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Mon coeur mis a nu...

Langa amore mio perdonami, ieri sera ti ho tradito

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Lo confesso, ho perso la testa per una Brunella diciannovenne…

Non so come dirtelo tesoro, mi sento in colpa, sono terribilmente imbarazzato, non pensavo potesse mai accadere, ma è successo e ora mi sento un verme a dirti, anche se non trovo le parole, che ieri sera, amore mio dolcissimo, luce dei miei occhi (e del mio palato) ti ho tradito.

Era un po’ di tempo che lei mi faceva l’occhiolino, che mi lanciava segnali chiari, sembrava quasi provocarmi e dirmi “prendimi, fammi tua, cosa aspetti?”. Io per un po’ ho resistito, ho aspettato (non volevo ridurmi ad essere una specie di Berlusconi, ma sì quel ricco e vecchio puttaniere di Arcore che ha una speciale passione per quelle molto ma molto più giovani di lui…), che diventasse almeno maggiorenne, almeno per non avere guai con la legge, poi ieri sera, cerca di capirmi, la carne è debole e la lontananza fa brutti scherzi, ferisce, fa soffrire, ho ceduto…

È un po’ colpa tua, in fondo, se mi sono accompagnato, gioiosamente, voluttuosamente goccio dopo goccio, pardon, attimo dopo attimo, baci e respiri affannosi uno dopo l’altro, a quell’altra.

Io volevo tanto raggiungerti prima di Natale, riabbracciarti, ritrovare i nostri consueti giochi d’amore, rinnovare i nostri abbracci, i mille baci, le carezze, risentirti ancora mia, come ti sento fin dalla prima volta, da 36 anni a questa parte, dalla prima volta che ti incontrata ed è stato subito amore a prima vista, colpo di fulmine, giuramento di fedeltà eterna.

Invece, a causa di quel cialtrone pugliese con la pochette, il nostro incontro, che doveva avvenire domani, 23 dicembre, e poi continuare il 24, e magari proseguire a Natale, chissà, è stato rimandato a data da destinarsi, dopo l’Epifania, lo spero tanto, ma in questa Italietta di… cacca non si sa nulla, niente è certo, tranne l’inadeguatezza e la cialtroneria suprema di quella banda di dilettanti allo sbaraglio che ci sgoverna e l’ineluttabilità dello scorrere del tempo e la crudeltà che possono avere certe donne. Soprattutto quando sono nate à Paris…

Comprendimi, ero così triste ieri sera, così solo, così disperato per il nostro mancato abbraccio, che non ci ho visto più e davanti a quella brunella diciannovenne, affascinante come possono esserle certe giovani donne altolocate toscane (permettimi, un po’ più eleganti e raffinate come sono, salvo eccezioni, le mie adorate vigneronnes langhette), davanti al suo corpo setoso, alle sue curve perfette, al suo charme, a quella capacità, incredibile, di lasciarti senza fiato, di toglierti il respiro, tanto era bella, tanto era tremendamente sexy, ma senza volgarità alcuna, in maniera elegante, morbida, suadente, rotonda, ho dovuto cedere, lasciare che le difese cadessero e mi sono abbandonato al suo caldo abbraccio.

E’ stato bello, credimi, vivere questo momento magico, ci pensi, io, 64 anni, unito in un momento d passione infinita con una diciannovenne (più giovane d mia figlia di 16 anni, mamma mia, che vergogna!), e per un’ora almeno non pensare a Laura, Francesca, Tiziana, Elena, Maria Cristina, Marta (che almeno ha 35 anni), Maria Teresa (che ha un moroso inglese che se mi dà una sberla mi fa pirlare per un’ora almeno), Eleonora, Rossana (inarrivabile, è sposata, anzi sposatissima e ha un marito manager friulano in gambissima), Roberta, Nadia (mannaggia tutte le langhette che bramo sono o tutte sposate o troppo giovani, oppure non mi vedono nemmeno…), Marina, Bruna (che sarebbe un magnifico partito, ha delle vigne, in zona Barbaresco e a Serralunga d’Alba, da urlo). Oppure a Elena, che è davvero bella, e il cui padre ha una vigna da sogno da cui nasce il Barolo del mio cuore, il Monprivato di Castiun Falàt…

Ieri sera vi ho lasciate tutte da parte, langhette mie adorate, e sono stato completamente di Argiana (la chiamo al femminile per salvare le apparenze, io sono come Jerry Calà e ai maschi preferisco sempre la cara vecchia…) ovvero di Argiano come si legge in etichetta, in abito, pardon, etichetta, nera,  Brunella(o) nata a Montalcino nel 2001, diciannovenne da urlo, dolcissima, tenera, risplendente di riflessi granato nell’ampio bicchiere (di Riedel, ça va sans dire) dono di una quelle langhette sopra nominate la cui famiglia, da Barbaresco caput mundi, lo distribuisce in tutta Italia.

Una Brunella stupenda, nata in un anno perfetto per le Donne, insomma, diciamo per i vini di quel borgo collinare senese, ma anche per te mia adorata Langa, un parto non difficile al quale aveva assistito, dando i suoi preziosi consigli, un piemontese nato a Poirino che ha poi fatto fortuna in Toscana fino a diventare famoso in tutto il mondo, un certo Giacomo Tachis…

bsh

L’ho amata perdutamente quella Brunella, ho lasciato che facesse di me quello che voleva, sono stato perdutamente, completamente suo, e lei, Argiana, è stata mia, siamo stati uniti, lei profumava di ciliegia matura, di prugna, tabacco, cuoio, di spezie orientali tipo il sandalo, mi regalava baci appassionati dal tannino setoso e vellutato, senza un spigolo, ancora polputa e in carne (bella forza, se non lo sono a diciannove anni, quando lo sono, a 62?), golosa, morbida, avvolgente, mi ha regalato, mentre ascoltavo la “mia” divina Hélène suonare come solo lei sa fare, il Concerto per pianoforte numero 2 di Rachmaninov, un paio di ore da sogno.

È stato l’amore, travolgente, di una serata, ma credimi amore mio, Langa dolcissima, colline e bricchi dei miei occhi, luce della mia vita, mia gioia, mia passione infinita, mio tutto, credimi, anche quando è stato il momento supremo, l’apoteosi di due corpi (e daje, un bicchiere di vino e un bevitore un peu agée e basta) che si uniscono, non ho mai smesso, nemmeno per un attimo, di pensare a te, mia adorata.

Perché tu e tu sola sei il mio grande amore, io amo solo te, Je t’aime Langa adorata, Langa on my mind… Non dimenticarlo mai che you belong to me…

n.b.

non dimenticate di leggere anche il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Smontavo
Smontavo
8 mesi fa

Sarà poi così difficile parlare di vino senza buttarla in politica?

Tendenza

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