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Editoriali

Capitolo finale della querelle con l’Italian wine girl

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Della pavidità del Corriere Vinicolo e mio scambio epistolare con Madamin Laura

Cari amici, so bene che è sabato e che avete tante cose migliori da fare, e fottute zone rosse o arancioni rafforzate (ma si possono usare definizioni tanto sceme?) a parte, andrete a zonzo a divertirvi, rigorosamente senza mascherina se andate in bicicletta, a fare footing o in giro per vigne, campagne e spiagge, mi raccomando!

Però, io che passerò questo sabato a scrivere, ad ascoltarmi tutte le Sonate per pianoforte di Beethoven (ho da scegliere tra le integrali di Schnabel, Kempff, Serkin, Yves Nat e Backhaus) e a risolvere l’annoso enigma enoico: entre Roederer et Bruno Paillard quel Champagne je vais choisir pour ce soir?, voglio invitarvi a tornare insieme a me, per l’ultima volta, sulla querelle che ho avuto (ed è ancora in corso) con Madamin Laura Donadoni, nota (diciamo così) come Italian wine girl.

Vi rimando alla lettura di questo articolo di una settimana orsono dove documentavo la vergognosa deriva diffamatoria del Corriere Vinicolo, settimanale dell’Unione Italiana Vini, che ha ritenuto di ospitare un articolo dove la Donadoni, la Italian wine girl, senza nemmeno avere il coraggio di nominarmi mi ha coperto di insulti.

Lascio alla vostra intelligenza giudicare la scorrettezza del comportamento del direttore del Corriere vinicolo, responsabile anche di quanto viene pubblicato nel supplemento del Corriere Vinicolo denominato Il Corriere delle Donne del vino news, che ha pubblicato tale accozzaglia di insulti, menzogne, diffamazioni senza nemmeno concedermi, come ogni direttore perbene avrebbe fatto, di dire la mia.

Bene, ai sensi della legge della stampa ho chiesto al Corriere vinicolo di pubblicare una mia replica e con una procedura complicata, raccomandata, posta elettronica certificata, mi è stata comunicata in questo modo, francamente offensivo, la loro disponibilità. Leggete.

“Gentile sig. Ziliani, Le scrivo in nome e per conto dell’editore del Corriere Vinicolo, Unione Italiana Vini, e del Direttore Responsabile, Dottor Giulio Somma, in merito alle Sue contestazioni relative all’articolo “Non è “solo” sessismo” a firma di Laura Donadoni, pubblicato nell’inserto curato dall’Associazione Donne del Vino del Corriere Vinicolo nr. 5/2021.

Pur ritenendo che il testo a firma della giornalista Donadoni, oltre a non nominarLa mai espressamente, non contenga alcuna espressione di carattere diffamatorio, La informo della disponibilità del Corriere Vinicolo ad ospitare una sua nota di replica, ai sensi dell’art. 8 della Legge n. 47/1948 sulla stampa.

La Sua nota dovrà pervenire entro 5 giorni dal ricevimento della presente per essere pubblicata nel primo numero disponibile del Corriere Vinicolo, all’indirizzo e-mail XXXX

Il testo dovrà essere contenuto in duemila caratteri (spazi compresi) e, soprattutto, è necessario che sia redatto con un linguaggio adeguato e rispettoso, consono ad essere pubblicato secondo le indicazioni della legge sulla stampa.

In caso contrario, ai fini della tutela dell’editore e del Direttore Responsabile, non daremo spazio alla pubblicazione, considerando concluso l’accaduto ed assolto ogni obbligo nei Suoi confronti.

Attendo la Sua nota.

Distinti saluti Ufficio legale Unione Italiana Vini”.

Non entro nel merito, perché sono un Signore, del tono della comunicazione dell’ufficio legale di quella che il caro Bartolo Mascarello definiva l’associazione degli Industriali del vino, e del comportamento, che definire ponziopilatesco è un complimento, di quel tale che dirige il Corriere vinicolo, di cui sono stato apprezzato collaboratore per oltre 15 anni. Quando a dirigerlo era un galantuomo e un amico come Marco Mancini, liquidato da codesti industriali del vino in questo modo squallido. Senza concedergli nemmeno di salutare e ringraziare i lettori come tutti gli editori civili fanno.

Non dico, ma lascio alla vostra fervida immaginazione pensare che uso abbia deciso di fare della concessione del diritto di replica comunicatami in quei toni da Unione Italiana Vini – Corriere Vinicolo… La mia replica, il mio diritto lo esercito in casa mia senza chiedere la carità ad un foglio verso il cui direttore, oltre che nei confronti dell’autrice dell’articolo sopra indicato ho a mia volta presentato esposto al Consiglio di disciplina dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia.

