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Degustazioni

Vini dell’Etna: all’alba, guarda ad est

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Cronache dalla Muntagna di Renato Gangemi

L’amico Renato Gangemi, sommelier AIS e titolare dell’enoteca Vin-canto di Zaffarana Etnea, che raccomando a tutti coloro che amano come me i vini della Muntagna e non hanno la possibilità di procurarseli là dove vivono, mi ha mandato questo articolo che ancora una volta ci racconta l’Etna ed i suoi meravigliosi vini, questa volta quelli che nascono sul versante ad Est. Buona lettura!

La struttura dell’Etna è molto complessa. A vederla solo in foto sembrerebbe un unico edificio vulcanico: niente di più lontano dalla realtà. Sono almeno trecento i coni vulcanici etnei riconoscibili nell’ era moderna, senza contare le fratture eruttive che sono in continua, giornaliera evoluzione, cambiando il paesaggio della Muntagna anche in questo preciso momento. Il vulcano è vivo e si trasforma plasmandosi nella sua stessa materia lavica. E si vede. È il suo corpo che cambia; non solo nella forma e nel colore.

Una particolare successione di quattro edifici vulcanici particolarmente suggestiva, considerata la facilità di accesso e di visibilità di questi siti, si ha sul fianco sud est dell’Etna, tra i comuni di Viagrande, Trecastagni e Zafferana Etnea. Si tratta rispettivamente di Monte Serra, Monte S. Nicolò, Monte Gorna e Monte Ilice. Da questi incroci di colate laviche dalla storia millenaria e da questi conetti vulcanici ormai spenti si sono formati dei terreni fertilissimi, ricchi di tutta la mineralità della roccia magmatica, in alcuni casi prevalentemente sabbiosi, in altri invece ricchi di scheletro. Qui i vigneti li troviamo a quote più basse, dai 400 metri fino ai 750. Il clima invernale è abbastanza piovoso ma sicuramente è più caldo d’estate rispetto al versante Etna nord, complice anche la vicinanza del mare, sul quale il versante est si affaccia, guardando il sorgere dell’alba.

Se le altitudini di questi terreni sono collinari, le loro pendenze sono invece paragonabili a quelle dei siti di alta montagna più eroici. I contadini coltivavano frutteti di mele, pere e ciliegie con risultati superlativi, ma il fiore all’occhiello di queste produzioni eroiche restano i vigneti, per lo più ad alberello tradizionale etneo. È commovente osservarli, sia quelli in stile antico arrampicati in ordine sparso, assecondando il rispetto delle pendenze, sia quelli che si ergono su splendidi terrazzamenti più moderni e regolari, trattenuti da muretti a secco in pietra lavica.

Procedendo da Catania il primo conetto vulcanico che incontriamo è Monte Serra, appena sopra il centro del Comune di Viagrande. Siamo sui 500 metri di altitudine. È la sede storica della Cantina Benanti, che ricava dai vigneti di Nerello Mascalese in parte prefillosserici l’etichetta “Contrada Monte Serra Etna Rosso Doc” e l’immenso “Serra della Contessa Etna Rosso Doc Riserva”, prodotto con le uve degli alberelli ultracentenari.

Salendo verso il Comune di Trecastagni troviamo i vigneti di Terra Costantino, dove i terreni sorgono su stratificazioni di diverse colate laviche che si possono vedere con i propri occhi all’ interno dell’azienda. Apprezzatissimi dal grande pubblico le etichette “De Aetna” ed i cru di Contrada Blandano.

Continuando la salita si giunge al Monte San Nicolò; a differenza degli altri rilievi, non ha origine vulcanica ma in realtà si tratta di una piccola collina di terra elevatasi a causa della collisione di due colate laviche. Le caratteristiche del terreno di Monte S. Nicolò sono pertanto diverse da quelle dei vicini coni vulcanici: la terra è rossa e presenta una componente argillosa.

Due aziende vinicole in particolare coltivano qui sia il Carricante che il Nerello Mascalese. Cantine Nicosia produce il suo cru “Contrada San Nicolò Etna Bianco” e “Contrada San Nicolò Etna Rosso”; l’Etna rosso di Ciro Biondi esce con l’etichetta “San Nicolò”.

Poco più sopra costeggiando le vigne di Ciro Biondi in contrada Ronzini, dove produce i suoi “Pianta Etna Bianco” e “Cisterna Fuori Etna Rosso”, si arriva al più imponente dei conetti vulcanici, Monte Gorna. Siamo in una zona molto particolare; l’altitudine nella parte alta del cratere sfiora i 1000 metri, ma i vigneti si assestano tra i 600 e i 750 metri. Il Carricante trova sul versante sud-est un habitat ideale, grazie al microclima arricchito dalla brezza marina, che ne sviluppa la tipicità ed il carattere.

Si producono grandi Etna bianchi DOC, strutturati e sapidi. Rispetto agli Etna bianchi Superiori di Milo, tuttavia, le caratteristiche organolettiche dei bianchi Etna di sud-est sono leggermente diverse: in questi vini si percepisce in particolare un costante sfondo agrumato, di pompelmo giallo soprattutto, ed una nota di mandorla amara sul finale.

Cantine Nicosia, con i suoi “Monte Gorna” Rosso e Bianco ed Eudes con il “Bianco di Monte” e l’Etna Rosso prefillossera “Milleottocentoquaranta” sono alcuni validissimi esempi di grandi vini rappresentativi di questo affascinante territorio.

Infine, questa incantevole passeggiata sull’ Etna si conclude sul Monte Ilice, nel territorio di Zafferana Etnea, sul più alto di questi piccoli promontori, dove la coltivazione è veramente “eroica”. I vigneti di Cantine di Nessuno, nella zona di Carpene più internata, sono disposti su terrazzamenti abbastanza regolari, mentre sulla cima del Monte, la vigna di Nerello Mascalese da dove si producono il Cru “MIlice” ed il metodo classico “Apum” ha una pendenza che può arrivare fino al 40%.

Nelle immediate vicinanze, sempre su pendenze e terrazzamenti mozzafiato, troviamo i vigneti del Barone Beneventano, che qui produce i suoi apprezzatissimi Etna Rosso, Rosato e Bianco; appena più sotto, l’azienda Tenuta Monte Ilice. La testimonianza dei numerosissimi palmenti esistenti già dal 700 in questo spicchio di Etna ci rimanda ad una tradizione vinicola di cui purtroppo non è rimasta traccia in bottiglia. Ma la storia non dimentica ed il carattere dei vignaioli etnei saprà recuperare queste eccellenze e restituirle agli appassionati del mondo del vino etneo con la stessa forza, cura e fedeltà di un tempo.

n.b. non dimenticate di leggere anche il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblogwww.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Simona Paparatto
Simona Paparatto
7 mesi fa

Complimenti per il suo articolo molto interessante e dettagliato.

giuseppe mennella
giuseppe mennella
7 mesi fa

Bella descrizione dei terreni del Monte (quando ero piccolo era noto anche come Mongibello, che e’ il rafforzativo italianizzato di Monte+Jebel).

Per Franco volendo comprare qualche rosso dell’Etna quali aziende consiglieresti?

Tendenza

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