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Enoriflessioni

È nato il Centro Studi sul Pinot Nero a Montecalvo Versiggia

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Gianluca Ruiz De Cardenas “pinotnerista” di gran pregio commenta

Alleluja bella gente, scopro, non perché l’abbiano fatto sapere in giro (forse sono timidi, forse preferiscono operare in gran segreto, forse stanno studiando e stanno meditando chissà quale clamorosa uscita e azione di comunicazione – forse un gemellaggio con Romanée-Conti) solo grazie all’amico Gianluca Ruiz de Cardenas, produttore sommo di Pinot nero vinificati in rosso e di grandi metodo classico in quel di Casteggio, cui è stato chiesto dalla testata settimanale Il Ticino un commento in merito, che a Montecalvo Versiggia è nato un Centro culturale del Pinot nero.

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Mi chiedo se sia altra cosa, rispetto ad altra misteriosa entità, la fantomatica Associazione Terra del Pinot nero che si propone, operando sotto traccia, in gran segreto, come Centro etnografico e culturale del Pinot nero, e pubblicando con grande piacere le riflessioni, come sempre acute, dell’ottimo Gianluca, un gentiluomo con qualche primavera sulle spalle, al quale dovrebbero ispirarsi tutti coloro che producono metodo classico e Pinot nero in terra oltrepadana, la sua sarà pure una “boutique winery”, ma i suoi vini raggiungono rari livelli di eccellenza, mi auguro che questo novello Centro culturale non sia l’ennesima realtà associativa partita con buone idee e sani propositi e poi andata tristemente a remengo, sorta nella terra della Bonarda, del Buttafuoco e del Pinot nero vinificato in bianco, frizzante. E ho detto tutto. Buona lettura.

bmd

Apprendo con interesse della costituzione del Centro studi sul Pinot Nero a Montù Beccaria e mi auguro che abbia miglior seguito rispetto ai cosiddetti Stati Generali del Pinot Nero, annunciati con grande enfasi nel Novembre 2011 da parte del Consorzio Tutela Vini OP e poi finiti in nulla. 

Quanto ai motivi per i quali nel 1979, milanese fuori sede, scelsi di acquistare una piccola vigna a Casteggio ed iniziare una produzione di vino dal vitigno pinot nero, bisogna risalire alle molte esperienze pregresse come cultore di vini di pregio, che mi avevano portato in giro per il mondo visitando cantine e vigneti. In particolare in Francia dove la Bourgogne era la mia destinazione preferita ed i cui vini rossi da pinot nero suscitavano il mio entusiasmo.

Visto che in Oltrepò esisteva già una produzione di questo vitigno destinato alle uve da spumantizzazione e che il parallelo geografico, e quindi le condizioni climatiche, era molto vicino a quella della Bourgogne, mi chiesi perché non sperimentare anche la vinificazione in rosso, come già si faceva in qualche altra zona italiana tra le quali l’Alto Adige.

Con la collaborazione del professor Attilio Scienza, allora titolare della cattedra di Viticoltura all’ Università di Milano, piantai le viti con i cloni adatti alla produzione di uve per vini rossi ed iniziai questa produzione, precedendo di qualche anno le altre aziende oltrepadane che seguirono questa strada.

Nei decenni che seguirono aumentò notevolmente il numero delle aziende che includevano vini Pinot Nero nella loro gamma, ma sempre come produzioni di nicchia visto che il mercato di questo vino è limitato e le cure richieste dalla sua produzione sono notevoli tanto da incidere in modo sensibile sui costi di produzione.

Del resto se la coltivazione delle uve pinot nero su base mondiale è limitata allo 0,48% del totale ci sarà un motivo, che è dato principalmente sia dalla produttività limitata, dalle molte cure richieste e dalla variabilità stagionale della produzione, oltre al fatto che le zone vocate sono minime.

Mi chiedete della mia collezione di vini, ma io non sono un collezionista, semplicemente ho ritenuto utile conservare un certo numero di bottiglie delle annate prodotte (che non sono tutte, ma solamente quelle valide), cosa che stranamente altri produttori oltrepadani pare non abbiano fatto.

Lo scopo era ovviamente quello di controllare l’evoluzione di ogni millesimo mediante periodiche degustazioni, per cui mi trovo attualmente con bottiglie di Pinot Nero della mia Vigna Brumano, tra i primi toponimi ad essere registrati in Regione, a partire al millesimo 1985. Credo che su base nazionale non vi siano altre raccolte del genere e se il Centro Studi del Pinot Nero fosse interessato ad effettuare degustazioni di studio sarei lieto di metterla a disposizione.

Gianluca Ruiz De Cardenas

n.b.

non dimenticate di leggere anche il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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fabio
fabio
3 mesi fa

ci sono certi vitigni che andrebbero lasciati stare se lontani dal terroir d’elezione… e l’Italia non è tale…

Tendenza

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