Seguici su
Attenzione: questo sito è impostato per consentire l'utilizzo di tutti i cookie al fine di garantire una migliore navigazione. Se si continua a navigare si acconsente automaticamente all'utilizzo. Continua Leggi l'informativa completa

Editoriali

Lettera aperta a Donatella Cinelli Colombini

Pubblicato

il

Invece di fare del rancido tardo femminismo perché non pensa al suo Brunello?

Lo so, avevo promesso di non occuparmi più della comicissima vicenda di una wine writer orobico-americana che per aver scritto (lo dico e lo ripeto, non c’è nulla di offensivo) che è più magra e meno charming di un paio di anni orsono, sfidando il senso del ridicolo si è offesa, mi ha accusato di sessismo e misoginia, di cyber bullismo, di averla “accusata e umiliata online per il mio aspetto fisico”, di “violenza psicologica” e di essere un “criminale del Web” arrivando a chiedere che io sia radiato dai social e mi ha scatenato contro la furia selvaggia di Erinni tardo femministe inacidite (alcune sicuramente zitelle e anche se sposate zitelle nella testa e soprattutto acide e insoddisfatte).

Della sua minaccia di farsi promotrice di una “class action” contro di me, delle sue minacce e accuse me ne impippo, avendo già sentito tre avvocati che mi hanno detto aspetti a querelarla per diffamazione, sono solo preoccupato, e seriamente, che questa giovane donna abbia qualche problema, e mi dispiacerebbe, ha già avuto problemi di riflesso per quello che è capitato a suo marito Marcello Moro, e non vorrei avesse ancora a soffrire.

Però, porca miseriaccia zozza, io sono buono ma non fesso, non sono cattolico praticante e non porgo l’altra guancia, anzi, se qualcuno mi fa un torto armo il computer-bazooka, e quando tramite alcuni amici ho ricevuto queste immagini che sottopongo alla vostra attenzione, ho avuto un leggero giramento di…

Perché ora mi sembra che dal ridicolo si sia passati al patetico e al vergognoso, perché quando vedo che una Signora toscana che a mio modesto avviso (ne parleremo nei prossimi giorni) dovrebbe seriamente occuparsi della qualità del suo Brunello di Montalcino invece di sprecare il proprio tempo in battaglie di retroguardia, una Signora che è anche presidente in carica della benemerita associazione Donne del vino, si permette di scrivere, sulla sua pagina Facebook, certe cose, tirandomi in ballo, allora potete capire che mi frullino, eccome se mi frullano.

Madame Donatella Cinelli Colombini arriva a parlare testualmente, riferendosi a quanto ho scritto, di “violenza fisica e psicologica sulle donne”, di “attacchi sessisti”, di “bullismo contro le donne”, e sbaglia di grosso. Perché non ha ancora capito, eppure mi conosce da anni, chi ha di fronte. Perché il motto francese “à la guerre comme à la guerre” io l’ho nel mio Dna.

Allora visto che Madame Casato Prime Donne, la pasionaria delle quote rosa nel vino, la sostenitrice della tesi secondo la quale nel 2021 le donne nel mondo del vino e altrove sarebbero discriminate, si permette di indirizzarmi simili accuse, io, che non porgo l’altra guancia, sapete cosa faccio? Chiedo e scriverò a tutte quelle che riesco a raggiungere via mail, alle associate della benemerita Associazione Donne del Vino se condividano questa crociata della loro presidente, pardon presidenta altrimenti la Boldrini si inca..a., se siano d’accordo, se reputino giusti e motivati questi attacchi.

A me non risulta, già tre associate mi hanno scritto esprimendomi solidarietà e dicendosi stupefatte per l’iniziativa della produttrice toscana. Ora vediamo cosa mi risponderanno e soprattutto cosa diranno alla simpatica Signora che dovrebbe rappresentarle e rappresentare il loro sentire.

A presto su questi schermi e si ricordi Signora Cinelli Colombini, che come dicono a Napoli (e lo dico anche io a Bergamo) accà nisciuno è fesso, chiaro?

n.b.

non dimenticate di leggere anche il nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

Print Friendly, PDF & Email

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

Continua a leggere
14 Commenti
Subscribe
Notificami
guest
14 Commenti
Oldest
Newest Most Voted
Inline Feedbacks
View all comments
Marco
Marco
3 mesi fa

A me sembra che la situazione sti sfuggendo di mano a molte persone. Tutto è partito col movimento “me too”. Nato con uno scopo sacrosanto è poi degenerato, qualsiasi persona famosa o di potere che avesse fatto delle avance diventava un mostro. L’esempio di Kevin Spacey e del barista diciottenne è emblematica. Ora basta una parola sbagliata e subito scatta l’accusa di sessismo, ormai le persone hanno l’indice puntato. Stessa cosa è successa con il “black lives matter”,si dici a una persona di colore che è uno stronzo sei un razzista, e ovviamente la gente è sempre pronta a farsi bella sostenendo queste cause anche quando sono infondate. Ormai questi movimenti sono diventati il pretesto per vendette personali, il che è un male per tutti ma soprattutto per le categorie coinvolte.

