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Editoriali

Langa addio, che delusione, che nausea, che imbarazzo per tanta mediocrità…

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Il capolinea di una lunga storia d’amore finita male

Stava proprio scritto nelle stelle, così ha voluto un destino cinico e baro, che il mio congedo dalla Langa non potesse avvenire come ho scritto qui, ovvero partecipando ai funerali di un galantuomo, Olivio Cavallotto, in programma domani pomeriggio nella sua Castiglione Falletto, e poi restando ancora un paio di giorni in zona per riabbracciare un amico vero come Nino Rocca, patron del mio ristorante del cuore in zona, Felicin a Monforte d’Alba, e visitare alcuni produttori, a Monforte, Novello, Serralunga d’Alba, Barolo, Treiso, con cui avevo preso appuntamento.

Ieri pomeriggio ho smarrito i miei occhiali da vista, il mio ottico non riaprirà prima di lunedì pomeriggio, e non sono in grado di muovermi in treno come avevo previsto vedendoci poco senza. Scrivo questo pezzo, con grandi difficoltà, utilizzando altri occhiali che vedo per leggere da lontano, e con grande malinconia.

Mi scuso, anche pubblicamente, come farò questa mattina in privato, con Laura, Giuseppe e Alfio Cavallotto, e con la loro cara Mamma, perché domani non potrò esserci anch’io a salutare una bella persona come Olivio. Mi dispiace immensamente ma non posso fare altrimenti.

Quanto al mio rapporto con la Langa si chiude anche perché per la sozza vicenda, già raccontata qui e qui, di un diffamatore e di una diffamazione nei miei confronti, provo imbarazzo, disgusto e una grande tristezza.

Non sprecherò tempo e danaro a querelare i protagonisti della vicenda. Domani parlerò con il mio avvocato e bloccherò il procedimento in corso nei confronti del “signor” D.B. che non nomino perché solo evocare il suo nome mi fa ribrezzo e pena, e non farò nulla nei confronti dei signori Ascheri Matteo e del degno suo compare direttore (mi viene da ridere) del Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani.

Io (altri non penso) ho la coscienza a posto, so come sono andate le cose, so che non ho mai proposto alcuna consulenza al Consorzio sopra nominato e so che il Consorzio non ha opposto alcun rifiuto ad una richiesta che non è mai stata formulata.

Non ho bisogno di tutelare la mia immagine, che è immacolata e specchiata rispetto a quella di un diffamatore matricolato e spregiudicato, che ha in corso, mi risulta, altre denunce per diffamazione, che propone, lui sì, (ho il suo tariffario che potrei pubblicare) redazionali pubblicitari, e servizi vari alle aziende. E non solo banner come quelli che, liberamente, alcuni importatori di Champagne e distributori di vini hanno scelto di avere sui miei blog. Io redazionali non ne ho mai fatti e non ne faccio. Io non mi permetterei mai, come quel tale, spudorato e senza vergogna, ha recentemente fatto, di scrivere, leggete e vomitate, che un produttore ha “fatto una figura di merda”. A ognuno il proprio stile, il proprio modus operandi, il proprio concetto di professionalità. Il proprio passato, presente e futuro.

Detto del diffamatore matricolato, veniamo al signor Ascheri Matteo, produttore di medio valore e niente più, mai bevuto un suo grande vino, probabilmente non è in grado d produrli, la grandezza non attiene alla sua persona, che, inopinatamente, sospinto all’epoca della sua nomina anche da produttori che stimo, pardon, stimavo, oggi si trova a presiedere il Consorzio Barolo Barbaresco e forse è il presidente che un consorzietto ridotto male come quello si merita.

Ho la certezza che due produttori che ringrazio per quanto hanno fatto, uno con il quale ho una certa consuetudine, Davide Rosso (azienda Giovanni Rosso di Serralunga d’Alba) e Giacomo Conterno, Poderi Aldo Conterno, che conosco molto meno (ho invece avuto la fortuna di conoscere bene e stimare tantissimo il suo Babbo) hanno parlato con il presidente Ascheri. E so per certo che anche di fronte al loro invito a ragionare, a fare la cosa onesta e giusta, il “signore” ha detto che non ci pensa nemmeno e che non smentirà quello che tale D.B. ha scritto, mentendo spudoratamente, dandomi del “prezzolato” e sostenendo che abbia fatto una cosa che non ho fatto.

