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Editoriali

Oggi le comiche: l’Italian wine girl presenta esposto contro di me all’Ordine dei giornalisti

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Convocato il 15 marzo dal Consiglio di disciplina territoriale Odg Lombardia

Perché sono in crisi i giornali italiani? Perché ci sono pochi soldi, perché gli editori non investono, perché le copie dei quotidiani venduti ogni anno calano, il numero delle edicole continua a ridursi, ma anche, sia consentito dirlo ad un vecchio cronista come me, che scrive sui giornali dal 1979, che ha collaborato con Indro Montanelli e Vittorio Feltri, che ha conosciuto Giorgio Bocca, Baldassarre Molossi, Germano Pellizzoni, Sandro Liberali, Egisto Corradi, Luigi Veronelli e tanti altri grandi nomi del giornalismo, perché oggi mancano i grandi giornalisti.

Se si pensa che le grandi firme, morti Pansa e Gianni Mura, oggi sono i Cazzullo, i Travaglio, i Luciano Fontana (per me quelli veramente grandi sono Paolo Mieli e Ferruccio De Bortoli e Vittorio Feltri, gli altri, da Molinari a Bechis, seguono tutti a lunga distanza) i Lerner e i Sorgi, ma anche Sallusti o Belpietro, pure, si ha netta la percezione che l’epoca delle grandi firme, dell’autorevolezza giornalistica se n’è iuta.

E con la decadenza dei giornalisti è naturale che decada quell’istituto totalmente inutile, anacronistico, privo di senso, che è l’Ordine dei giornalisti, che spesso ha visto ai suoi vertici personaggi di basso profilo, figure più vicine al sindacalismo, all’impegno politico a tempo pieno che alla vera professione di giornalista.

Sono iscritto all’Ordine dei giornalisti, albo pubblicisti, dal lontano 1981 e se calcolo quanti soldi, in quasi quarant’anni di versamenti del contributo annuale, che ora è di cento euro, ho sprecato malamente per avere in cambio solo un inutile tesserino verde (utile per parcheggiare nello spazio riservato alla stampa al Vinitaly e una volta per avere 500 euro di sconto quando ho acquistato un’autovettura) mi viene da darmi dell’emerito coglione.

Avevo pertanto già deciso – sono due anni che non pago il pizzo, pardon, la quota annuale per l’iscrizione all’ODG Lombardia – di restituire il tesserino e invitare l’Ordine a farne un utile uso, ma da ieri ho proprio deciso che la restituzione avverrà il prossimo 15 marzo in un’occasione del tutto particolare.

Eh sì, non ci sono più i giornalisti di una volta, perché ci fossero stati, all’Ordine dei giornalisti della Lombardia, e più precisamente nel Consiglio di disciplina territoriale dell’Odg Lombardia con sede a Milano, una volta ricevuto il ridicolo esposto presentato (per conoscenza anche alla Procura generale della Repubblica c/o Corte d’appello) da codesta associazione, la cui esistenza ho appreso solo in questa occasione, Giulia, Giornaliste Unite Libere Autonome, su indicazione di una tipa che scrive di vino trovando sentori di linoleum nei vecchi Bourgogne, e della presidente di un’associazione che una volta, quando aveva ben altre presidenti, era una cosa seria, ovvero delle Donne del vino, madama Donatella Cinelli Colombini, i giornalisti dell’ODG avrebbero risposto: ma state scherzando? Ma si può prendere sul serio un esposto presentato da un’associazione che scrive corbellerie simili?

Invece, per aver osato scrivere che detta esperta di vino, italiana ora americana e residente in California, è magra e di vino ne sa come me di cinese e cibernetica, detto Consiglio di Disciplina territoriale ha pensato bene di accogliere la denuncia da Scherzi a parte della signora Donadoni Laura, che si dichiara essere “vittima di un violento attacco di carattere personale e sessista”.

 

Pertanto codesto Consiglio, che non sa nemmeno scrivere correttamente il mio cognome e mi chiama Zilioli e non Ziliani, ha disposto, come potete leggere, “l’apertura di un procedimento disciplinare” nei miei confronti “per verificare se via sia stata violazione delle norme deontologiche che presiedono la professione di giornalista”.

Io, senza farmi assistere da un difensore di fiducia come mi è stato proposto (ho rinunciato: Perry Mason era impegnato, l’Azzeccagarbugli pure, gli avvocati Taormina e Buongiorno mi hanno presentato un preventivo da spavento) il 15 marzo mi presenterò sicuramente davanti agli illustri colleghi Paolo Colonnello, presidente del Consiglio di disciplina, (persona seria, lavora alla Stampa e insegna alla Statale e anni fa ho letto un suo libro scritto davvero bene) Saverio Paffumi, che non ho mai sentito nominare, e Elena Scarrone, che è una brava e bella (posso dirlo o mi querela?) collega della Rai che vedo spesso sul TgR Lombardia, e visto il carattere da burla della convocazione, ho pensato (ho un mese abbondante di tempo per noleggiare il costume) di presentarmi vestito da clown.

Perché, come direbbe Pirandello, non è una cosa seria, ma una rappresentazione comica e mica potrò presentarmi in giacca e cravatta? E di fronte agli apparatnik del Consiglio di disciplina territoriale Ordine dei giornalisti della Lombardia mi presenterò come sono: indisciplinato.

n.b.

non dimenticate di leggere anche il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Maurizio
Maurizio
4 mesi fa

Che squallore infinito, la donadoni anzitutto

luigi de luca
luigi de luca
4 mesi fa

Caro Ziliani,ha la mia solidarietà, in quanto all’ordine dei giornalisti, che dire, senza parole.

Luca
Luca
4 mesi fa

Stia attento che se continua a provocarla, sta tipa la cita non all ordine dei giornalisti ma direttamente in tribunale. Anche senza fondati motivi. Ma ha comunque tempo soldi e conoscenze per farle passare diverse notti in bianco.
Io ci penserei bene prima di continuare a provocare

Luca
Luca
4 mesi fa
Reply to  Franco Ziliani

Ziliani..si fidi. Se la chiama in giudizio, anche se non ha possibilità di vincere, nei 3 o 4 anni che ci vorranno per arrivare a sentenza lei non dormirà mai sereno.

Damiano
Damiano
4 mesi fa

No dai…qui siamo alla follia.
Il Sig. ZILIOLI saprà sicuramente come difendersi (mi piacerebbe entrare nelle secrete stanze per capire quale è il capo d’accusa)… ma è triste constatare che l’ipocrisia vince sempre su tutto.
Anche a costo di sembrare ridicoli.
Anche a costo di costruire dei casi che non esistono.
Cercate di vivere più serenamente.

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