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Editoriali

Donne del vino silenti: d’accordo con la Presidente o tremebonde pecorelle?

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Ancora sull’intemerata della presidente della benemerita Associazione

Mi sa che, paradossalmente, un pizzico di ragione le Erinni isteriche (qualcuna mi ricorda il titolo di un romanzo di successo di Carmen Covito del 1992) del post femminismo che si sono scatenate con accuse di ogni tipo nei miei confronti semplicemente per aver detto che una wine writer orobico-americana con pretese di essere esperta di vino era “magra stinca”, in fondo l’hanno quando mi hanno tacciato di misoginia.

Intendiamoci, non sono diventato gay (nulla contro di loro, gli dei me ne scampino, ma gay non lo diventerei nemmeno sotto tortura, manco se mi costringessero a bere una bottiglia di vino di Bruno Vespa o della sua amica Allegrini), le donne continuano a piacermi, anche se alla mia non più tenera età, sono finalmente arrivato alla saggia conclusione che tentare di capirle, di coglierne la logica è fatica sprecata, mission impossible. Più facile e sensato progettare di andare a piedi sulla Luna.

E così in attesa di rileggermi, c’è sempre tanto da imparare, l’aureo trattato del grande filosofo tedesco Arthur Schopenhauer intitolato Uber die weiber, che in italiano potremmo tradurre con L’arte di capire le donne, e persuaso con l’autore de Il mondo come volontà e rappresentazione che “come la seppia, la donna si avviluppa nella dissimulazione e nuota a suo agio nella  menzogna” e che “bisogna aver riguardi per la debolezza della donna, ma è oltremodo ridicolo attestare venerazione alle donne”, penso e rifletto.

E trovandomi d’accordo con il mitico Karl Kraus che affermava “Divido le donne in colpose e dolose” oppure che “Ci sono donne che non sono belle, ma hanno solo l’aria di esserlo”, voglio tornare, sono uno zuccone, sull’uscita (a mio avviso totalmente in ritardo sulla palla, quindi fallosa e da cartellino rosso) della presidente/a della benemerita associazione Donne del vino, che, come ho scritto qui, è intervenuta in difesa della Italian wine girl orobica ora based in California.

E riferendosi alla mia persona e a quanto ho scritto è arrivata a parlare testualmente di “violenza fisica e psicologica sulle donne”, di “attacchi sessisti”, di “bullismo contro le donne”.

In attesa che i miei avvocati mi dicano cosa fare nei confronti dell’orobico-californiana e della sua sostenitrice senese, ho pensato, come avevo annunciato, di fare una cosa molto semplice.

Ho inviato il messaggio che segue, via mail o via Whatsapp a oltre 200 associate della benemerita Associazione Donne del Vino, chiedendo loro se condividano questa crociata della loro presidente, pardon presidenta altrimenti la Boldrini si inca..a., se siano d’accordo, se reputino giusti e motivati questi attacchi.

Ecco il mio messaggio: Buonasera, mi permetto disturbarvi per portarvi a conoscenza di alcune prese di posizione della presidente dell’Associazione Donne del vino di cui fate parte e per sapere se concordate con il punto di vista della Signora Donatella Cinelli Colombini di cui parlo in questo articolo: Link

Domanda: ma le Donne del vino condividono le accuse di sessismo della loro Presidente Cinelli Colombini nei miei confronti? Grazie per l’attenzione Cordiali saluti

Bene, a parte alcuni sparuti casi di Donne del vino che mi hanno risposto via Whatsapp, qualcuna dandomi ragione, qualcuna barcamenandosi in modo post democristiano e un penosetto, la mia legittima richiesta, rivolta anche a produttrici che mi conoscono personalmente, dei cui vini e del cui lavoro ho scritto positivamente, di sapere se condividessero il parere della loro presidente, è stata ignorata.

Dunque mi resta il dubbio. Pensano anche loro che io sia sessista, cyber bullo, ecc oppure pensano che sia meglio nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi e fare il gioco delle tre scimmiette?

