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Degustazioni

Barbera IGT Pavia Cà di Spagneu 2019 Fratelli Ferrari

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Schietta, sincera, ruspante il giusto: ne stappi una e ne berresti due

Dai bella gente, lasciamo stare stagionati colleghi che invecchiano male e vanno in aceto e scrivono castronerie e diffamatori matricolati, e andiamo al pratico. Voi quanto siete disposti a pagare per un vino quotidiano, un vino da bere tutti i giorni fregandovene se sia sulle guide o no e di cosa ne scrivano Cernilli, Pignataro, Macchi, e anche quel fenomeno del sottoscritto?

Occhio che quando dico “vino quotidiano” non penso ad un vino in tetrabrik come quel Tavernello che tanto è piaciuto (a gratis?) a Luca Gardini e ad un simpatico sommelier oste fiorentino, parlo di un vino serio, con tappo di sughero, bottiglia di vetro, prodotto da una vera azienda agricola, mica da mega cooperative (rosse, ça va sans dire), grandi imbottigliatori e commercianti.

Siete disposti a spendere per questo vino quotidiano la bellezza di 4 euro e mezzo? Bene, se ci state, vi regalo un consiglio.

Andiamo insieme in Oltrepò Pavese, croce e delizia mia e di tanti che ne seguono le vicende con un atteggiamento catulliano, odi et amo, in una cantina che si trova in un paese dall’antica vocazione vitivinicola, Oliva Gessi, in un’azienda, condotta da Roberto e Massimo Ferrari, l’azienda agricola Fratelli Ferrari, che coltiva Barbera, Croatina, Chardonnay, Pinot Nero e Riesling Italico da oltre mezzo secolo.

Non fate molto caso al loro sito Internet, dalla grafica che risale al paleolitico inferiore, e dai contenuti sui quali beh, lassuma pert… Io penso sia interessante leggere quanto dicono sul tipo di lavorazione delle uve che fanno “che non é massimale ma molto differenziata, le quantità prodotte su ogni tipo di vino sono limitate, le produzioni sono ridotte nei quantitativi, quindi più facilmente controllabili rispetto alle mono varietà. Nella lavorazione del vino, ci sono gesti che l’uomo ripete da secoli, acquisiti e interiorizzati, ma non per questo meccanici o casuali. Ogni passo, ogni decisione segue un calendario di “riti” scanditi dalla natura e dai suoi processi: la pigiatura, i travasi, il riposo nelle botti… Ogni gesto dettato da una naturale ricerca della qualità e della pienezza di un buon vino”.

Io dei Ferrari, che producono anche una buona Bonarda, Ambrusena, di cui vi dirò a tempo debito, e tre bianchi che non ho assaggiato, voglio consigliarvi caldamente la Barbera Cà di Spagneu, una Barbera giovane, scattante, che non tocca legno ma è vinificata, udite udite, in vetroresina e cemento. Una di quelle Barbere che magari non avrà i muscoli (o meglio, le tette della quarta) di certe Barbera d’Alba o Asti cui siamo abituati, ma che ha nella piacevolezza e nella capacità di farsi bere a secchiate, con quel che costa, poi, la sua forza.

Ve la racconto in sintesi. Colore rubino violaceo intenso, naso vivo, intensamente vinoso succoso, floreale e terroso fresco e salato, al gusto si fa apprezzare per la vivace acidità e la consistenza terrosa, ha nerbo e carattere, piglio leggermente “ruspante”, e goloso. Una Barbera schietta e sincera, senza tante balle, la stappi e la bevi a fiumi. Abbinata ad un salame di quelli giusti, di quelli che nella terra complicata e magnifica del Buttafuoco e del Cruasé, ma ahimé anche del Pinot nero vinificato in bianco e frizzante, non mancano.

n.b.

non dimenticate di leggere anche il nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Marianna
Marianna
6 mesi fa

tu che dai dei marchettari agli altri, dicci quanto ti hanno dato quegli sconosciuti produttori perché tu scrivessi così bene del loro Barbera!
Vergognati, tu sei più sporco di quelli che accusi

Tendenza

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