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Editoriali

Ma di che male oscuro soffre la sommellerie italiana?

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Ma cosa diavolo combina Onav che sceglie come docente un inquisito?

Vogliamo parlare, sine ira ac studio, di quanto accade nelle due più importanti associazioni della sommellerie italiana, che sono, inutile dirlo, A.I.S. e Onav? Premetto subito che di entrambe, soprattutto della prima, sono stato collaboratore e che verso la prima, nonostante i suoi vertici siano appannaggio di un duo che nell’ambiente viene definito come “il Gatto e la Volpe”, nutro profondo attaccamento. Nell’A.I.S. ho ancora tanti amici, tanti sommelier A.I.S. leggono i miei blog e spesso mi scrivono manifestando consenso per quanto scrivo e io verso A.I.S. ho un atteggiamento molto semplice: siedo in riva al fiume paziente aspettando di vedere passare il cadavere (metaforico, non lo voglio di certo morto, chillo…) del mio nemico, e se resta a galla dargli una bella pedata per mandarlo definitivamente a fondo e togliercelo per sempre dalle palle.

Ciò doverosamente premesso, voglio fare una serie di domande. Ho scritto più volte del pernicioso fenomeno dei wine influencer, uomini e soprattutto donne, che postano foto sui social, soprattutto Instagram, le donne spesso poco vestite o ritratte in pose ammiccanti. Per questa strana attività costoro vengono spesso pagati dalle aziende. Tra i più attivi cultori di questa pratica ci sono sommelier iscritti ad A.I.S. Ho segnalato questa assurdità un anno fa al Presidente, mi ha assicurato che stavano studiando di stilare un regolamento. Siamo nel 2021 e iscritti A.I.S. continuano a fare i wine influencer foraggiati dalle aziende.

Giorni fa ho parlato dell’insana pratica del sabrage che in Italia è diventata una moda e che vede protagonisti e attivi praticanti noti sommelier A.I.S. Ovviamente inutile attendersi una presa di distanza da parte dell’Associazione, nonostante parecchi sommelier, anche A.I.S. abbiano definito questa pratica barbara, insensata, volgare, perfetta solo per massacrare il paziente lavoro di un produttore.

Tutto qui, direte voi? Non avete torto perché queste cazzatielle sono nulla rispetto a quello che ha combinato l’altra associazione che ho nominato, Onav, presieduta da un signore, ironia della sorte, che è stato compagno d’infanzia del presidente A.I.S. Il che spiega tante cose e fa concludere che urga bonificare in profondità quel cortile dove Antonello e Vito giocavano a pallone. Prima di fare altri danni.

Cosa ha combinato mai Onav, associazione che si è dotata di un imponente consiglio scientifico, che ha un dettagliato codice etico, che sembra parlare bene ma alla fine, ahimé, temo razzoli male?

Ha fatto una cosa intelligente, ha lanciato con tanto di battage mediatico sui social e brandendo l’hastag #VINODENTRO un nuovo format online per diventare “Wine Connoisseur”. Leggete qui tutti i dettagli.

Tutto bene, salvo un dettaglio. Il parlare di etica, riempirsi la bocca di etica e poi fare una cosa che di etico non ha nulla, che è un insulto a tutti coloro che, nel silenzio, danno la vita e l’anima per il vino, per l’insegnamento, per testimoniare valori a chi sta loro davanti.

Hanno avuto la pessima idea (possibile che nessuno dei suoi consiglieri e tirapiedi non abbia avuto l’accortezza di dire ad Intini che stava facendo una c….ta?) di scegliere tra gli 11 docenti un enologo un po’ particolare, un enologo che è sempre stato nella manica dei poteri forti, del cerchio magico di Emilio Renato Defilippi, numero due di Assoenologi, e braccio destro del mio amico Riccardo Cotarella, ovvero il signor Venco Aldo.

Chi sia il Signor Venco, lo potete leggere qui e poi anche qui ma poi, per completezza dell’informazione, dovete leggere anche qui, e poi qui e qui, dove si narra che quello che secondo Onav dovrebbe essere un docente, un buon esempio, una figura di riferimento, è finito tra gli indagati di una sozza vicenda, quello dello scandalo della cantina di Canneto Pavese, in quell’Oltrepò Pavese dove il sor Venco ha operato e temo operi tuttora, uno scandalo di cui ho raccontato tutte le tristi vicende qui, qui e poi ancora qui.