Perché il Signor Ascheri, profondamente incollato alla sua cadrega, presidente che ha recentemente annunciato di volersi ricandidare tra qualche mese (auguri e si salvi chi può), insomma una sorta di Giuseppi Conte di Langa, uno innamorato del potere, uno al quale un piccolo potere ha dato alla testa, non fa quella smentita?

Nel migliore dei casi perché è una persona di scarsa sensibilità, borioso e arrogante. Nel peggiore dei casi, e sarebbe gravissimo, almeno secondo la mia etica, dietro alla sparata di tale D.B. ci sarebbe il Consorzio, nella sua persona o in quella del suo degno direttore, che avrebbe spero proprio di no per loro, sarebbe miserabile, “imbeccato” il diffamatore, o gli avrebbe fornito, non so come e perchè; elementi, non veri, su cui il tale ha ricamato con le sue ridicole accuse.

Se Ascheri e il suo direttore fossero totalmente estranei alla vicenda, se non avessero avuto alcun ruolo, smentirebbero le parole del tizio. Se non lo fanno, mia conclusione (e quella di alcuni produttori di Barolo con i quali abbiamo ragionato su questo pasticciaccio brutto di Corso Enotria ad Alba), è perché se smentissero magari rischierebbero che il tizio saltasse su e sua volta dicesse, ma come “non me l’avete detto voi che Ziliani si era proposto come consulente al Consorzio e che voi avevate risposto picche?”. Insomma, un vero schifo.

Ma il disgusto più grande, che rende un filo meno amaro il mio distacco dalla Langa, non è per il diffamatore matricolato e per il Ponzio Pilato di Bra (località dove ha sede un’associazione degna di costoro) ma per i produttori di Langa, quelli amici, e ce n’erano, e quelli di cui ho semplicemente scritto raccontando e spesso celebrando i loro vini, che accettano questo stato di cose, che fanno spallucce, che non alzano la voce, non picchiano il pugno sul tavolo e non pretendono, in primis per il loro interesse, perché giocarsi uno Ziliani e perdere il racconto della loro terra e dei loro vini da parte mia, come ho fatto a testa alta per 36 anni è puro autolesionismo, in seconda battuta per decenza, per rispetto del mio lavoro e della mia persona, che Ascheri smentisca una menzogna.

Perché lo facciano lascio ai lettori decidere e alle coscienze dei produttori menefreghisti (se una coscienza hanno) dare una risposta. Il loro atteggiamento è oggettivamente squallido, ridicolo, disgustoso. Il loro atteggiamento merita solo il mio disprezzo.

E ora detto questo, messa una pietra sopra al mio lungo rapporto con la Langa, finiscono (ne sono qualcosa) anche matrimoni decennali, può anche finire una love story con l’amore (enoico) di una vita, guardo avanti. Ci sono tanti altri vini e zone vinicole, nell’amato Piemonte e altrove, da raccontare. Sicuramente per nessuno e nessuna di loro proverò lo stesso amore che ho provato per l’ingrata Langa, e il mio sarà solo un rapporto professionale, corretto, tra vini, produttori e zone e il cronista del vino che sono e intendo continuare ad essere.

Mi perdonino i tanti lettori di Vino al vino che hanno dimostrato di fidarsi di me e di quanto scrivevo su Barolo, Barbaresco, Langhe Nebbiolo, Dolcetto e Barbera d’Alba, Verduno Pelaverga, Nascetta del Comune di Novello, ecc e che spesso, ne ho le prove, hanno scoperto quei vini e sono andati ad acquistarli in cantina o nelle enoteche, anche online, dopo i miei articoli. Ora se vorranno continuare a sceglierli e berli dovranno trovarsi un altro giornalista in grado di guidarli.

