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Editoriali

Riflessioni a proposito di un diffamatore matricolato

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Questo è il “Signor” D.B.: produttori di vino aprite gli occhi!

Il mio avvocato mi dice che non dovrei parlare di una persona che nei giorni scorsi ho provveduto a querelare per diffamazione, cosa che dovuto fare avendomi il tale definito in questo articolo, con supremo sprezzo del ridicolo, “prezzolato” e autore di una “ritorsione”  esclusivo frutto della sua immaginazione e per avermi attribuito, mentendo spudoratamente, proposte che non ho mai fatto e risposte negative che non ho mai ricevuto, ma quando la misura è colma io, che non sono cattolico praticante come qualche produttore di Barolo di mia conoscenza e non porgo l’altra guancia, e che sono già fumino di mio senza che qualche carneade mi provochi, mi incazzo.

Allora voglio richiamare l’attenzione su tale D.B., responsabile di due siti che non nomino (uno si occupa di vini venduti nella GDO) e su certi suoi comportamenti che dimostrano come il tizio abbia necessità di essere richiamato alla realtà. Con le buone, provando a farlo ragionare, oppure portandolo in tribunale e lasciando fare alla legge.

Un paio di giorni fa ho dedicato su Lemillebolleblog un articolo, questo, alla vicenda di un produttore dell’Oltrepò Pavese, tribicchierato per un suo Buttafuoco, Fiamberti, il cui metodo classico Rosé Cruasé è finito (non mi interessa in base a quali dinamiche, il consumatore e io che scrivo per i consumatori ce ne freghiamo, vediamo sullo scaffale la bottiglia e non ci chiediamo come ci sia arrivata, se il produttore sia vittima o complice della GDO) è finito, tristemente, ingloriosamente, scontato ben del 70 per cento, in vendita a 4,49 euro da Carrefour a Pavia

Io la segnalazione di questa bottiglia in svendita l’avevo ricevuta da un lettore e non avevo fatto caso che a dare notizia del fattaccio fosse stato un altro produttore oltrepadano. Non appena pubblicato l’articolo e cresciuta la eco sulla vicenda, l’ennesima triste storiaccia enoica oltrepadana, si sono subito scatenati gli avvocati difensori del produttore del Cruasé a prezzi da Prosecco che conosco solo di nome e che non penso di aver mai incontrato. E verso il quale ho un atteggiamento laico, non essendomi né amico né “nemico”.

E tra questi, oltre a contesse che sarebbe meglio si occupassero invece di perdere tempo sui social, di produrre spumanti senza quarti di nobiltà, si è “distinto” indovinate chi? Proprio il tale, D.B., che nei prossimi giorni riceverà notizie dal mio avvocato.

Cosa ha scritto costui, lo trovate chiaramente illustrato dallo screenshot apparso su Facebook (su cui non sono più presente da alcuni mesi perché evidentemente i “democratici” gestori mi ritengono un pericoloso estremista islamico), dove il tale, dialogando con la contessina Ottavia, ha scritto testualmente ovviamente riferendosi a me, ma senza nominarmi “polemiche assurde ma perfettamente in linea con la pochezza ormai pluriennale di certe “penne” decadenti e decadute”.

Ho preso atto con un’alzata di spalle di quest’ennesima dimostrazione del sistema di pensiero del tale, finché ieri, su Lemillebolleblog, non ho ricevuto, siglato con il nome Giuseppe, questo commento: “Appenda al chiodo la sua penna decadente e decaduta e si ritiri in una baita, farebbe miglior figura”.

Al che mi sono chiesto, e chiedo a voi: non notate una coincidenza totale tra quanto ho scritto tale D.B. e quanto mi ha scritto commentando tale “Giuseppe”?

Non sarà mica che D.B. nel suo scribacchiare, dimostrato anche da questo articolo di insulti nei confronti del produttore oltrepadano che ha smascherato il Cruasé di Fiamberti (grande amico e sodale di D.B.) sullo scaffale a 4,49 euro, perde il proprio tempo, tra danze e rapsodie ungheresi, e tentativi di vendere on line in Italia vini ungarici, a mandare commenti anonimi ai miei blog?

Produttori di vino italiani che ancora date credito a quel tale, cosa aspettate ad aprire gli occhi e trattarlo come merita?

n.b.

non dimenticate di leggere anche il nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Marco
Marco
3 giorni fa

Che vicenda squallida e penso anche un pò infantile e vigliacca. Se si vuole criticare qualcuno si devono avere le palle di scrivere nome e cognome e assumersi la responsabilità di ciò che si scrive. Trovo che la cosa sia anche stupida perché o il signore ha le prove di ciò che afferma, ad esempio una tua mail o messaggio con la presunta richiesta, oppure se riferisce per sentito dire o deduzione è quantomeno sprovveduto. Se lo quereli secondo me fai solo bene e aggiungo di farlo senza pietà perché i pavidi non la meritano!

Roby
Roby
3 giorni fa

Secondo me, il tizio in questione, è invidioso della tua esperienza e della tua penna. Un improvvisato senza titoli, senza conoscenza del settore di cui si occupa da pochi anni. Un diffamatore seriale che sta collezionando querele a destra ed a manca. Nella sua boria, fa quasi pena poveretto

Dario passeri
Dario passeri
3 giorni fa

Voi blogger polemisti siete nati per morire in questo genere di beghe. Consumatevi pure il fegato così, oltre che con l’alcol.

Simone N
Simone N
3 giorni fa

Querela sacrosanta. Premesso che l’idea di Franco Ziliani Ambassador del Barolo mi piacerebbe molto, come si fa a scrivere che i Consorzi non hanno la capacità di intervenire su fenomeni come quelli descritti su Vino al vino? A che serve allora un Consorzio? Soltanto a promuovere eventi?

Maurizio
Maurizio
3 giorni fa

A mio giudizio la cosa più grave è che il Consorzio del Barolo, essendo stato tirato in ballo in questo, non abbia smentito l’accaduto. Di fatto avallandolo.

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