Intendiamoci non sono Marco Travaglio, un giornalista che mi fa orrore come il suo Fattaccio quotidiano, basta pensare che ci scrive tale Scanzi per indurmi al vomito, non sono giustizialista, semmai garantista, il signor Venco Aldo non è stato ancora condannato e magari sarà assolto (ma che fine ha fatto l’inchiesta sullo scandalo della Cantina di Canneto Pavese? In quale porto delle nebbie si è insabbiato o l’hanno fatto insabbiare?) ma cari signori dell’Onav, con quale faccia di tolla, a fronte di processi che si devono ancora celebrare e a fronte di testimonianze che hanno portato a quei fatti, avete scelto di avvalervi per il vostro Vino dentro della collaborazione di un indagato per “associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio e alla contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine di prodotti agroalimentari (Doc e Igt) nonché all’utilizzo e all’emissione di fatture false che servivano a giustificare quantitativi di vini etichettabili con denominazioni pregiate, non presenti in magazzino, e sostituiti dal produttore con vini di qualità inferiore, alterati e destinati alla vendita come vini di tipologie tipiche dell’Oltrepò Pavese”?

Questa volta scelta lascia basiti. In virtù di quali pregi speciali, manco fosse un Tachis, ma è solo un Venco, a quel signore perdonate tutto? Sceglierlo oggi come docente non è un buon esempio per un’associazione che dovrebbe, innanzitutto, vivere di valori e che ha un codice etico.

Con tutti gli enologi che ci sono in Italia e in Lombardia, con tutti gli esperti del vino d’Italia dovevate chiamare proprio uno che deve difendersi da certe accuse infamanti?  Nessuno nega al Signor Venco Aldo la possibilità di continuare a fare l’enologo (se trova ancora chi voglia avvalersi della sua collaborazione) ma è sbagliato che tramite Onav il tipo faccia opinione e che sia celebrato, quando ci troviamo di fronte ad un uomo che come minimo si è prestato ad assecondare o a non vedere giochetti che hanno portato alla frode in commercio.

 

Sono basito, nauseato e prima di scrivere questo articolo ho lungamente riflettuto e chiesto cosa pensasse della vicenda ad una persona amica che è impegnata in Onav a livelli molto importanti.

La sua risposta, che pubblico di seguito, mi ha raggelato, perché ricordavo una persona intelligente, e mi trovo invece, beh, lasciamo stare: “Franco io applicherei la massima che conosci, ovvero ”vivi e lascia vivere”, cosa ti porta avere un nemico in più? Lascia che siano altri che lo notino, non tu, sei già troppo osteggiato, penso io, e poi, se il tale fosse stato scagionato? Non lo so, ma non sarebbe il primo, che figura ci faresti? Tu non puoi vivere cercando sempre la guerra, ne va della tua intelligenza che io ho conosciuto e di cui sono sempre convinta. Se provassi a dire cose belle… ma, senza paragoni subito con quelle brutte…belle, positive, una speranza per il futuro… Franco, ti parlo col cuore accidenti, prova a dare una svolta diversa… scusami, ma e solo l’affetto che mi fa parlare così…”.

 

Eh no amica mia eh no signori, io democristiano non lo sono mai stato (piuttosto io di destra diventerei comunista) né ipocrita, fariseo, tartufo, conformista, calcolatore, altrimenti mi sarei dato alla politica e sarei uno di quei mascalzoni, pardon, responsabili o costruttori, che ieri hanno salvato e tenuto a galla l’infame governo di Giuseppi pochette. Oppure collaborerei ancora con A.I.S. (da cui sono stato allontanato dopo un decreto bulgaro) e con l’Onav di un presidente che predica bene, ma caso Venco, dimostra di razzolare malissimo. Con disinvoltura, se non era al corrente del dossier Venco è disinformato, se lo conosceva beh, allora dotato di una faccia di tolla gigantesca.

Questa, amici miei, la realtà delle due più importanti associazioni della sommellerie italiana, che dire se non provare nausea, disgusto e pena?

n.b.

non dimenticate di leggere anche il nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Marcello Sensi
Marcello Sensi
10 mesi fa

Sara’, ma io un Franco Ziliani “denuclearizzato” non lo vedo proprio. Ne’ lo vorrei. Alla sua premurosa amica possiamo controbattere in tal guisa: multos inimicos, honorem multum!

Marianna
Marianna
10 mesi fa

il tipico articolo che nasce dalla frustrazione di non collaborare più con Onav, che avendola conosciuta si é liberata di lei come ha fatto AIS
Se lei tenesse ancora le sue serate per le due associazioni avrebbe taciuto, invece oggi eccola sparare a zero su AIS e Onav. Che pena !

antonio
antonio
10 mesi fa
Reply to  Marianna

penso che sia esattamente il contrario di quello che lei, Marianna, scrive. Mi chiedo se ha letto l’articolo..

Davide
Davide
10 mesi fa

Ottimo Articolo, Mi permetto di fare solo 2 precisazioni: 1) Onav non è una associazione di sommellerie 2) Onav è lontanissima dall’essere la seconda associazione in Italia. Le consiglio di farsi dare il numero aggiornato dei soci.  
Un caro saluto

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