Seguici su
Attenzione: questo sito è impostato per consentire l'utilizzo di tutti i cookie al fine di garantire una migliore navigazione. Se si continua a navigare si acconsente automaticamente all'utilizzo. Continua Leggi l'informativa completa

Wine Angels su Vino al vino

Albarossa Castello di Neive: Alba di una nuova era, non rossa ma nera…

Pubblicato

il

Un sorprendente rougenoir da scoprire

Cosa volete che vi dica, anche se su questo genere di comunicazione, che chiamerei body communication, continuo a nutrire ampie riserve, lo confesso, anch’io ho ceduto al fascino delle wine influencers, ed ecco nientemeno che le Wine Angels, nome con il quale sono attive su Instagram (_wineangels_ ) con una serie di post che vi lascio il piacere di andare a vedere per lustrarvi occhi e mente, approdano su Vino al vino

Prima avevo tentato il colpaccio, avere qui un articolo capolavoro, come tutti quelli che scrive, nel quale magari ci avrebbe raccontato che nel Barolo sente profumo di vinavil e nello Champagne Rosé note di Vernel, vergato nientemeno che dall’Italian wine girl, Donna Laura D. from California.

https://youtu.be/RCdneDxFRYQ

Però, lei, che è ancora inca….a con me mi ha risposto facendomi scrivere dalla sua avvocata, Hilary Clinton, e quindi ho dovuto gioiosamente ripiegare su Elisa, Sara, Laura, Veronica e Flora, le Wine Angels, che sono fior fiore di sommelier, diplomate AIS o WSET.

Il primo articolo (e intreccio le dita che non sia l’unico) lo firma una bella ragazza che potrebbe essere mia figlia, visto che è nata nel 1985, ovvero la mitica Elisa (Fiore Anna Enrica) Gubellini da Torino, labbra al rossetto che ammaliano, azionista di minoranza di Guerlain, Rimmel, Chanel, l’Oreal.

Che dire, se non augurare alle Wine Angels un cordiale benvenuto nel blog del giornalista del vino più misogino e sessista del Lombardo Veneto?

Signore e Signori, oggi Vi presentiamo il primo articolo scritto dalle Wine Angels per Franco Ziliani. Più che il femminismo è la femminilità che incontra chi recentemente è stato tacciato di maschilismo nonostante le Donne – magari a modo Suo – le ami e non poco. 

Ecco allora che abbiamo deciso di parlarvi di Albarossa, un vino (e un vitigno) conosciuto da pochi, un leggendario incrocio tra Nebbiolo e Barbera, che unisce eleganza e forza, femminilità e mascolinità appunto. 

Iniziamo con qualche info e dei brevi cenni storici: forse non tutti sanno che l’Albarossa è un vitigno a bacca nera che fu realizzato nel 1938 dal Professor Giovanni Dalmasso a Conegliano. In Veneto, infatti, il Professore conobbe e collaborò con il Collega Manzoni, famoso per gli omonimi incroci che creò tra diverse varietà di uva, e da cui prese spunto. 

Gli incroci nati in questi anni ad opera di Dalmasso furono una dozzina, ma l’unico che ebbe – e ancor oggi ha – successo fu appunto l’Albarossa.

#Ancormenopersonesannoche nei primi anni 2000 grazie all’analisi del DNA si scoprì che dei due “genitori” indicati da Dalmasso, solo la Barbera era effettivamente confermata, doveva invece essere escluso il Nebbiolo. Analizzate le parentele genetiche, emerse che il secondo era un vitigno francese, coltivato anche in terra piemontese, vicino alle Alpi, e denominato Chatus.

In Piemonte il suddetto vitigno è spesso chiamato Nebbiolo di Dronero (piccolo paese vicino a Cuneo) e questo facilmente spiega l’errore del Professore o di chi per lui prelevò il polline.

Ma veniamo al vino degustato. Azienda Castello di Neive, annate 2017 e 2012, perché l’Albarossa ha anche una bella capacità di invecchiamento (FYI).