Scriverò di più di Brunello di Montalcino (che va a gonfie vele, cresce, ha un Consorzio serio, un presidente serio, e non sbarella sui prezzi, non cala le braghe, nessuna notizia di Brunello a 9 euro come accade invece con Barolo e Barbaresco, nessun presidente che definisca “male necessario” una simile suicida prassi), di Roero, Nebbiolo dell’Alto Piemonte, vini valtellinesi, altoatesini, trentini, siculi, campani. E francesi, ça va sans dire. E i lettori di questo blog, se vorranno continuare a seguirmi in tanti (lo dice Google Analytics, non millanto io) troveranno anche su quei vini lo stesso onesto, corretto, spassionato, non mercenario, indipendente racconto.

Mi mancheranno, e tanto, bricchi e sorì, i colori unici, il profumo ineguagliabile, il fascino di quella terra che ho tanto amato e che avrò sempre nel cuore. Ma la vita insegna che l’amore ha un senso se è corrisposto, se in una storia d’amore sono entrambi ad amare. Se è uno solo a farlo, se l’altro mente, tradisce, tira coltellate alle spalle, se su di lui non si può fare affidamento, se quello dice una cosa e poi ne fa un’altra, continuare ad amare è ridicolo, patetico e autolesionista.

Se la Langa cambierà atteggiamento, se accadrà quello che al momento appare solo un’utopia, io sarò felice di cambiare decisione e tornerò ad amare più innamorato che pria. In caso contrario, se le cose restano così, addio, adios, auf wiedersehen, adieu, goodbye, con tanti rimpianti, certo, ma con quel rispetto di me stesso che non sarà di certo questa vicenda di diffamatori, pavidi, cialtroni, conigli, ingrati, conformisti, bugiardi, falsi e cortesi, fafiuché e perdaball e anche qualche piciu, a farmi perdere, anzi rafforza. E’ stato bello, ma adesso basta.

n.b.

non dimenticate di leggere anche il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Maurizio
Maurizio
9 mesi fa

Ziliani giornalista che tendenzialmente scrive su etichette conosciute per maggior facilità.
Non risulta abbia mai scoperto nuovi produttori in zone UNESCO lintandosi alle zone di moda.
Che ora, dopo tante superbe pretese nei confronti di chiunque non gli desse immediato risalto pubblico, sia meno considerato ci sta.
Il mondo del vino ha bisogno di persone che abbiano gusto, per assaggiare e giudicare il vino, e non solo la vista per vedere l’etichetta, questa non si beve.

Simone N
Simone N
9 mesi fa

Ciao Franco,
Hai ragione.
Il confronto con il consorzio di Montalcino è impietoso. Intanto non hanno piantato il Sangiovese pure sotto i letti e sopra i tetti. Il paesaggio conserva una diversità che nelle Langhe è andata perduta a favore di una monocultura fatta di aumenti progressivi degli ettari a vigneto.
Se posso, aggiungerei una maggiore lungimiranza dei produttori ilcinesi, che nelle annate difficili, hanno l’accortezza di non fare uscire i vini più blasonati e i cru. Prendete la 2014 e fate un confronto tra le due denominazioni. Alcuni produttori di Montalcino hanno addirittura rinunciato ad imbottigliare il Brunello(figuriamoci le selezioni), nelle Langhe quasi nessuno ha rinunciato ad imbottigliare i cru. Vedrete adesso con la 2017. Annata non calda, ma torrida. A Montalcino, per esempio, Col D’Orcia(non una cantina di piccole dimensioni) ha rinunciato a mettere in commercio centinaia di migliaia di bottiglie di Rosso di Montalcino; quasi nessuno imbottiglierà cru. Vedremo adesso in Langa.
A Montalcino, i produttori imbottigliano il proprio vino e la quantità di sfuso venduto agli imbottigliatori è risibile. Per quanto riguarda il Barolo, da quanto dice l’attuale presidente del Consorzio, circa il 30% viene venduto sfuso agli imbottigliatori. Una cifra esorbitante.
Quanto alle querele, fai bene. Chi fa “giornalismo” con le chiacchiere da bar, non merita nessuna forma di pubblicità.

