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Mon coeur mis a nu...

A Tramin una bella commemorazione di Paolo Foradori

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Amici, colleghi, kellermeister lunedì hanno reso omaggio ad un grande Uomo

E’ valso la pena prendere il treno da Bergamo, sfidando i ridicoli divieti di spostamento da regione a regione di un governo barzelletta con velleità dittatoriali, per arrivare a Bolzano, sfidare la neve che lunedì mattina in tutto il Süd Tirol è scesa copiosamente, per essere lunedì pomeriggio alle 14.30 presso la sua cantina, Hofstätter, posta nel cuore del borgo, ai piedi del maestoso altissimo campanile, insieme a tante persone commosse per ricordare, in una cerimonia di grande civiltà e compostezza, un grande Uomo, prima che un gigante del vino altoatesino come Paolo Foradori, scomparso ad 85 anni la scorsa settimana.

È stato bello, per chi come me l’Alto Adige – Süd Tirol l’ha nel cuore dal lontano 1982, quando ci salii con la mia futura moglie per la prima volta, e la Weinstrasse al cui centro si trova Tramin, l’ha percorsa innumerevoli volte in tanti anni, per lavoro e per piacere, tornare a Termeno lunedì per rendere omaggio ad una persona davvero speciale per umanità, ironia, lungimiranza imprenditoriale, simpatia, come è stato, nel corso della sua lunga e credo felice vita Paolo Foradori.

E’ stato bello, e ogni volta questa percezione finisce con il conquistare chi come me non è nato in queste vallate stupende, ma per il mio lavoro di giornalista del vino e per il piacere di turista, tante volte d’estate, ha imparato ad avvertirle come un luogo eletto dell’anima, sentire il senso di quella parola tedesca che è heimat, che tradurre come comunità umana è riduttivo, ma che esprime un senso di appartenenza intimo che ha connotazioni culturali, etniche, religiose, etiche e che ha visto tante persone (molte altre non hanno potuto raggiungere Tramin perché bloccate dalla neve che scendeva copiosa sin dalla notte di domenica) riunirsi attorno a Martin Foradori e a sua sorella, alla famiglia di Martin, agli amici che l’hanno conosciuto, per un momento di grande bellezza e civiltà.

È stato suggestivo ascoltare la musica suonata dai corni da caccia e da ottoni di membri della banda e di colleghi cacciatori di Paolo, ascoltare le parole di ricordo, asciutte, tenere, piene di affetto, pronunciate dai figli, dalla moglie di Martin Foradori, da uno dei nipoti che parlando in tedesco ha ricordato il suo caro Nonno.

E’ stato consolatorio e dolce pensare che Paolo sorridesse vedendo così tante neve e tanti colleghi del vino (ho salutato suoi bravissimi colleghi kellermeister come Luis Raifer, Hans Terzer, Willi Stuerz tra i tanti) riuniti in un cortile interno della cantina, per dirgli ancora una volta grazie per come ha vissuto intensamente la propria vita, tracciando percorsi importanti e decisivi per l’affermazione e la conoscenza in tutta Italia e poi nel mondo di due vins du terroir, di due vini identitari come il Blauburgunder (Pinot nero) e il Gewürztraminer, ai quali Paolo ha dedicato tante fatiche e tanta passione.

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Peccato che per le restrizioni dovute all’emergenza coronavirus non sia stato possibile fare un brindisi a Paolo. Io, in compagnia del collega e amico bolzanino Angelo Carrillo, che mi accompagnato in questi due giorni bellissimi trascorsi in terra altoatesina, dapprima ai 1200 metri di altezza dell’adorata Meltina a salutare vecchi cari amici come Marianne e Sepp Reiterer e il loro caro figliolo Michael, poi la mattina di lunedì dal bravissimo Lorenz Martini ovvero herr Comitissa a Cornaiano, poi terminata la cerimonia insieme a Willi nella sua Cantina di Termeno e infine, nel corso di una magnifica serata a casa di Franz e Luisa Haas a Montagna (dove ci ha raggiunto un’amica carissima, frau Doris Moser da Lagundo, con suo figlio Philippe) ho sempre alzato il bicchiere e dedicato un pensiero a Paolo, ai bei momenti trascorsi insieme, alle tante cose che mi ha insegnato. Con la sua umiltà, la sua arguzia, la sua auto-ironia, la bonarietà che lo contraddistinguevano.

E penso che il Blauburgunder riserva Schweizer 2000 in magnum di Franz Haas che abbiamo bevuto lunedì sera meravigliati da tanta bontà, eleganza e freschezza, sarebbe piaciuto tanto anche a Paolo che per la costruzione dell’immagine e della realtà di un grande Pinot nero italiano e altoatesino ha operato come pochi altri.

Zum wohl caro Paolo, che la terra ti sia leggera, non ti dimenticheremo, non ti dimenticherò mai…

n.b.

non dimenticate di leggere anche il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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