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Editoriali

Lettera aperta a direttore e presidente del Consorzio Barolo Barbaresco

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Signori Ferrero Andrea e Ascheri Matteo a voi scegliere che fare

È un po’ che non mi occupo, non di Barolo e Barbaresco, di cui ho scritto molto ultimamente, ma dall’ente consortile che dovrebbe delinearne strategie e azioni promozionali, di tutela e comunicazione, in Italia e nel mondo, ovvero del Consorzio di tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe Dogliani, che ad oggi ha dei responsabili, oltre al Cda, individuabili nelle persone dei Signori Ferrero Andrea, direttore, e Ascheri Matteo, presidente.

Tornerò nei prossimi giorni ad occuparmi di codesto Consorzio, dicendo la mia su quanto il Consorzio e i suoi responsabili hanno affermato intervistati dalla Stampa, cronaca di Cuneo, il 6 gennaio (titolo dell’articolo “Il Barolo non teme la pandemia. Più bottiglie e prezzi in calo”), dal Corriere della Sera, edizione di Torino, 8 dicembre 2020, (titolo dell’articolo “il Re dei vini a nudo”), e da Gazzetta d’Alba, 8 dicembre 2020 (titolo dell’intervista “Barolo e Barbaresco, la parola al consorzio”).

Oggi voglio occuparmi del Consorzio, e dei suoi responsabili, sotto forma di lettera aperta, che non vuole essere un ultimatum, ma un invito pubblico ad usare buon senso e correttezza, rivolto ai signori Ferrero Andrea e Ascheri Matteo.

Lo faccio, perché da quando è apparso su un sito Internet, in data 10 dicembre 2020, un articolo firmato da tale D.B. (uso le iniziali, perché nei confronti del personaggio in oggetto ho presentato querela per diffamazione) recante il titolo “Altro che crisi: Consorzio del Barolo sotto attacco per un “no” al giornalista prezzolato”, mi aspettavo che di fronte all’atteggiamento diffamatorio nei miei confronti tenuto dal suddetto soggetto, nonché delle affermazioni false secondo le quali il sottoscritto si sarebbe “proposto al Consorzio di Tutela Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani come “brand ambassador” e “organizzatore di grandi eventi internazionali”. Al “no” del presidente Matteo Ascheri e del suo entourage, ha messo sotto attacco la Denominazione con diversi articoli dai toni scandalistici, per vendicare l’affronto”, il Consorzio ed i suoi responsabili, come avrebbe fatto qualsiasi persona corretta e perbene intervenisse e dicesse chiaramente le cose come stanno.

Ovvero che non mi sono mai proposto al Consorzio e ai suoi responsabili come “brand ambassador” (la sola parola mi fa venire il voltastomaco), e organizzatore di eventi internazionali. E, che non essendomi mai proposto non avevo ricevuto alcun diniego né maturato alcuna forma di “vendetta”.

Avevo invece fatto il mio dovere di giornalista attento osservatore delle vicende relative ai vini albesi, cosa che faccio da quando il diffamatore matricolato giocava ancora con i soldatini (o con le bambole?) in data 18 febbraio 2020, quando avevo espresso il mio convincimento su quello che il Consorzio avrebbe dovuto fare dopo l’operazione BBWO2020 a New York. Non andare in Cina, come il Consorzio vorrebbe ancora fare (me lo disse nel nostro ultimo incontro in giugno nella sede del Consorzio il signor Ascheri Matteo, presente il suo direttore) bensì a Tokyo e Parigi.

Il Signore, di cui ieri in questo articolo ho testimoniato la natura di diffamatore matricolato, mi attribuisce “un tranello ben architettato”, di “voler denigrare l’operato del Consorzio” e di “ritorsione” e voi, che sapete esattamente come le cose siano andate cosa avete fatto? Avete taciuto. E così facendo, avete contribuito a suscitare il sospetto, solo in qualche sprovveduto, non in chi mi conosce e sa come lavoro, come accusare me di essere “prezzolato” equivale ad un’eresia e ad una menzogna, che qualcosa di quanto scritto da quella persona potesse corrispondere a verità.

Ora, trascorso un mese, la pazienza si è esaurita e mi sono stancato. Per cui Signori Ferrero e Ascheri vi dico chiaramente che:

o smentite, al più presto, vi do tempo fino alla fine di questa settimana, quanto affermato dal signor D.B., e dite chiaramente, apertis verbis, in una lettera pubblicata sui miei blog e magari sul sito consortile, che non mi sono mai proposto come consulente e quindi mai avete rifiutato una consulenza che non ho mai proposto, oppure provvederò a tutelare la mia immagine nelle sedi opportune, anche giudiziarie.