Quanto a Madamin Laura, che ha presentato contro di me un esposto di cui risponderò a breve, il 15 marzo all’Odg a Milano, e verso la quale ho presentato io a mia volta il mio bravo esposto, posso raccontarvi una cosa divertente?

Quando lo scorso 17 febbraio mi sono incontrato a Torino, da Green Pea, con Oscar “the Genius” Farinetti, tra le tante cose intelligenti che l’amico mi ha detto, la splendida Zarina Viktorja era testimone, mr. Eataly mi ha intimato amichevolmente di fare la pace con la Donadoni, al cui libro, che a mio avviso, come ho scritto, è di una inconsistenza unica, aveva concesso una prefazione.

Io gli ho risposto chiedendogli se fosse impazzito, non avendo alcuna intenzione di chiedere scusa solo per aver “osato” dire ad una bella ragazza come Madamin che era più charming quando era maggiormente in carne, e che ora la trovavo “magra stinca”.

È passato qualche giorno e fate conto mercoledì, avendo appreso che la Signora Laura era in Italia, e che aveva postato su Linkedin una foto che la ritraeva in un noto ristorante, stellato, ça va sans dire, milanese, ho pensato di scriverle la seguente e-mail:

Gentilissima Italian wine girl, gentile Laura Donadoni, visto che è in Italia, magari nella nostra Bergamo, perché non ci incontriamo e risolviamo in un civile faccia a faccia il nostro assurdo contenzioso?

Magari mi convince che ho sbagliato con quello che ho scritto. Magari, se sarà il caso, le chiederò umilmente scusa, perché io sono onesto, sono un gentiluomo e non volevo di certo ferirla con le mie parole o farla stare male.

Resto a sua disposizione. Ha la mia mail e sotto trova anche il mio numero di telefono. Sono persuaso che se le persone civili e intelligenti si parlano, con rispetto, gli equivoci possono essere fugati.

I miei più cordiali saluti. Franco Ziliani

Non avrei scommesso un centesimo che Donna Laura mi avrebbe risposto, invece, con mia grande sorpresa, ecco qui la sua replica:

Gentile signor Ziliani, grazie per avermi contattata. 

Concordo con lei che le persone civili e intelligenti si parlano e si confrontano per risolvere le divergenze. Ritengo che questo sarebbe opportuno accada non solo in privato, ma soprattutto in pubblico. Ma evidentemente tra noi due sono l’unica a pensarlo. Sull’ “assurdo contenzioso” non ho nulla di più da aggiungere di quanto scritto e detto e credo che si sia trascinato tutto troppo a lungo. 

Mi lascia perplessa soprattutto il duplice atteggiamento da parte sua: da un lato mi manda questa email chiedendo un confronto civile, dall’altra contemporaneamente commenta con frecciatine e provocazioni i miei post e continua a riempire le pagine del suo blog con epiteti nei miei confronti e in quelli di altri colleghi e colleghe coinvolti. Per non parlare dei riferimenti ripetuti alle vicende personali e dolorose mie e di mio marito. 

Quindi quale dei due Ziliani è il gentiluomo secondo i suoi parametri? 

Spero solo che questo scambio di email sia la fine definitiva di questo gossip che non interessa a nessuno e avvelena il mondo del vino. 

Per il bene di tutti, smettiamola qui. 

Cordiali saluti 

Laura Donadoni 

President 

La Com Wine Agency

Allora spinto da quel fondo di buonismo che giace in fondo al mio animo, o forse perché la risposta di Madamin è arrivata in un momento in cui mi sentivo particolarmente ispirato e soprattutto inguaribilmente innamorato, anzi tombé amoureux per dirla tutta, ho pensato di cogliere la palla al balzo e di inviare a Laura Donadoni la seguente, ragionevole, molto conciliante, modesta proposta:

Gentile Laura, visto il tono costruttivo e positivo della sua risposta, non entro nel merito di alcune cose che avrei da dire, anche su quanto mi ha scritto.

Lei dice: per il bene di tutti finiamola qui. Bene, faccia seguire a questa frase i fatti. Lei ha messo in piedi, in seconda battuta con la collaborazione della Signora Cinelli Colombini, che ci legge in copia, una opera comica, con risvolti da teatro dell’assurdo, dove, per iscritto, via video, tramite esposto al Consiglio di disciplina Odg Lombardia, mi ha accusato di cose ridicole, inesistenti, e offensive.