Maurizio
Maurizio
9 mesi fa
Reply to  Simone N

Il confronto più impietoso è proprio nei prezzi medi del vino. Valori dei vigneti alla mano Barolo dovrebbe avere i prezzi sul vino di gran lunga più alti d’Italia, ma se si guardano i numeri, ci sono diverse denominazioni che hanno prezzi medi superiori, Montalcino ad esempio.
Questo penso sia il fallimento più grande di Barolo, ovvero avere un valore inestimabile e ineguagliabile a livello di vigneti che viene depauperato dai produttori. I tanti nomi celebri che tutti apprezziamo purtroppo in termini quantitativi non rappresentano la maggioranza del Barolo e questo è un grave problema che mi sembra sia sempre stato sottovalutato e mai combattuto negli anni. Ricordiamoci anche che Montalcino viene da uno scandalo, come quello del 2010, che avrebbe potuto essere un macigno molto più pesante di quello che è stato, e invece il territorio ha saputo riprendersi alla grande ed oggi a livello di territorio è innegabile che negli ultimi 10 anni abbiano fatto un lavoro di gran lunga superiore a quello fatto nelle Langhe, dove a quanto pare ci dà pensiero a ordire trame di quart’ordine contro un giornalista, invece che pensare alle cose serie. (ovviamente non sono il Maurizio del primo commento).

Simone N
Simone N
9 mesi fa
Reply to  Maurizio

Concordo su tutto.

Simone N
Simone N
9 mesi fa
Reply to  Maurizio

Concordo e aggiungo che proprio il Consorzio ha fatto la differenza. C’è sicuramente una minore frammentazione di aziende rispetto alle Langhe, ma aggiungo che “l’autocoscienza” dei produttori ha fatto la differenza nella capacità di saper valorizzare il proprio vino, anche riducendo l’offerta e rinunciando a vinificare i prodotti di punta nelle annate meno felici. Nelle Langhe che amiamo, quanti hanno rinunciato alla riserva nella piovosa 2014? Quanti non produrranno Barolo da cru nella torrida 2017?
Dopodiché, io non posso fare a meno dei vini di questa terra. Continuo a bere il Brunate di Manuel Marchetti, il Rocche dell’Annunziata di Tiziana Settimo, il meraviglioso Parafada di Veronica Palladino, il Villero di Fenocchio, il Viigna Rionda di Anselma e Massolino, e quando posso, il Monprivato di Mauro Mascarello. Per citare i primi che mi vengono a tiro.
Baroli vecchio stile e senza compromessi, dal prezzo ancora abbordabile. Ma ce ne sono tanti altri.

Buccio
Buccio
9 mesi fa

La Langa non è ingrata, semmai lo possono essere le persone.

Davide Bortone (D. B.)
Davide Bortone (D. B.)
9 mesi fa

Gent.mo Sig. Ziliani, per la prima volta (sarà anche l’ultima, a Dio piacendo) commento sul blog in quanto tirato in causa più e più volte, non ultimo in questo articolo, con menzogne ed epiteti molto offensivi, gli stessi che lei è solito riservare a chi non la idolatra, o più semplicemente a chi ha deciso di rivelare perché ha innescato questa lotta nei confronti del Consorzio piemontese guidato da Ascheri. Nella mia carriera di oltre 15 anni nel mondo del giornalismo ho collezionato solo querele di cui vado fiero, alcune delle quali arrivate da esponenti vicini agli ambienti della ‘ndrangheta. Il punto è che non sono mai stato condannato per quanto ho scritto. Mai. Sa perché? Perché ho avuto ottimi maestri, grandi giornalisti che mi hanno insegnato, sin dai miei esordi da giovanissimo in un giornale della provincia di Milano, a verificare le fonti e a vivere questo mestiere con onore, rispetto e passione. Il che significa innanzitutto verifica delle informazioni, prima di mettere nero su bianco anche solo una virgola di un articolo. Passione e coscienza che io non riesco lontanamente a intravedere nei suoi pezzi ostili, viziati da un ego smisurato e da un odio che l’acceca. La invito anche a dire ai quatto lettori che ha ricevuto una lettera dal mio avvocato e per questo ha messo in piedi l’ennesimo articolo fazioso e pieno di menzogne, per giustidicare il suo addio (speriamo definitivo) a un argomento che le avrebbe causato ancora più figuracce. Un po’ mi “spiace”, nonostante i numerosi proclami ai quattro venti, di non aver mai ricevuto notizie dal suo avvocato, in quanto sarebbe stata occasione utile per entrare nel vivo dell’argomento, con altri dettagli succulenti in mio possesso, relativi al suo viaggio in Langa e al suo incontro con il Consorzio (argomento di cui ho scritto liberamente, da professionista serio quale mi ritengo, per fare luce su un tema che rischiava di gettare fumo negli occhi di chi non conosce le dinamiche della Grande distribuzione organizzata). Quanto ai redazionali, da giornalista dovrebbe sapere cosa sono e conoscere la differenza con le “marchette” e la pubblicità, tramite banner, etc. Ma comprendo che tutto fa brodo nel suo delirio di onnipotenza personale e personalistico, volto alla distruzione dell’immagine di un giovane che evidentemente invidia. Le auguro tanta serenità. Ne ha un gran bisogno, si legge. Anzi, quasi, si vede.
Cordiai saluti
Davide Bortone