Perché è chiaro che tra la mia persona e le vostre persone, signori Ferrero Andrea e Ascheri Matteo, non esiste e non c’è possibilità di dialogo, ed è ovvio che non abbiate gradito e non gradirete quanto ho scritto e quanto continuerò liberamente a scrivere sul Consorzio e sulla sua attuale gestione.

Ma questo non prevede che da parte vostra, per una forma di rivalsa verso i miei articoli, si possano configurare comportamenti opachi o scorrettezze nei miei confronti.

Spero di essere stato chiaro. A voi decidere se porre una parola fine a questo pasticciaccio brutto, a questa sozza storia che, francamente, mi ha nauseato.

n.b.

non dimenticate di leggere anche il nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Maurizio
Maurizio
5 mesi fa

Bravo, per me è stato pure troppo paziente.

marco
marco
5 mesi fa

DU PALLE…. Faccio presente che delle sue beghe private non gliene frega niente a nessuno. Parli di vini, che è più interessante ed a lei viene anche meglio.

marco
marco
5 mesi fa
Reply to  Franco Ziliani

Vede, lei non capisce quando una critica è fatta a fin di bene. Mediamente quando lei parla di vino è credibile e dà buoni suggerimenti. Il problema è che per un articolo sul vino ce ne propina 2 insulsi sulle sue polemiche private. Quanto ad Intravino è comunque un blog plurale dove spesso ci sono contenuti interessanti, per cui leggo ANCHE quello.

Maurizio
Maurizio
5 mesi fa
Reply to  marco

Di bega privata si tratterebbe se riguardasse solo Ziliani e D.B., ma quando di mezzo c’è (speriamo non sia vero) un Consorzio, che è un organo istituzionale, che rappresenta una collettività di produttori, la cosa è assolutamente di pubblico interesse.

Daniele
Daniele
5 mesi fa
Reply to  Maurizio

Da esterno gli articoli del signor Zilliani sono sempre stati riguardanti il vino Barolo e la tutela dello stesso denunciando schifezze che si vedono in giro sulla grande distribuzione…e sollecitando l’operato del Consorzio che ne dovrebbe tutelare appunto l’immagine nel mondo… E di schifezze ne ho trovate come consumatore anche io, denunciando le al Consorzio stesso ma per fortuna anche i NAS … Che grazie a Dio esistono ancora … Mente l’articolo del signor D.B. mi sembra solo un articolo polemico sulla persona da giornaletto scandalistico.

Roby
Roby
5 mesi fa
Reply to  Daniele

L”articolo del DB è infamante, questo piccolo personaggio si è appena affacciato sulla scena enologica, e pensa di farsi strada a suon di gomitate. Ha già dovuto cambiare attività, perché preso a pugni. Da alcuni anni invece colleziona querele a go-go. Prima o poi imparerà come si sta al mondo

Simone N
Simone N
5 mesi fa
Reply to  Roby

Ma soprattutto , chi meglio di Ziliani Ambassador del Barolo? Firmerei subito. Alla faccia di quei parvenu che hanno umiliato il Nebbiolo elevandolo nel legno nuovo, o che Hanno svilito la complessità del patrimonio tannico di questo grande vitigno, sottoponendolo a macerazioni brevissime e simili.
Io sono solo un appassionato, qualche produttore lo conosco bene, con qualcun altro c’è amicizia, ma so bene che Franco quando scrive di Langa e Roero lascia il segno. Ad esempio, gli articoli che ha scritto sulla questione Roero/Valmaggiore hanno pesato come un macigno. Qualcuno è arrossito, qualcun altro sta pensando di iscrivere la vigna a Roero. Lo so per certo. Poi chi vivrá vedrá. Dipodichè, Anche qui, mi sarei aspettato un consorzio reattivo e pronto a cavalcare la questione posta. Invece nada. Silenzio assordante.
Io sto con Franco Ziliani.

giuseppe mennella
giuseppe mennella
5 mesi fa

D’accordo con te
Mi sembra una situazione semplice da risolvere anche per il Consorzio

Daniele
Daniele
5 mesi fa

La pazienza e’ la virtù dei forti e dei saggi..

Tendenza

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