Antonio Tomassini
Antonio Tomassini
3 mesi fa

azione indegna Caro Franco, se potessero, credo, andrebbero per vie legali, evidentemente non possono e allora usano la gogna mediatica. Vergognoso.

Luigi De Luca
Luigi De Luca
3 mesi fa

Buona sera Ziliani,
Pur non condividendo l’articolo incriminato (più nei toni che altro), devo ammettere
che lo spettacolo a cui stiamo assistendo su questo blog è deprimente.
Non c’è niente di peggio di una difesa corporativa, a spada tratta, in nome di uno presunto, attacco sessista, che non esiste.
Voglio chiarire che scriverei le stesse cose anche se si trattasse di un uomo.
Con stima critica, le mando un saluto

Simone
Simone
3 mesi fa
Reply to  Luigi De Luca

Questo è il punto della questione, un punto che travalica l’episodio specifico: qualsiasi difesa corporativa a spada tratta, senza nemmeno conoscere i fatti, denota disonestà intellettuale.
E non c’è niente di peggio.
E questo, come dice Marco, è un male per tutti, ma soprattutto per le categorie coinvolte.
Penoso è il non capirlo.
Un caro saluto Franco e grazie per tutte le sue dritte (ho assaggiato il negramaro dell’Azienda Carrozzo…. uno spettacolo!)

Riccardo
Riccardo
3 mesi fa

Ormai il genio è scappato dalla bottiglia, pensi a cosa è successo al pastificio La Molisana. Comunque, fossi in lei, sguinzaglierei gli avvocati. Magari senza chiedere vile pecunia, ma scuse pubbliche visibilissime.

Maurizio
Maurizio
3 mesi fa

La cosa più squallida è che la Donadoni, invece di reagire con forza e dignità, avendo occasione di dimostrare carisma e difendendo la professionalità sua e di tante grandissime donne del vino, si sia vigliaccamente messa a frignare e basta, istigando invece una pletora di scherani e lacchè per pararsi il culo al posto suo. Davvero un pessimo esempio. E la Cinelli che si presta a essere il burattino di questo orrendo teatrino è francamente inqualificabile. Non mi aspetto vengano prese distanze da lei, ma mi auguro che il suo subdolo giochetto trovi poche sponde. Qualsiasi sbaglio commesso da Ziliani è ampiamente cancellato dallo schifo che è seguito.

Damiano
Damiano
3 mesi fa
Reply to  Maurizio

Concordo su ogni singola parola, avrei voluto scrivere le stesse identiche frasi.
D’altronde questo modo di porsi è tipico dei nostri tempi (vedi politici che non si incontrano/scontrano mai direttamente, interviste concordate, ecc) e dove chiaramente uno può scrivere qualsiasi corbelleria gli passi per la testa sul Ueb (con la U),: social, può dire qualsiasi cosa…ecc tanto potrà sempre contare sul fido aiuto del popolo (bue).
Il popolo (bue) si schiera… Non sa il perché ma si schiera.
Le conseguenze di ciò sono ovviamente note a tutti.

Piervittorio
Piervittorio
3 mesi fa

L’aprioristico vittimismo femminardo continua a far danni in ogni ambito, vedo…

Gaetano
Gaetano
3 mesi fa

Ma dove è finita la falange delle Erinni!
Si stanno riorganizzando per l’assalto finale o forse sono tornate a fare quello che facevano prima, e cioè seguire altri blog?
Passare da più di 100 commenti all’assordante e più totale silenzio (e nell’incipit di questo post Ziliani ha proprio esagerato….), da realmente l’impressione di una campagna mediatica pianificata, condotta e coordinata da un capo-branco o da un social-sabba.
Gradirei essere insultato per essere smentito.
Grazie

Marco sv
Marco sv
3 mesi fa
Reply to  Franco Ziliani

Sei rimasto agli anni 70…

Marco sv
Marco sv
3 mesi fa
Reply to  Franco Ziliani

Secondo me tu sei più intelligente di quel che vuoi far sapere

Tendenza

Autore: Franco Ziliani - P.IVA: 02585140169 - Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale. Le immagini inserite in questo blog sono tratte in massima parte da Internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo a Franco Ziliani, saranno subito rimosse.
Privacy Policy

14
0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x