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Editoriali

Elezioni per il rinnovo del Cda e del Presidente del Consorzio tutela vini Oltrepò Pavese

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Ma siamo nell’Italia del 2021 o nella Bulgaria di Zhivkov o nell’Urss di Breznev?

Notizie di segno diverso dal sempre vivace universo della più sottovalutata e sfortunata delle zone vinicole italiane, l’Oltrepò Pavese. La terra dove può accadere, notizia di ieri, che una sommelier mia amica, attiva in un’enoteca di Milano, che aveva chiesto di visitare una notissima e ricca, molto ricca, azienda vinicola, molto blasonata, si è vista chiedere di pagare la degustazione di tre vini, come se non fosse una professionista o un’operatrice ma qualcuno che era andato in visita per bere a sbafo… Che pena!

La notizia bella è che, come recita un comunicato stampa che ho ricevuto, “con l’ufficializzazione del percorso intero del Giro d’Italia 2021, avvenuta oggi con la diretta di Rai 2, scatta la promozione del Comitato di Tappa dell’arrivo di Stradella, 18ma frazione programmata il giorno 27 maggio prossimo. Stradella con il Comune, l’intera amministrazione e il Comitato di Tappa appositamente creato per promuovere al meglio questo importante evento, annuncia con orgoglio un importante ricongiungimento con un mondo che le appartiene da sempre. Il grande ciclismo in tutte le sue forme. Siamo molto felici di poter festeggiare con gli organizzatori del Giro, anche se virtualmente, questo importante momento – ha detto il sindaco Alessandro Cantù – e ringrazio in particolare la squadra che si è impegnata per arrivare a questo momento ufficiale”.

Il comunicato ci dice poi che il comitato organizzatore della tappa del giro a Stradella ha “stretto una collaborazione molto intensa con il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, che è fondamentale partner per questo evento”. “Il progetto di rilancio dell’Oltrepò Pavese, del territorio e dei suoi vini passa anche da grandi iniziative come questa. – ha aggiunto Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi – Nel marketing territoriale, come nel ciclismo, le grandi individualità fanno la differenza, ma solo quando si fa squadra si vince: è questo il messaggio che deve passare e che deve guidare tutti i rappresentanti dell’Oltrepò anche nelle sfide future.

Passano gli anni, ma il fascino del Giro d’Italia non sbiadisce. Avere l’onore di ospitarlo deve essere uno stimolo anche per migliorare i servizi in chiave futura”. Il valore di questa operazione è alto, non è solo alto per l’impegno economico del Comitato di Tappa e dell’amministrazione comunale, ma è alto per l’opportunità di comunicazione di Stradella e di tutto il territorio limitrofo che viene coinvolto in un messaggio mediatico di forte impatto che mi auguro possa dare dando respiro anche alle attività commerciali e di ricettività. Non solo a quelle cittadine”.

Il giro d’Italia in Oltrepò Pavese a fine maggio è un’ottima occasione, da non sprecare, per far conoscere oltre Santa Giuletta e Broni gli ottimi vini oltrepadani, come pure una strepitosa occasione, alla quale però gli ambientalisti locali, presi dal loro estremismo fanatico, sono assurdamente contrari, è la Sei Giorni di Enduro in programma dal 31 agosto al 5 settembre nell’Oltrepò pavese e alessandrino con paddock a Rivanazzano Terme (località dove ha sede uno dei miei ristoranti preferiti, Selvatico) e speriamo che in questa occasione si brindi a vini Oltrepò e non, come non ci sarebbe da stupirsi, con Prosecco.

Accanto alle belle notizie ce n’è una che fa cascare le braccia. E altro. Sono stati resi noti i nomi dei candidati a consigliere per far parte del Cda del Consorzio tutela vini Oltrepò Pavese per il triennio 2021-2024 nelle elezioni, online, che si svolgeranno nel pomeriggio di lunedì 1 marzo. Successivamente il Cda eletto eleggerà presidente e vice presidente.

I nomi sono questi: Davide Scabini, Andrea Barbieri, Alessio Gaiaschi, Sara Zambianchi, Federico Defilippi, Daniele Passerini, Camillo Dal Verme, Davide Bonetti, Paolo Verdi, Emilia Maini, Ottavia Vistarino, Gilda Fugazza, Marco Maggi, Mattia Nevelli, Andrea Giorgi, Valeria Radici Odero, Antonio Achilli, Francesca Seralvo, Stefano Dacarro, Renato Guarini, Quirico Decordi, Valeria Vercesi, Pier Paolo Vanzini, Massimo Ornaghi, Luca Bellani, Giovanna Fugazza.

