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Trinacria news

Etna bianco Monte Gorna: un bianco di alta quota

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Cronache enoiche siciliane di Alfonso Stefano Gurrera

Alfonso Stefano Gurrera, catanese raffinato scrittore di vino, dopo averci raccontato il Rosso Tancredi, e un classicissimo del vino della sua terra, il Duca Enrico di Salaparuta, oggi ci racconta un Etna bianco, quello della piccola azienda Monte Gorna, che mi fece conoscere e di cui scrissi nel 2014 sul Cucchiaio d’argento. Buona lettura.

Oggi parliamo di un bianco dell’Etna insolito. Nasce da un blend di Carricante e Catarratto (due vitigni sicilianissimi). Una bella degustazione di questo vino ho avuto il piacere di condividerla, anni fa, con un collega, seduto vicinissimo a me, quasi gomito a gomito, che i colleghi del settore definiscono “una delle penne più prestigiose del giornalismo italiano. Riferisco solo le iniziali della sua firma (f.z.) e credo sia facilissimo arrivare al suo nome e cognome.

Non mi persi l’opportunità di chiedergli quali fossero le sue sensazioni dinnanzi a questo calice e lui sintetizzò così: “un vino perpendicolare, ben aromatizzato e dotato di un nerbo inconsueto, ma qui è la terra, anzi la pietra lavica, a “parlare”.  

Il vino di cui sto parlando è un “Etna Bianco docdella famigliaLicciardello la cui azienda si trova dentro il Parco dell’Etna, a 760 metri di quota, in contrada Carpene. Versante sud-est, una delle 133 contrade dove si fa dell’ottimo vino, e dove è ubicata la “Tenuta Monte Gornache prende il nome da uno deivulcani spenti “come spegne la morte”. Infatti qui il silenzio non è assenza di suono ma presenza di “voci dal di dentro di eduardiana memoria” sì, proprio come la sua commedia, tutta ruotante su quell’ambiguità di quel binomia fra “realtà e sogno”.

 

La realtà di questo vino è sottile e impalpabile perché esce dai soliti canoni descrittivi dei vini dell’Etna e reclama lusinghe autentiche e originali. Il sogno, invece, sta nel coraggio di definirlo come uno dei migliori bianchi dell’Etna. Così siamo spinti a cercare i suoi descrittori non dalle nuances che si esalano dal calice, ma tra le quinte che delimitano l’habitat del suo vigneto: un’area cinta da vigorosi terrazzamenti di muri in e memoria storica di un paesaggio rurale assai antico. E poi ancora pietra crateri spenti, boschi di querce e castagni, pollini di gialle ginestre, azzurro mare all’orizzonte e, alle spalle, la silhouette dell’Etna. Una residenza regale come la nobiltà che questo vino merita, vino dopo essere stato per secoli il Dio dei vinti come ben descriveva Giovanni Verga.

Onore dunque a questo Etna bianco del quale il Carricante fruisce del contributo di un 40 per cento di Catarratto e insieme si presentano alla vista con un color Giallo tenue con riflessi verdi. Me al naso si godono profumi di frutta bianca, susina, erbe aromatiche e, sul finire, leggere note di legno.

Ma è il senso dell’olfatto a godere le enormi grazie ai suoi profumi di frutta bianca, susina, erbe aromatiche leggermente segnate da una nota leggera di legno.

Mentre al palato protagonisti si rivelano le note di fiori di acacia bianca, mandorle fresche e pesche di montagna al palato succoso e pieno con note di susine gialle e fichi d’india. Tutto tra un grande equilibrio gustativo, armonico, vivacizzato dalla presenza di tannini morbidi e da un finale finemente minerale e una lunga persistenza. Un’interpretazione chiara e nitida dell’esclusivo terroir etneo, da accompagnare ai piatti della tradizione, come carni rosse e verdure selvatiche.  Per completare ecco la scheda di vinificazione:

Uve: Catarratto 60% e Catarratto 40%.

Zona di produzione: Mente Etna, versante sud-est.

Terreno di origine vulcanica e sabbioso.

Altitudine: 750 m. sul livello del mare.

Clima: temperato medio con forti escursioni termiche.

Vinificazione: Criomacerazione per 24 ore, previa soffice pressatura. Dopo un periodo di 48 ore di decantazione statica, il mosto viene fatto fermentare in acciaio per un mese a temperatura controllata. Maturazione in acciaio per tre mesi su fecce fini e affinamento per tre/quattro mesi in bottiglia.

Gradazione alcolica 12,5%. Temperatura di servizio12/12° C. Prezzo in enoteca Euro 21,00/28,00.

n.b.

non dimenticate di leggere anche il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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