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Degustazioni

Basile: il sole pantesco nel bicchiere

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Pillole di gusto profumate di sole e mare dall’incanto di Pantelleria

Dopo essersi presentata, alla grande, con un bel pezzo d’esordio dedicato ai vini, Gavi e Dolcetto, de Le Marne, Simona Paparatto, sommelier A.I.S. varesina, torna a deliziarci con una bella presentazione dei vini di Fabrizio e Simona Basile che nascono nell’incanto di Pantelleria. Buona lettura!

Durante il mio soggiorno a Pantelleria, dovendomi trovare una sera in contrada Bukkuram, decido di fare la cosiddetta “chiamata dell’ultimo minuto” a Fabrizio Basile per chiedergli disponibilità di visita, pur sapendo che quelli di metà settembre sono giorni di vendemmia. Mi risponde una voce schietta e squillante: “Alle 16.30 non ti riceverei neanche se pregassi in ginocchio…ma non dovresti perderti i miei vini, quindi, puoi venire alle 17.30!” Così, dopo una sonora risata e qualche altra allegra battuta, abbiamo definito l’incontro.

Quella di Fabrizio e Simona Basile è una cantina relativamente giovane. Si trova a pochi chilometri dal mare, in quella che un tempo era una locale abitazione pantesca (dammuso), ristrutturata in modo ricercato, che oggi ospita appassionati e cultori dei vini di ‘nicchia’ di questo ventoso territorio dal suolo vulcanico. Sì, perché Fabrizio non ricerca i numeri, ma solo la qualità, rispettando la materia prima ed esaltando a gran misura le potenzialità che offre questa splendida isola, la più grande tra quelle siciliane, ad un passo dalle coste tunisine. Ne è anche dimostrazione il fatto che non realizza Passito liquoroso. Per lui la qualità parte dalla vigna! Produce, trasforma ed imbottiglia in loco le uve cresciute nelle proprie terre.

È del 2006 la prima vinificazione. Oggi la produttività è di oltre 40 mila bottiglie annue. 8,5 ettari sparsi su tutta l’isola, nelle contrade Bukkuram, Scirafi, Scauri, Rekale, Nikà, Mueggen, Ghirlanda, Barone, Kannaki. Pressochè nulli i trattamenti in vigna (con il rischio di buttare uva, spesso colpita da Tignola). L’allevamento è ad alberello basso. Contrariamente al pensiero dei più, per Basile questa è terra di rossi, ma polposi, fruttati, “di calore”!

Geologicamente Pantelleria è qualcosa di meraviglioso: la composizione del terreno è di antica matrice vulcanica (pomice, pozzolana, sabbia), che garantisce sempre la giusta umidità tanto che non c’è bisogno di irrigare. In alcune zone il terreno è più roccioso, in altre più secco. Vi sono dei cru, in prossimità del mare, in cui si vendemmia dai primi di agosto, mentre nelle zone più interne ed alte la vendemmia parte da metà settembre. L’azienda produce anche Merlot, Cabernet Sauvignon e soprattutto un interessante Cabernet Franc, intensamente speziato e dinamico, coltivato a 150 mt dal mare.

Breve rassegna di alcuni dei vini degustati

SORA LUNA 2019 Pantelleria DOP Bianco 13%vol. Acciaio. È l’unico bianco creato in azienda: da uve Zibibbo in purezza, per seguire l’ereditarietà di Pantelleria.

Sentori di fiori bianchi: gelsomino, zagara, biancospino, acacia. A seguire un fragrante ventaglio di erbe aromatiche: rosmarino, salvia, zenzero. Grande freschezza e buona sapidità. Ottima l’intensità aromatica. Consigliato all’aperitivo, ma anche con antipasti di pesce saporiti. Da provare in abbinato alla sardina fritta o alla polpettina di sgombro!

SCIUSCIU’ 2016 Terre Siciliane IGP Prodotto da un vigneto chiamato Barone, reimpiantato dopo la fillossera con marze tunisine di proprietà di Fabrizio da 3 anni. Dedicato alla cagnolina di casa! La base è Merlot con Nero d’Avola e Nerello Mascalese. Fatta, però, un’attenta analisi del DNA di tali vitigni (presso il centro ricerche CREA in Friuli), si è evinto che possano essere cloni molto vecchi di Cannonau, Nerello Cappuccio e Carignano.

Frutta succosa al naso: ciliegia e mora. Il sorso è vigoroso, ma di classe. Elegante e suadente. Tannino morbido e seducente, in perfetta armonia con la prorompente freschezza che lo affianca, arricchendolo. Buona la persistenza gustativa sempre con un riverbero di frutta polposa, succosa… goduriosa!               

FRATE SOLE 2018 Terre Siciliane IGP. Cabernet Franc in purezza. Coltivato a 250 mslm, nella zona di Scavoli. Il vigneto è completamente esposto al sole con influenza del mare. Ottima personalità tutta pantesca.

Subito spezie ed erbe aromatiche prevalgono al naso: salvia, timo, rosmarino, ginepro, alloro, sfumature verdi di mirto. In bocca freschezza fruttata! L’aroma minerale, balsamico prevale. La trama tannica, sebbene ancora in crescita, lascia presagire un futuro di carattere. Conclude lungo, fresco e pepato con un’accattivante nota iodata.       