Rosso Paolo
9 mesi fa

Non saprei, io cucino con il Tavernello.

Sandro corza
Sandro corza
9 mesi fa

Queste sono beghe e niente più. Se sei un giornalista vero puoi ancora recensire i vini delle langhe senza tanti piagnistei. O forse credi che Travaglio smetta di parlare di Berlusconi perché quest’ultimo lo denigra? Se invece che giornalista sei solo un fanfarone, allora puoi certo smettere di frequentare le zone del grande vino.

Renato villa
Renato villa
9 mesi fa

Ziliani ma quei fantomatici vini affinati sotto acqua di cui parlava in modo entusiasta in estate e aveva promesso di parlare…che fine hanno fatto? Mi riferisco a quei vini dei quali parlava malissimo dell importatore e per i quali si era offerto a trovare un importatore migliore….se non fosse chiaro .
Sti lunghi silenzi capirà che destano qualche malizioso sospetto…

Marco Merkel
Marco Merkel
9 mesi fa
Reply to  Franco Ziliani

Buonasera Ziliani. La leggo da anni, dai tempi di winereport (ricordo ancora il primo articolo letto, illuminante, sul kurni…applausi). Per me la critica enologia è lei e veronelli.
Cio premesso, le confesso che da diversi mesi ho la sensazione che antipatie o fatti personali abbiano un peso prevalente nel giudicare i vini.
Il post di qui sopra di Renato mi da l occasione di porle una domanda che , personalmente, mi darà una risposta definitiva sui miei dubbi (parere personale e magari sbagliato, ma per me sarà cosi).
Me permetto allora di chiederle: è veramente convinto che un barolo affinato x mesi nel mare della Croazia sia poi organoletticamente migliore dello stesso vino affinato in una adeguata cantina nelle langhe? Il Barolo è un esempio . Discorso che vale x ogni vino.
Io, da chimico navigato, la risposta ce l ho. Senza necessità di provare i suddetti vini . Le chiederei cortesemente di rispondere in modo schietto e draconiano, come lei sa fare . Dalla sua risposta trarro’ le mie (ribadisco, personali) conclusioni.
Un cordiale saluto

Marco Merkel
Marco Merkel
9 mesi fa
Reply to  Franco Ziliani

Si. Questa per me è una risposta definitiva. Cio che dice è chimicamente senza senso . O, poi c e chi crede al sangue di san Gennaro che si scioglie e chi crede negli oroscopi . Io preferisco affidarmi alla scienza .
Deluso ma senza rancore, la saluto

Carlo Raimondi
Carlo Raimondi
9 mesi fa

Bortone chi?

Silvia
Silvia
9 mesi fa

leggo dal commento, se così si può chiamare, di tale Bortone (ma chi é?) questa frase riferita a lei: “delirio di onnipotenza personale e personalistico, volto alla distruzione dell’immagine di un giovane che evidentemente invidia”.
Bortone ma ci sei o ci fai? Come potrebbe mai Ziliani essere invidioso di un rampante e spregiudicato sconosciuto come te?