Bene, delle produttrici Donne del vino cui ho scritto mi sono fatto un utile elenco, un promemoria. Che mi sarà utile in futuro quando dovrò decidere se scrivere di loro e dei loro vini. Mi sa che sarà molto difficile che abbiano una sola altra riga da parte mia, perché se sono dello stesso avviso di Madame Casato Prime Donne non solo loro, ma io per primo non voglio più avere nessun tipo di rapporto con persone simili. Alla larga.

E se invece, come temo (a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca diceva Andreotti) non hanno risposto e non si espongono e non hanno l’ardire di obiettare e affermare di non condividere le uscite della loro presidente, o di dirmi papale papale lei è fottuto maschilista, sessista, ecc, non voglio avere a che fare con loro per un altro motivo. Perché, permettetemi la franchezza, mi fanno pena, nemmeno un filo di tenerezza, solo sincera pena, perché dimostrano di non avere un pizzico di coraggio, e di temere l’ira funesta della produttrice senese.

A queste pavide mi permetto di dare un suggerimento. Signore care, fate una scelta di coerenza, uscite dall’Associazione Donne del vino e fondatene un’altra più adatta a voi. Penso che Pecore del vino, pavide del vino, sia proprio quello giusto.

n.b.

non dimenticate di leggere anche il nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Nicola
Nicola
9 mesi fa

Provi a riflettere sul fatto che a molti produttori non fa piacere essere citati su sto blog, egregio

Giampiero PEZZUTI
Giampiero PEZZUTI
9 mesi fa

La guerra fra i generi e’ una follia tutta di produzione femminile.
Alla quale si aggiungono i velleitari capricci di sgradevoli sette che ,ad esempio, pensano di abolire i termini ” padre e madre”, intendendo sovvertire eterni e naturali equilibri che vogliono la coppia composta da un maschio e da una femmina. Stop.

Martina
Martina
9 mesi fa

Mi piacerebbe molto che i toni fossero stati diversi perchè secondo me si è persa un’ottima occasione per parlare con serietà di un tema che, ora, si è perso fra le maree di righe.
E’ successo tutto questo perchè (io lo credo) è giunto il tempo che si possa pensare di smettere di usare le caratteristiche fisiche di una donna come se fossero di una qualche importanza.E’ questo che molti uomini non capiscono possa urtare e annoiare ormai molte donne. E sarebbe bello che fosse tenuto in considerazione. E’ un po’ un dire basta, bòna l’è. Ha fatto il suo tempo.
Come in un articolo su un wine blogger non avrebbe senso alcuno parlare del suo fisico (magro grasso azzurro brutto appuntito o calvo) non si capisce come mai non si possa smettere di farlo anche scrivendo di wine blogger femmine.
E’ il non capire questo che rende la cosa frustrante. Siamo stufe che si usi il nostro corpo come elemento di una qualche importanza. E le chiedo, se vorrà rispondermi: perchè era così importante, per lei , dire che era magra (o grassa, o tonda o brutta o bionda?)

Martina
Martina
9 mesi fa
Reply to  Franco Ziliani

Sarebbe stato bello che avesse detto questo “Mi rendo conto che quella frase, marginale, ininfluente, lo riconosco, è inutile e superflua: sono anche spiaciuto di una cosa. Ho l’impressione che comunque questa faccenda sia stata cavalcata per scopi anche altri oltre alla causa del femminismo” Molte femministe sarebbe ro state oltremodo felici di essere prese in considerazione, al di là della diatriba in questione. Sono una felice amante del vino, ma non conoscevo nulla di tutto questo e nemmeno in suo blog.
Un sorriso

ale
ale
9 mesi fa

Solo perché la vedo poco portato per i luoghi comuni e le leggende metropolitane, le segnalo che Laura Boldrini non ha mai chiesto di essere chiamata “Presidenta”, bensì “Presidente”, in ragione della norma dell’uso del participio presente.
La storia de “la Presidenta” è una leggenda metropolitana alimentata a fine di polemica politica.

ale
ale
9 mesi fa
Reply to  Franco Ziliani

Persona documentata.
Le ho segnalato un fatto, lei mi risponde chiedendomi chi io sia.
Va bene lo stesso.

Tendenza

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