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Mon coeur mis a nu...

Il mondo della Langa è in lutto: è morto Olivio Cavallotto

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Una bella persona prima che un grande produttore

La mattina inizia con una di quelle notizie che non vorresti ricevere mai, perché riguarda una persona che hai conosciuto e che hai apprezzato per la sua umanità, la sua dolcezza, prima ancora per la sua capacità di regalare grandi vini.

Stanotte, portato via dal Covid, se n’è andato, lasciando un grande vuoto e un dolore incolmabile nella sua famiglia, la cara moglie, i figli Laura, Giuseppe e Alfio, Olivio Cavallotto, vignaiolo in Castiglione Falletto.

Chi sia stato Olivio è presto detto, una persona di grandi capacità e lungimiranza che nel 1946, con il fratello Gildo, seguendo le indicazioni del padre Giuseppe e dello zio Marcello, segnando una svolta rispetto all’impostazione data nel 1928 da Giacomo Cavallotto, fondatore della Tenuta Cavallotto, decise di vinificare per intero tutte le uve dei vigneti di proprietà, iniziando a commercializzarle nel 1948 con proprio marchio.

Il resto è storia e vanto e gloria di una delle più belle realtà della Langa del Barolo. Nel 1967 l’uscita delle prime bottiglie con indicato in etichetta il cru, ora Mga, Bricco Boschis, poi il Vignolo, e tutta la serie dei vini, impeccabilmente classici, uno migliore dell’altro, che hanno reso questa cantina una di quelle di riferimento per tanti appassionati.

Ho avuto la fortuna di conoscere Olivio Cavallotto, suo fratello, sua moglie e tutta la famiglia nelle tante volte che sono stato in cantina da loro (mi ricordo di quando mi fece provare diverse prove di Barolo chinato e quanto fosse orgoglioso dell’olio di oliva ottenuto dai suoi olivi e fatto frangere in Liguria) e ho nitida l’immagine del suo sorriso, della sua umiltà, della semplicità di un uomo che ha fatto tanto e ha fatto bene, ha seminato e raccolto le giuste soddisfazioni. Dei figli uno più in gamba dell’altro, il rispetto e la stima di tutti, l’affetto che si deve ad una persona perbene, ad un galantuomo, prima che ad un grande uomo del vino.

Colpito profondamente da questa scomparsa esprimo, anche a nome di tutti i lettori di Vino al vino, le mie più sincere condoglianze agli amici Laura, Alfio e Giuseppe, alla Signora Cavallotto. Un altro grande vecchio di Langa che ci lascia, che va a raggiungere Bartolo, Bruno, Aldo, Giovanni, Baldo, Beppe, Gigi, Giacinto, Quinto, nel paradiso dei grandi servitori della Langa e del Barolo. Che la terra ti sia lieve caro Olivio…

n.b.

non dimenticate di leggere anche il nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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S. B.
S. B.
6 mesi fa

Cavallotto è arrivato a casa mia, in viale Nicola Porpora a Milano, una mattina d’inverno di trentacinque anni fa. È giunto sotto forma di ben dodici bottiglie del suo Barolo. Sono state centellinate durante una manciata di anni in cui ogni sorso mi ha ricordato la carissima amica biellese che mi aveva inviato quel dono.
Ero stata avviata al Barolo da mio padre, ma non conoscevo ancora Cavallotto. Fu una rivelazione.
Ancora una volta, un grande vino riesce a muovere pensieri e ricordi.
Un abbraccio a chi continua il suo lavoro.

Marcello Sensi
Marcello Sensi
6 mesi fa

Nel gennaio dello scorso anno partecipai a una memorabile verticale del Vigna San Giuseppe riserva: le sette migliori annate iniziando dalla 1990 sino alla 2013. Fu in quella circostanza che conobbi Alfio Cavallotto. Non mi meraviglio che il padre fosse un galantuomo: ab uno disce omnes. Quello che mi addolora e’ l’assoluto silenzio dei suoi lettori. Per madamin ci fu una mobilitazione generale e ora invece… Come lei ben dice abbiamo 60 milioni di CT e di grandi esperti di vino…

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