Analizziamo un po’, in sintesi, gli identikit dei candidati:

Davide Scabini fratello del Sindaco di Golferenzo

Andrea Barbieri vicepresidente Terre d’Oltrepò

Alessio Gaiaschi dipendente Terre d’Oltrepò cura soprattutto Santa Maria della Versa

Sara Zambianchi attuale rappresentante per la Lombardia di Città del Vino, nonché Assessore Agricoltura Comune Pietra de’ Giorgi, e Consigliere dell’Associazione Strada del Vino e Sapori, autrice di questo intervento su Vino al vino;

Federico Defilippi figlio di Renato, vice presidente Assoenologi, grande amico di Andrea Giorgi

Daniele Passerini: produttore Il Molino di Rovescala

Camillo Dal Verme Torre degli Alberi ottimo produttore di metodo classico

Davide Bonetti: produttore di vino (Tenuta Elisabeth) dalle idee confuse, ma soprattutto grande chiacchierone (posso dirlo a ragion veduta)

Paolo Verdi: ottimo produttore cantina Bruno Verdi

Emilia Maini vice presidente Copagri Oltrepopavese

Ottavia Vistarino: occhi verdi stupendi, importante produttrice, Tenuta Conte Vistarino, quello che penso di lei l’ho espresso qui

Gilda Fugazza: presidente uscente, bella donna, Tenuta Mondonico associata al Distretto vini Oltrepò Pavese

Marco Maggi: già presidente del Buttafuoco storico, piccolo produttore

Mattia Nevelli: Ballabio winery (sic!), figlio di un inquisito e presuntuosetto anziché no

Andrea Giorgi: presidente di Terre d’Oltrepò quello che sostiene che l’Oltrepò Pavese deve puntare sul Pinot grigio (come ascaro fornitore di Cavit)

Valeria Radici Odero: produttrice Tenuta Frecciarossa

Antonio Achilli: Cantina Manuelina

Francesca Seralvo: Tenuta Mazzolino

Stefano Dacarro: produttore La Travaglina

Renato Guarini: potente imbottigliatore Losito e Guarini

Quirico Decordi: potentissimo imbottigliatore

Valeria Vercesi Cantina Vercesi Nando legata a Terre d’Oltrepò

Pier Paolo Vanzini: imbottigliatore

Massimo Ornaghi direttore di Ersaf Lombardia

Luca Bellani: Cà di Frara, azienda molto chiacchierata, diversi soggetti vantano debiti, legatissimo a La Versa, vice presidente uscente Consorzio

Giovanna Fugazza: Castello di Luzzano, associata al Distretto vini Oltrepò Pavese

Di questi almeno 14 sono in qualche modo, chi più e chi meno, chi commercialmente e chi professionalmente legati a Terre d’Oltrepò.

La domanda, pur con tutto il doveroso rispetto per tutti ed in particolare per Paolo Verdi, il conte Dal Verme, la Signora Radici Odero, la presidente Gilda Fugazza, è la seguente: ma perché mettere in scena una farsa come le elezioni, quando appare chiaro già in partenza che è già deciso tutto (anche se qualche distratto parla comicamente di Rinascimento oltrepadano) a comandare saranno ancora i potenti imbottigliatori (anche e soprattutto di bottiglie svendute a prezzi ridicoli nella GDO e nei discount) e soprattutto il mega cantinone, Terre d’Oltrepò, quello che in Oltrepò Pavese non si muove foglia senza che il cantinun non voglia?

Vogliamo scommettere che il nuovo Presidente, a meno di confermare Gilda dagli occhi belli, persona sicuramente gradita all’establishment oltrepadano, sarà qualcuno di Terre d’Oltrepò o qualcuno legato a questa cantina?

Oltrepò Pavese: ma siamo nell’Italia del 2021 o nella Bulgaria di Zhivkov e nell’Urss di Breznev?

n.b.

non dimenticate di leggere anche il nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Luigi De Luca
Luigi De Luca
6 mesi fa

Caro Ziliani,
ennesima figuraccia per quel martoriato territorio vinicolo.
Da campano amante dei vini oltrepadani mi piange il cuore. Nell’elenco suddetto troppi strani personaggi. Non si vede l’inversione di tendenza di cui il territorio ha bisogno. Alcuni produttori ci hanno anche provato a cambiare le cose, con qualche iniziativa per rilanciare vini come bonarda e barbera. Troppo poco. Purtroppo prevedo tempi sempre più bui.

Maurizio
Maurizio
6 mesi fa

Letto l’articolo del tale distratto. È davvero scritto da uno che di vino non ci capisce nulla. Parla di varietà alloctone quali riesling e pinot nero che sono in Oltrepò da una vita, e al contempo definisce autoctono il cruasé, che evidentemente non sa essere espressione di pinot nero. Il livello di chi scrive di vino di sti tempi è davvero infimo.

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