SELEZIONE 41 2014. Zona contrada Bukkuram. Deriva dall’unione di 40 tipologie di uve a bacca rossa realizzate in un vigneto sperimentale: si studiava quale uva rossa potesse crescere meglio nel territorio. Fabrizio è entrato nella gestione di questi uvaggi creando un unico vino, aggiungendo 40% del suo Cabernet Franc. 50% affina in acciaio 50% con metodo Solera, in vecchie botti di rovere. Ogni 4 anni viene unito ed imbottigliato. Malolattica svolta. Cordone Speronato.

Luminoso rubino dai riflessi violacei. Bouquet vigoroso al naso: fruttato di lampone, mora, ciliegia, prosegue con una vigorosa vena speziata di chiodo di garofano e pepe nero. Avvolgente e pieno al gusto con tannino poco invadente e ben sorretto dalla buona spinta acida. La chiusura è lunga e persistente, con ritorni di frutta matura e sbuffi iodati. Armonico. Abbinato a carni rosse, ma da provare con tonno fresco.

SHIAMIRA Passito di Pantelleria DOC 2015 (Principessa Simona) 100% Zibibbo. L’inizio di vendemmia è a fine agosto. Lo Zibibbo si stende e si fa appassire per 40 giorni; a metà settembre si vendemmia l’uva che va subito in acciaio: si crea la base mosto, 3 gg macerazione sulle bucce: tolte queste, si aggiunge 60% di uva passa. Affinamento 1 anno in acciaio e 6 mesi in bottiglia.

Oro antico. Esordisce con note mediamente intense di uva sultanina, fichi secchi, marmellata di arancia amara, dattero, frutta tropicale candita, mentuccia, cedro, albicocca disidratata. La dolcezza di bocca, è sorretta dal giusto appeal sapido e dall’immancabile freschezza, tutto in perfetto equilibrio. Finale ampio, elegante, raffinato! Appagante nei profumi come anche al sorso. Nettare che racchiude in sé il palpito vigoroso di questa meravigliosa terra pantesca!

SHAMIRA Passito di Pantelleria DOP 2009, è stata l’unica medaglia d’oro italiana al CERMIN “Mondial Des Vins Extremes 2016”, il concorso enologico che seleziona e premia i vini unici per storia, tradizione, ambiente viticolo e paesaggistico e che presentino estreme condizioni di produzione, ovvero grandi difficoltà oggettive come la coltivazione su isole, vigneti ad altitudini e con pendenze eccezionali, vigneti terrazzati. https://www.cantinabasile.it/i-premi/

Una nota a parte meritano le due Riserve: PRESCELTO 2008 Passito di Pantelleria DOP, (6 anni in piccole botti di castagno poste all’ombra di una palma) e SHAMIRA NON SHAMIRA 2006, Passito di Pantelleria DOP, (8 anni in piccole botti di acacia poste all’esterno). Questi vini assumono spessore e progressione di profumi   ed aromi: non solo agrumi e frutta candita, fichi, datteri e miele di castagno, ma cacao, cioccolato, caramello, caffè, ed una incisiva nota sulfurea, minerale, formano una sinfonia olfattiva che continua e persiste intensamente anche in bocca durante e dopo la deglutizione, rendendo poco percepibili i 14,5 gradi alcolici grazie alla spiccata sapidità ed alla caratterizzante freschezza. Rotondi, intensi, pieni, dal lungo ed articolato finale gustativo. Ottimi con una ampia gamma di abbinamenti. Per me, primi tra tutti i formaggi blue, ma anche bevuti in solitudine.

Fabrizio Basile: personaggio eclettico, energetico oratore nonché profondo conoscitore dalla sua terra. Ciò che di lui mi ha più colpita è l’entusiasmo con il quale porta avanti le proprie idee, i progetti: creare solo CRU, sottolineando il concetto di zonazione (in base al microclima, alla distanza dal mare, alla composizione dei terreni, alle pendenze, all’esposizione solare), raccontando il grappolo d’ uva in vigna, sensibilizzando con più “cultura del territorio” e meno degustazioni: “solo pillole di gusto “cit.(Basile), difendendo i suoi ideali con fermezza, anche tenendo testa a chi cerca di rallentare il suo cammino. Fa parte del consiglio di amministrazione del Consorzio Volontario di Tutela e Valorizzazione dei vini a Doc di Pantelleria (promotore della tutela della pratica agricola della Vite ad Alberello di Pantelleria in sede internazionale e definita con la sua iscrizione nel registro dell’Unesco).

Proporrò l’introduzione della menzione ‘‘Riserva’’. Voglio creare un’associazione di vignaioli di Pantelleria, per differenziarci da tutti coloro che imbottigliano in Sicilia. È arrivato il momento di cominciare a distinguerci e di fare qualcosa che sia diverso dalla solita Doc” cit.: (F. Basile).

Certamente ce la farai!

Simona Paparatto

n.b.

non dimenticate di leggere anche il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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