Massimo Brambilla
Massimo Brambilla
9 mesi fa

quando lei avròò fatto nella sua vita un quinto di quello che ha fatto Franco lei potrà forse parlare. Per il mimento taccia che fa una figura migliore, sbruffone!

Daniela
Daniela
9 mesi fa

ci faccia capire Bartone, lei diffama Ziliani, gli dà del prezzolato, gli attribuisce comportamenti che Ziliani nega (e io mi fido di lui) di avere tenuto e lei ha il fegato, la faccia tosta, di annunciare che riceverà una comunicazione dal suo avvocato? Ma mi faccia il piacere, torni all’asilo!

Mauro Rossi
Mauro Rossi
9 mesi fa

il signor Bortone, la cui esistenza ho appreso dagli articoli di Ziliani, scrive di “altri dettagli succulenti in mio possesso, relativi al suo viaggio in Langa e al suo incontro con il Consorzio”.
Ce li vuole cortesemente raccontare? Ma cosa diavolo le hanno raccontato quelli del Consorzio?

Maurizio
Maurizio
8 mesi fa
Reply to  Mauro Rossi

In ogni caso ormai mi sembra acclarato che D.B. sia solo un tramite e tutto quello che scrive sia ispirato dal Consorzio. La conferma dello scenario più grave.

Marco Redaelli
Marco Redaelli
8 mesi fa

Lo scrissi tempo fa: se Bortone come dice ha le prove cosa ci vuole a mostrarle? Basta pubblicare una foto di una mail o qualsivoglia altro documento che provi la sua tesi e la questione sarebbe chiusa. Senza prove la sua è solo aria fritta. E poi francamente : ma chissenefrega!!! Io seguo il blog per leggere di vino, conoscere e imparare da una persona che da questo punto di vista negli anni non mi ha mai deluso. E credo che come me la pensino la maggior parte dei lettori dei blog di Ziliani.

Christian
Christian
8 mesi fa

Apprendo della querelle Ziliani-Consorzio del Barolo e incuriosito m’imbatto in questo articolo… non voglio addentrarmi nei meri motivi della discordia (dovrei sentire le due campane per poter valutare in modo oggettivo) ma mi sono rimaste impresse queste poche righe: “…perché giocarsi uno Ziliani e perdere il racconto della loro terra e dei loro vini da parte mia, come ho fatto a testa alta per 36 anni è puro autolesionismo…”
Beh, mi son bastate per inquadrare il personaggio… in Langa si dice “l’asu ‘d Cavour gnun u ludava, as ludava da sul”… a buon intenditore poche parole.
Cordialmente

fabio
fabio
8 mesi fa

sul brunello però ho trovato da lidl bottiglie del 2014 a meno di 14€, certo non sono i 9€ del barolo ma ci vanno vicino…. a proposito di nuove zone che Lei vuol intraprendere per darcene giusta contezza perché no anche la borgogna e in particolare il beaujolais?

Flavio
8 mesi fa

…….se ne va dalla langa…Non si sente più parte…legittimo.
Ma è sicuro di aver incontrato e assaggiato tutti i produttori di langa?…
Perché a volte è facile fare di tutta un erba un fascio.
Io non ho avuto l occasione di incontrarla e confrontarmi con lei.
La saluto con rispetto e con rammarico ,non lo nego,per la sua delusione .
Se si si ricrede…
A presto

Buona vita
Saglietti flavio

Flavio
8 mesi fa
Reply to  Franco Ziliani

L accoglieró volentieri…..e volentieri parlerò e.mi confronteró con lei.
Se.si ricrederà non esiti a contattarmi.
Sarà sicuramente un incontro rispettoso e obiettivo.
Intanto cerchiamo di stare bene tutti.
L aspetto …….sono ottimista…
Buona giornata .
Ad majora.
Flavio saglietti

Flavio
8 mesi fa
Reply to  Franco Ziliani

Felice di incontrarla.
A presto…spero.

Tendenza

Autore: Franco Ziliani - P.IVA: 02585140169 - Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale. Le immagini inserite in questo blog sono tratte in massima parte da Internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo a Franco Ziliani, saranno subito rimosse.
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