo, turandomi tutto, votare Fratelli d’Italia. Anche se riconosco a quella donna con gli attributi come Giorgia Meloni, che più l’attaccano, la vilipendono, la prendono a male parole, i sinistri della Sinistra post comunista, più guadagna consensi nei sondaggi, un grandissimo pregio: la coerenza.

In ragione di questo, io che all’epoca dei primi governi del puttaniere di Arcore (scusatemi, ma non riesco a definire altrimenti tale S.B.) non ho in alcun modo sfruttato l’antica consuetudine che avevo, da ex missino e collaboratore, per articoli culturali, non di politica, al Secolo d’Italia, con alcune persone diventate ministri e sottosegretari (sono stato un pirla, a ripensarci, ma sono fatto così) anche oggi non ho mai fatto nulla, e dire che conoscenze e agganci ne avrei, per avere contatti con esponenti politici. Anche governativi. Altri al posto mio avrebbero blandito, mirando a qualche consulenza ben pagata, io non ci riesco.

Ciò detto, non mi si può proprio tacciare di simpatie per la Lega di Salvini, magari qualcuna l’avevo per la prima Lega, quella vera, quella che sognava e lottava per l’indipendenza, in un regime federalista, del Nord, e nessuno potrà accusarmi, dopo aver letto quello che segue, di blandire e tenermi buono un potente. Un ex ministro, oggi sottosegretario, alle Politiche Agricole.

Gian Marco Centinaio, classe 1971, non l’ho mai incontrato, forse una volta ci siamo parlati al telefono e i nostri contatti sinora sono avvenuti solo via Whatsapp. Lui, pavese, ha ovviamente a cuore gli interessi dell’amato/odiato Oltrepò Pavese e siccome io ne scrivo spesso lui legge i miei articoli. Qualche volta abbiamo anche “leticato” per questo, ma il contatto è rimasto costante, nel segno del reciproco rispetto.

Così quando è diventato Sottosegretario nel nuovo governo di Super Mario Draghi ho fatto gli auguri di buon lavoro a Centinaio e qualche giorno dopo, una volta letta questa cosa delirante, ovvero che “quella che era stata considerata una svista nell’ultimo dpcm, e cioè che anche il codice Ateco dei negozi di vendita di sole bottiglie di vino senza mescita era stato incluso nella categoria bar, ristoranti, pub etc con obbligo di chiusura entro le ore 18”, questo per “impedire la mescita serale ai giovani che poi si sarebbero assembrati da quelle parti o nelle piazze del centro città”, ho pensato di contattarlo.

Nulla di speciale, mi limitavo a fare, nel mio piccolo, da megafono alle proteste arrivate contro questo dpcm da parte della più importante associazione delle Enoteche italiane, Vinarius.

Trovavo allucinante che il limite di chiusura alle 18 riguardasse anche “le semplici enoteche che vendono solo bottiglie di vino”, un divieto che ha fatto perdere loro il 36% di fatturato in un mese, e quindi gli ho chiesto di farsi sentire con i colleghi ministri.

Mi ha fatto pertanto piacere che ieri sera il senatore Centinaio mi abbia così whatsappato: “sono felice perché abbiamo già ottenuto un primo piccolo ma significativo risultato. ANCHE merito mio. L’ho segnalato con forza ai ministri competenti e sono felice che mi abbiano ascoltato”.

E così si è portato a casa un risultato all’insegna del buon senso e della logica ed è stato reso noto “il via libera all’asporto fino alle ore 22:00 per enoteche o esercizi di commercio al dettaglio di bevande (codice ATECO 47.25), fermo restando il divieto al consumo sul posto”. Una decisione che salva le circa mille enoteche presenti in Lombardia (su un totale nazionale di 7mila) e supera l’ingiustificata discriminazione nei confronti di negozi alimentari e supermercati ai quali è correttamente consentita la vendita del vino.

Soddisfatta la Coldiretti, anche alla luce de necessario chiarimento sollecitato dal Presidente nazionale Coldiretti Ettore Prandini, commentando il nuovo DPCM varato dal presidente del Consiglio Mario Draghi dopo che quello precedente del 14 gennaio aveva vietato dopo le ore 18:00 la vendita con asporto.

Che dire? Che si tratta di “una misura importante a sostegno del vino Made in Italy fortemente colpito dalla chiusura della ristorazione con circa 200 milioni di bottiglie che a livello nazionale – sottolinea Coldiretti – non sono mai arrivati nell’ultimo anno sulle tavole dei locali costretti ad un logorante stop and go. A pesare è stata anche la chiusura dei ristoranti italiani all’estero, dove il vino italiano è il più esportato nel mondo, ma ha subito nel corso del 2020 un calo del 3% nelle bottiglie spedite oltre confine. Nell’anno della pandemia – spiega Coldiretti su dati Istat – le esportazioni di vino lombardo hanno fatto registrare un calo di oltre il 13% nei primi 9 mesi”.

Non va mai dimenticato che le enoteche, nonostante la concorrenza formidabile della grande distribuzione organizzata e delle enoteche online, hanno avuto negli ultimi anni una forte espansione offrendo opportunità di lavoro a molti giovani e questo, con la crisi che viviamo, è molto importante.

E allora, senza blandire, ma dando a Cesare quel che è di Cesare, un bravo al Senatore Centinaio per aver consentito alle enoteche, lombarde e italiane, un attimo di respiro.

Questa è la politica, pragmatica, utile, poche parole e fatti, dalla parte dei cittadini, dei consumatori, dei contribuenti, che mi piace.

n.b.

non dimenticate di leggere anche il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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kompagno
kompagno
4 mesi fa

Ziliani fascio leghista sei il primo della lista!

Simone N
Simone N
4 mesi fa
Reply to  kompagno

Il coglione di cui sopra,che ha scritto ” compagno” col k davanti o è un provocatore da quattro soldi, o nella migliore delle ipotesi è un ignorante che farebbe bene a non usare quel termine, che evidentemente non gli appartiene e di cui non conosce il nobile significato.
Mi fermo qua. È meglio.

Nevio
Nevio
4 mesi fa

A furia di aprire ….tra un po si richiude tutto. Contenti voi…

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