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In taberna quando sumus...

Aiutiamo i ristoratori in difficoltà: dal Roero una bella proposta

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Paga ora un pranzo che farai quando i locali potranno riaprire

Il mondo della ristorazione in Italia, per colpa del dannato coronavirus, ma anche a causa di un governo imbelle, imbecille, incapace, che speriamo si tolga dalle… martedì, è in grandissima difficoltà. Le continue chiusure, le incertezze sui tempi di apertura, il caos che regna, stanno mettendo in ginocchio tanti locali.

Che fare? Poiché di DPCM in DPCM la situazione peggiora e c’è il rischio che tanti, non potendo campare dei favoleggiati “ristori”, che arrivano e non arrivano e quando arrivano sono ridicoli e assolutamente insufficienti, non ce la facciano e chiudano per sempre, bisogna fare qualcosa. Non a parole, ma qualcosa di serio, di concreto, per aiutare tanti appassionati di cibo e di vino, che della difficile arte dell’accoglienza, della capacità di mettere a loro agio amici prima che clienti, di regalare loro qualche ora di serenità e spensieratezza quando siedono ai loro tavoli hanno fatto, con impegno, fatica, professionalità, un lavoro.

Un lavoro che è una scelta di vita, un qualcosa che hanno nel sangue, per cui sono nati, che fanno meravigliosamente meglio di qualsiasi altra cosa nella loro vita possano fare.

Non credo, pur non essendo affatto uno che si adegua da pecora alle regole idiote imposte dal Sistema, da questo sozzo Sistema che pretenderebbe di regolare le nostre vite, e auspicando anzi una sollevazione, una rivolta di tutti gli italiani per bene, se necessario una vera rivoluzione che faccia tabula rasa dei mascalzoni di ogni colore che stanno, a spese nostre, a Roma e nei vari consigli regionali (gente che andrebbe cacciata a calci in culo), che la soluzione giusta sia quella prospettata dai ristoratori che brandendo l’hastag #ioapro hanno deciso di sfidare i decreti e in questi giorni hanno aperto i loro locali.

Così facendo non otterranno altro risultato che essere colpiti di più, in base alle indicazioni del peggiore ministro degli Interni della storia, l’amica degli invasori, quella che ha favorito un +400% di sbarchi di disperati dalla Tunisia, il triplo di invasioni rispetto a quando era ministro quel “fenomeno” da baraccone di un Salvini, che pure il fenomeno invasione aveva tentato di bloccare, da multe, ordinanze di chiusura, repressioni poliziesche.

Credo che l’unica soluzione, oltre a quella di aiutare i nostri amici ristoratori accogliendo le proposte di delivery, non dei furbetti stellati che cercherebbero di farti pagare anche nel servizio a casa i prezzi esosi e ladreschi che praticano quando sono normalmente aperti, se il nostro portafoglio ce lo permette, se ci teniamo davvero che le loro imprese resistano e loro non tirino giù le serrande per sempre, creando problemi infiniti ai dipendenti e alle loro famiglie, e di riflesso ai loro fornitori (di materie prime e vini in primis), sia quella di “adottarli” in qualche modo.

Di dare loro un segno tangibile che vogliamo aiutarli a stare a galla e superare ‘a nuttata, che speriamo se ne vada presto, come i cialtroni del governo Conte bis.

Un’idea intelligente del genere, e sono lieto di rilanciarla da questo blog che il Piemonte ha nel cuore, è venuta ad una persona che anni fa ho conosciuto quando era Sindaco di Serralunga d’Alba, un cittadino italiano di origini catalane che corrisponde al nome di Luis Cabases. Di cui anni fa criticai l’operato quando, da primo cittadino di quel meraviglioso borgo barolesco, non fece nulla per ostacolare il sorgere, in una conca meravigliosa tra i vigneti da cui nascono alcuni dei migliori Barolo, quello sconcio, quell’oltraggio al paesaggio di Langa, del Boscareto resort

Quella colata di cemento e vetro e acciaio al cui interno si trova un ristorante che, come ho fatto notare di recente, ha mantenuto (forse perché i proprietari sono ricchissimi e potenti?) la stella Michelin nonostante sia chiuso da un anno, dove non ho mai messo a mai metterò piede, considerandola al pari di un eco mostro. Che, comandassi io, verrebbe abbattuto con una bella esplosione di dinamite.