Io, le ripeto, dopo aver evidenziato, penso di avere i titoli per farlo (sono noto e apprezzato e non avevo certo bisogno di questa querelle per essere letto da tante persone, non ero in cerca di popolarità come ha scritto, io sono popolare e autorevole) la sua discutibile preparazione sul vino, mi sono limitato a dire che lei era più appealing, in verità molto appealing, una volta, e che ora è “magra stinca”.

Bastava rispondermi da che pulpito, parla lei che ha la pancia (in effetti l’ho) invece ha risposto nei modi che sono davanti agli occhi di tutti.

Vuole davvero chiudere questa querelle?

Faccia due cose: ritiri l’esposto all’ODG della Lombardia (io sono pronto ad andarci e vedrà con quali argomentazioni saprò difendermi e rilanciare) e accetti, visto che è stata tanto brava a fare un video piangente dove mi ha fatto passare per un mostro e una sorta di stupratore via Web, di fare un video insieme, dove io le chiederò scusa, non ho problema a farlo, non volevo di certo ferirla e lei riconoscerà che tutto quanto ha messo in piedi era esagerato e fuori misura.

Vuole accettare questa cosa?

Da un punto di vista mediatico, lo dico a lei maestra nell’arte di curare la propria immagine, sarebbe un colpo da novanta. E sarebbe la degna chiusura, da persone intelligenti, di questa vicenda.

Le lascio il mio numero di telefono xxxxxx se accetta e vogliamo accordarci.

Io la mia parte l’ho fatta, io non ho due facce, io sono uno e coerente, di più non posso fare.Up to you mrs. Donadoni, come dicono nei suoi Stati Uniti

warmest regards. Franco Ziliani

Qual’è stata la risposta di Madamin Donadoni alla mia modesta proposta? Il silenzio. Come volevasi dimostrare, come avrei scommesso sarebbe accaduto. La domanda è: chi da questa annosa e noiosa querelle esce facendo la peggior figura? Il sottoscritto, additato da Madamin Laura (e dalla presidenta delle Donne del vino Monna Donatella Cinelli Colombini) come sessista, maschilista, diffamatore, una sorta di mix tra il mostro di Firenze, Hannibal the cannibal, Weinstein, oppure l’Italian wine girl?

A voi, cari lettori, la risposta. Buon sabato e statemi bene!

n.b.

non dimenticate di leggere anche il nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Alessandra
Alessandra
4 mesi fa

bravissimo Franco, ha inchiodato l’Italian wine girl, le ha fatto fare la figura che merita

Paola
Paola
4 mesi fa

come donna mi inchino alla sua sensibilità, al suo stile. Impari a vivere da lei Madamin, come la definisce simpaticamente

giuseppe mennella
giuseppe mennella
4 mesi fa

Io lascerei perdere, una volta passato il 15 marzo presso OdG, mi dimenticherei
della querelle senza dare piu’ spazio a questa diatriba.
Chi ha piu’ da guadagnare in termini di visibilita’ e’ sicuramente lei e non lei,
ad ogninole proprie armi: lei il vino e la sig.ra Donadoni la comunicazione moderna.

Nevio
Nevio
4 mesi fa

Personalmente frega nulla di ste cose.
Più interessante….non l hanno invitata radici del sud?

Marcello Sensi
Marcello Sensi
4 mesi fa

Hostes pacem dicebant se velle, sed bellum maluerunt… Che dire? La sua bonta’ d’animo – come spesso avviene – non e’ stata premiata. Ancora una volta la forza e l’autorevolezza del pensiero classico fornisce spunti di riflessione: semper homo bonus tiro est…

domenico
domenico
4 mesi fa

Gentile Franco, a me di tutto l’articolo interessa sapere se ha risolto il dubbio in merito alla preferenza tra Bruno Paillard e Roederer. Io preferisco Paillard ma il suo autorevole giudizio è sempre richiesto. grazie

Damiano
Damiano
4 mesi fa
Reply to  domenico

Anche io preferisco quel Paillard a quel Roederer.
È buonissimo, il BdB di Roederer, ma non è eccellente come i suoi fratelli di paragonabile qualità.
Paillard magnetico in questa espressione, una pantera dal pelo corto ma lucidissimo.
Mi accodo anche io al parere di Ziliani per saperne di più.

Gabito
Gabito
4 mesi fa

Tu hai problemi seri. Basta con questa storia!

Anna
Anna
4 mesi fa
Reply to  Gabito

Ma qualcuno vi obbliga a leggere il blog di Ziliani?Non capisco.

Tendenza

Autore: Franco Ziliani - P.IVA: 02585140169 - Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale. Le immagini inserite in questo blog sono tratte in massima parte da Internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo a Franco Ziliani, saranno subito rimosse.
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