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Enoriflessioni

Donne discriminate nel mondo del vino, dove e quando e da chi?

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In occasione dell’8 marzo, Festa delle Donne, Elisa Gubellini, Wine Angels, dice la sua

Oggi, 8 marzo, Festa delle Donne, stimolato da un “originale” comunicato stampa che mi è arrivato, dove ho letto di “donne tagliate fuori dal mondo del vino”, almeno secondo una “giovane ristoratrice della Valpolicella che ritiene, ancor oggi, difficile per le donne disquisire liberamente di vino in molti ambienti senza suscitare pregiudizi o cadere in banali stereotipi, che le vogliono solo amanti dei vini dolci e bianchi”, nonché dalla lettura della consueta tirata dell’Associazione nazionale Donne del vino presieduta dalla mia “amica” Donatella Cinelli Colombini, avrei voluto dire la mia sul tema “discriminazione delle donne nel mondo del vino”.

Mi ripromettevo di ricordare alcune evidenze, ad esempio che l’enologo di uno dei vini italiani più famosi nel mondo, il Bolgheri Sassicaia, è una (bella) donna, ovvero Graziana Grassini, che tantissime aziende sono guidate, e con polso fermo e straordinarie capacità, da donne. Volevo ricordare straordinarie Donne del vino che ci hanno purtroppo lasciato e che hanno fatto tantissimo per aprire alle donne in un mondo maschilista come quello del vino una strada più agevole, penso ad Emanuela Barzanò Barboglio, a Marta Galli e Giuseppina Viglierchio.

E volevo, l’elenco sarebbe stato lunghissimo e per forza di cose incompleto, Donne che hanno fatto e faranno tantissimo e che hanno avuto e hanno ruoli di fondamentale importanza nel mondo del vino, la mia carissima amica Pia Donata Berlucchi innanzitutto.

Poi Angela Velenosi, Elena Martusciello, Marilisa Allegrini, José Rallo, Elisabetta Fagiuoli, Maria Teresa Mascarello, Giulia Cavalleri, Elisabetta Foradori, Matilde Poggi, Lucia Gaja, per citare solo le prime che mi vengono in mente. 

Avevo anche pensato di elencare, per rinfrescare la memoria a qualche “fantasiosa” che mi ha accusato di sessismo, una sfilza di miei articoli, sui miei blog, dedicati a vini creati da grandi donne i cui vini amo, da Tiziana Settimo e Marta e Carlotta Rinaldi a Margherita Platania, da Susanna Crociani a Lucia Letrari, da Lucia Barzanò alle gemelle Padovani di Fonterenza a Montalcino, ecc.ecc.

Poi, capita anche a me, mi si è accesa una lampadina e mi è venuta un’idea che credo sia non banale, ovvero chiedere ad una Donna, ad una giovane donna, decisamente charming, una bella ragazza che potrebbe essere mia figlia, visto che è nata nel 1985, di raccontarci se veda da donna attiva nel mondo del vino di oggi, forme di discriminazione nei loro confronti.

Ho chiesto ad una Wine Angels, nome con il quale il suo gruppo è attivo su Instagram (_wineangels_ ) a Elisa (Fiore Anna Enrica) Gubellini da Torino, autrice di questo recente articolo, di esprimersi liberamente.

Il risultato è questo intervento, di cui non condivido ovviamente tutto, che, sono pronto a scommetterlo, non passerà indifferente e farà discutere. Buona lettura e buon 8 marzo a tutte!

Volete sapere dove e quando le donne sarebbero discriminate nel mondo del vino di oggi? Vi svelerò un segreto: noi Donne siamo spesso discriminate – nel mondo del vino e non solo – proprio dalle altre donne. Quindi, anche e soprattutto in ambienti femministi e perbenisti, almeno lo siamo noi Donne che non rinunciamo ad essere femminili e siamo, dicono, di bell’aspetto. 

L’umiltà non è forse la mia dote più grande, ma lo sono la sincerità e la schiettezza con cui Vi parlerò di questo argomento. 

Sostanzialmente nel mondo del vino e della sommellerie puoi ad oggi essere donna (lo accettano quasi tutti), ma non puoi essere Donna! Non puoi amare ed essere fiera della Tua femminilità, la devi nascondere, devi vestirti da uomo e comportarti come tale. 

Io amo i tacchi alti, amo i gioielli, amo i rossetti (uso sempre quelli di Mac no transfer così non lascio segni sui calici), amo i bei vestiti e le belle borse… Che cosa c’è di male in questo? Non credo di esser mai caduta nel cattivo gusto, anzi quando partecipavo alle manifestazioni ero forse la meglio vestita, almeno tra le colleghe… E quindi?

Eppure mi è successo che una produttrice mi schernisse perché ero andata a visitare le sue vigne – su suo invito, cioè era stata Lei a cercarmi e a volermi – con una borsetta a tracolla di Chanel (in realtà era di Gucci, ma la signora era così poco esperta che scambiò le due G con due C). Che cosa avrei dovuto fare? Comprarmi una borsa al mercato per l’occasione? La suddetta signora è probabilmente la tipica figlia d’arte che mai avrebbe intrapreso questa carriera se fosse nata in un’altra famiglia. 