Bene, il buon Cabases, di cui avevo perso le tracce e pensavo vivesse a Torino, che è anche giornalista e impegnato nel sindacato dei giornalisti, da qualche anno si è reinventato oste, e con la sua compagna Monica ha rilevato una trattoria in Roero, in quel bel posto che è Govone.

Il locale si chiama Trattoria Pautassi e fa ovviamente cucina e piatti tipici del territorio senza avere pretese stellate. Proprio quel tipo di ristorazione che piace a me, umana (anche nei prezzi) rilassata e rilassante, dove la gente va, mangia, capisce quello che ha nel piatto, si diverte, si rilassa, e non deve fare un mutuo per un pranzo o una cena.

E cosa si è inventato quel geniale di un Luis Cabases per provare a fronteggiare la crisi, il lockdown, le chiusure forzate, l’impossibilità di fare il proprio lavoro, di guadagnarsi onestamente da vivere? Una bella idea, che potete leggere qui e che chiama i clienti, a questo punto soprattutto amici, ad una prova di fiducia nella possibilità di riapertura del locale, e un impegno per sostenere il loro lavoro.

Leggete cosa scrivono Monica e Luis.

In un momento come questo noi di Trattoria Pautassi abbiamo bisogno di voi…

Quando riapriremo non lo sappiamo. Per ora vi facciamo una proposta conveniente per voi e per noi: Pagate ora un pranzo per una persona, venite a mangiare in due nelle prossime settimane per assaggiare la cucina di Monica.

Si tratta di un pasto completo per due persone (la seconda non paga) che comprende: un antipasto misto con: battuta di vitellina piemontese, vitello tonnato, insalatina di Raschera, sedano e nocciole, agnolotti del plin alla moda nostra, muscolo al nebbiolo del Roero con contorno del giorno. E poi dolce del giorno, un calice di vino, pane, acqua, caffè e servizio

Paga oggi e vieni quando vuoi: 40,00 Euro

Come si fa?

1 – fai un bonifico di 40,00 euro al seguente IBAN: IT75J0538746170000038512378

2 – invia copia del bonifico via mail a info@trattoriapautassi.it oppure via Whatsapp al 335214539

3 – appena accreditata la somma riceverai una mail di conferma che userai come voucher per venire a pranzo da noi

Potrai utilizzare il voucher fino al 31 marzo 2021, anche nei weekend, previa prenotazione

Nel caso non potessi utilizzare il voucher entro la data indicata potrai utilizzare la somma di 40,00 euro quando tu vorrai entro la fine del 2021. Per ora un grazie di cuore! Monica e Luis Cabases.

Non è una bella idea la loro? E perché non estenderla e applicarla ad altri ristoranti che abbiamo nel cuore?

Forza bella gente, mettiamoci una mano sulla coscienza e una al portafoglio e aiutiamo i nostri amici ristoratori a resistere! Give restaurants a chance!

n.b. non dimenticate di leggere anche il nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblogwww.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Mistermalico
Mistermalico
8 mesi fa

Bella iniziativa, io aderisco subito, Grazie per la segnalazione.
P.S. Vediamo se anche per questo articolo qualcuno avrà da ridire visto che ogni Suo commento suscita insurrezioni popolari 🙂

Max
Max
8 mesi fa

Gentile Ziliani non condivido nulla del suo corollario all’iniziativa del ristoratore che ci presenta. Non i pareri che dispensa, non i toni non i giudizi. Apprezzo però l’iniziativa del ristoratore e la trovo meritevole di condivisione. Almeno su questo siamo d’accordo, grazie

Mal
Mal
8 mesi fa

Non credo piaccia a tutti i ristoratori. Sarebbero obbligati a emettere lo scontrino fiscale.

Tendenza

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