Uve: 100% Albarossa – Produzione: q / ha  90 – Annuale: 5.000 bottiglie – Alcool: 15°

La 2017 – ultima annata in commercio – buona, ma devo ammettere che non ci fece impazzire, tanto giovane forse (nonostante i 4 giorni di fermentazione e macerazione sulle bucce il tannino si sente), ecco quindi che andammo alla ricerca di un’annata “vecchia” per poterne valutare al meglio la potenzialità e ad oggi siamo ben felici di averlo fatto perché ne siamo state decisamente piacevolmente stupite.

Colore fitto, un rougenoir quasi (come l’iconico smalto di Chanel), un rosso tendente quasi al nero quindi, come le ciliegie più belle che abbiate mai visto. Profumo suadente, ma potente. Cassis, più balsamico il primo (2017) e più speziato il secondo (2012), ma entrambi ancora freschi. 

In bocca sì che si percepisce grande diversità, se l’annata più giovane ancora scalpitava per il tannino, la 2012 era non pronta, ma perfetta. Struttura, abbondanza e al contempo eleganza. Finale lungo degno di un gran vino. 

https://youtu.be/19IG7ZfaxZ8

Qualcuno dice che è un vino piacione, come una di noi Wine Angels, per il suo equilibrio tra corpo, alcol e colore tutti esagerati! 

Distribuito da Sagna (quelli di DRC & Cristal per intenderci), 20 euro circa a scaffale, più che ben spesi. 

Chiudiamo augurando a tutti di trovare un così bell’equilibrio tra yin e yang, ricordate che gli opposti si attraggono, ma poi in pochi sanno stare bene insieme, chi sa se così sarà per Ziliani e le Wine Angels? Ai posteri l’ardua sentenza. 

Elisa (Fiore Anna Enrica) Gubellini

https://youtu.be/K5_EBAzIPJM

n.b.

non dimenticate di leggere anche il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

Print Friendly, PDF & Email

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

Continua a leggere
8 Commenti
Subscribe
Notificami
guest
8 Commenti
Oldest
Newest Most Voted
Inline Feedbacks
View all comments
Giancarlo
Giancarlo
7 mesi fa

…. piccolo paese in provincia di Cuneo 👎…. splendida cittadina con un ponte medioevale che da solo vale la visita, per non parlare della Val Maira che inizia proprio da Dronero!

Simone N
Simone N
7 mesi fa

“il collega Manzoni, famoso per gli omonimi incroci” è stupenda.
Castello di Neive, tutta la vita!

Simona
Simona
7 mesi fa

e così Ziliani si rimangia tutto quello che ha detto e pubblica un articoletto di una wine influencer tra le più attive su Instagram.
Bravo, sento profumo di… mi ha capito bene cosa, dietro questo suo voltafaccia.
Guardi che tanto non gliela dà mica, non si faccia strane idee

Antonio
Antonio
7 mesi fa

Dal mio modesto punto di vista Il vino sarà senz’altro di alto livello e da provare sicuramente, per quanto riguarda la foto della signora o signorina, la trovo eccessivamente “tacky” come direbbero in Inghilterra ( che io traduco: senza un minimo di stile), partendo dal rossetto, alle unghie e per finire all’esagerata scollatura. Se fossi una delle esperte di vino che ti criticano e minacciano di portarti in giudizio per i tuoi articoli, mi offenderei altrettanto per tale foto.

Fabrizio
Fabrizio
7 mesi fa
Reply to  Franco Ziliani

hanno presentato un esposto all’Ordine dei giornalisti della Lombardia per quanto ho scritto. Udienza il 15 marzo, ma domani racconto. Ci sarà da ridere”. Buona sera sig. Ziliani, anche a me viene da sorridere… Faccio fatica a comprendere questo Paese (che amo alla follia!). Provo a sintetizzare perchè non capisco: un giornalista viene citato in udienza dall’Ordine per un esposto fatto su cose scritte da questo giornalista su testate non giornalistiche. Una cosa per lo meno surreale.


Tendenza

Autore: Franco Ziliani - P.IVA: 02585140169 - Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale. Le immagini inserite in questo blog sono tratte in massima parte da Internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo a Franco Ziliani, saranno subito rimosse.
Privacy Policy

8
0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x