Sapete chi è per me una vera Produttrice? La vigneronne per antonomasia, Madame Bize Leroy, Lei è il mio idolo e non solo perché fa i vini migliori al mondo, ma perché è una vera Donna, fiera di esserlo: indossa sempre i tacchi anche in vigna (bassi ovvio, ha più di 80 anni ormai) e tailleur di Chanel, gioielli come se fosse la Lollobrigida ed è femminile! Leggendario il Suo talento in degustazione, nessuno insomma si oserebbe mai di dirLe che le Donne bevono solo i vini fruttati… Ecco io amo queste Donne: Chiara Soldati de La Scolca, Dominga Cotarella e le sue sorelle, la Signora Allegrini, Roberta Chini di Marzocco di Poppiano, Nadia Nicoli alias Encry, le regine dello Champagne Livia Riva e Vania Valentini… Gli esempi sono tanti, non voglio tediarvi, sono certa che mi avete capita. 

Quando lavoravo per un noto e-commerce di vino con sede a Torino, il mio titolare mi “chiese” di non indossare tacchi, mi disse che era per la mia sicurezza personale (non sono mai caduta dai tacchi e mai ho rotto una bottiglia negli anni in cui ho lavorato per quella azienda), ogni volta che mi presentavo a lavoro con un abito, una gonna o una scollatura erano questioni…

Io la gavetta l’ho fatta, in cantina spolverando e catalogando bottiglie e spostando scatoloni pesanti dai 10 ai 20 chilogrammi cadauno come un uomo, ma anche servendo i caffè ai clienti in attesa e imparando a fare i pacchetti regalo, due mansioni che spettavano esclusivamente alle donne dell’ufficio. Perché quando c’è bisogno devi saper fare anche l’uomo, ma senza mai dimenticarti che certe cose le fanno solo le donne! 

Io sogno un mondo migliore – vero – ma nel mentre mi adeguo a questo e sapete che faccio? Lavoro solo con Donne. Anche per questo è nato Wine Angels, un progetto tutto al femminile dove la femminilità è tutto! 

Cari uomini, mettetevi in testa una cosa: il potere è ormai delle Donne, siete stati voi uomini a togliercelo, ma sarete Voi Uomini a darcelo. Ci amate come amate il buon vino, dai tempi dell’antica Grecia i concetti di bello e buono sono fortemente legati, io – come sempre dico – sono un’esteta ed un’edonista, ho fatto della mia passione il mio lavoro e cerco di vivere ogni giorno con gioia vedendo sempre il bicchiere mezzo pieno.

Invito tutti Voi a fare altrettanto e ricordate: molti moralisti sono solo peccatori cui è mancate l’occasione. Ciò detto, viva le Donne!

Elisa Fiore Gubellini

n.b.

non dimenticate di leggere anche il nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Laura
7 mesi fa

Alla domanda se fosse facile per una donna lavorare nel mondo del vino , risposi : se fossi stato un uomo mi avrebbe fatto questa domanda , il giornalista si scusò e riformulò la domanda senza il parere dal punto di vista “donna “ma da imprenditrice , fu la sola e unica volta …. basta non fare paragoni , valgono le competenze non di che sesso siamo …
grazie per l’articolo …

Ruggero Romani
Ruggero Romani
7 mesi fa

Perché non citare Jancis Robinson , il più grande enocritico del mondo?

India Donisi
7 mesi fa

Grazie per questo articolo 🙂

Giampiero PEZZUTI
Giampiero PEZZUTI
7 mesi fa

Basta con questo femminame militante,sovraesposto,arrogante….basta!!
Ridicoli corporativismi come ” Donne del Vino”.
Ci riuscite a fare del buon vino….in silenzio?

S. B.
S. B.
7 mesi fa

Io credo che moltissime donne riescano (dovrei usare l’indicativo) a fare ottimi vini in silenzio oppure parlandosi addosso; fa niente se i vini sono all’altezza.
Credo anche, per quello che vedo e so, che il mondo del vino sia perfino più accogliente e meno discriminante di altri, nei confronti delle donne. Questo finché si parla di produttrici, manager, tecnici, consulenti. Anzi mi sembra un mondo suggestivo in cui le donne sono ben contestualizzate …
No qui discriminazioni non ne vedo, non quelle per cui è nata questa giornata dedicata alle donne. Ha senso celebrarla? Certo che sì. Perché nel mondo del lavoro ci sono troppe donne che non hanno ancora strumenti per difendere il diritto di essere remunerate come i colleghi maschi. Sono quelle che lavorano ai livelli più bassi e meno visibili: loro non hanno davvero voce in capitolo.
Ma ci sono anche donne – proprio nelle situazioni più umili e meno visibili – a cui tocca subire pressioni sessuali e avances da parte di chi può decidere di chiamarti a lavorare oppure lasciarti a casa. Che significa mangiare o non mangiare.
Il lavoro agricolo femminile nasconde ancora situazioni inimmaginabili e anacronistiche, per quel machismo residuale ancora presente, persino nell’accogliente mondo disegnato dalle vigne.
Purtroppo l’8 marzo è capito solo dagli uomini intelligenti.

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[…] P.S. Se vuoi leggere il pezzo di Ziliani sul Comunicato di Elisa Gubellini per la festa della donna clicca QUI. […]

Ale
Ale
7 mesi fa

Mi permetto solo un’osservazione: rinunciare al tacco alto in un ufficio in cui ci sia la possibilità di svolgere compiti come la movimentazione di colli di qualsiasi forma e dimensione è solo buon senso 🙂

domenico
domenico
7 mesi fa

Porto una testimonianza sul tema, da corsista e sommelier Fisar. Nelle ultime 5 edizioni de “Miglior Sommelier d’Italia” hanno vinto 2 uomini e 3 donne.

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