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Degustazioni

Boca 2016 Vallana

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Un Nebbiolo adorabile da trattamento Boca a boca..

Stanotte ho fatto un sogno strano. Ero ancora in Croazia, dove sono stato in agosto per scoprire l’incanto di Coral wine, stavo nuotando in quel meraviglioso mare, ma ad un certo punto mi sono accorto che non ce la facevo più a nuotare, che stavo per annegare…

Nel sogno ricordo che qualcuno, forse Marko Dusevic, mi riportò a fatica a riva. Facevo fatica a respirare, ero più morto che vivo e si rendeva dunque necessaria, per provare a salvarmi, la respirazione artificiale, quella bocca a bocca. Nel sogno ricordo di aver visto il volto bellissimo (anche il resto non era niente male…) di Maja, una splendente amica della moglie di Marko, e speravo che fosse lei a farmela, non Marko…

Poi però il ricordo si fa confuso e mi viene in mente solo che ad un certo punto mi sono messo ad urlare “la respirazione bocca a bocca no, voglio la respirazione Boca a Boca!”.

Ora capisco lo strano sogno, era l’effetto, stupefacente, di una bottiglia stupenda che vi consiglio senza esitazioni e che troverete abbastanza facilmente visto che è distribuita da quei due maghetti, padre e figlio, di Pietro ed Emanuele Pellegrini (conflitto d’interessi dirà qualche pirla: banner di loro Champagne come Guiborat, Jacquesson, Agrapart, Roger Pouillon, Francis Orban, Rémy Leroy campeggiano qui e su Lemillebolleblog, ma mica è colpa mia se loro propongono grandi vini di cui scrivevo anche in passato…), una bottiglia che viene dall’Alto Piemonte, proposta da un’azienda che se non esistesse bisognerebbe inventarla.

L’azienda, che visitai per la prima volta sette anni orsono (come vola il tempo!) in compagnia di una mia lettrice, una celeberrima wine writer from New York, Alice Feiring, paladina dei vini naturali, leggeteli tutti i suoi libri, in inglese o in italiano, vi faranno bene al cuore e alla mente…) in onore della quale aprirono uno sfolgorante Spanna di Montalbano 1955che ci commosse, si chiama Vallana e io all’epoca scrissi del suo vino identitario, il Colli Novaresi Spanna, annata 2008, e 2010.

Chi siano i Vallana – Fogarty (un’ala della famiglia è british) lo trovate raccontato nei miei articoli sopra citati e qui: “Antonio Vallana è un’azienda storica di questa regione, presente sul territorio da oltre due secoli.
L’azienda è oggi in una fase di grande rilancio sotto la guida di Francis e Marina Fogarty, i nipoti di Bernardo Vallana che portano avanti una doppia missione: da un lato la fedeltà assoluta a quei vini che grazie alle generazioni precedenti hanno portato Antonio Vallana a essere tra i riferimenti mondiali per l’Alto Piemonte, dall’altro la lungimiranza di giovani che credono fortemente alla potenzialità di uno stupendo territorio che riserva ancora molte sorprese”.

I Vallana operano, inutile dirlo con stile tradizionale (la barrique è sconosciuta, deo gratias!) in un territorio fortemente vocato alla produzione del Nebbiolo (localmente chiamato Spanna) che si esprime al meglio in questi terreni vulcanici a pH acido, su colline moreniche, con una varietà incalcolabile di sottozone, microclimi e cru che si trasforma in vini unici, con un’identità e con un potenziale di invecchiamento strepitosi.

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Loro producono anche Gattinara e, come si è già detto Spanna, ma io ho scelto per ritornare a parlare di loro un vino che è espressione, splendida, di una delle denominazioni più piccole e rare italiane, il Boca, il cui disciplinare non ammette l’uso del Nebbiolo in purezza ma richiede l’utilizzo di Vespolina e – a discrezione – Uva Rara. Segue un invecchiamento obbligatorio di tre anni, di cui almeno due in legno.

Sul loro sito Internet, all in English, nella scheda dedicata al Boca leggerete, traduco per voi come meglio mi riesce, che Boca è un vino raro e prezioso prodotto in una ristretta area dell’Alto Piemonte, intorno al villaggio di Boca, sulla riva est del fiume Sesia.

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Il nostro Boca è un blend di varietà autoctone, Nebbiolo (65/70%), Vespolina e Uva rara. Il Nebbiolo conferisce struttura e il corredo aromatico, le altre due uve freschezza e alcune note varietali. Le uve sono raccolte a mano separatamente a perfetta maturazione e la fermentazione si svolge in grandi vasche di cemento e il vino si affida per due anni in botti di legno di media e grande ampiezza. Ancora un anno o due di affinamento in bottiglia sono indispensabili perché il vino possa sviluppare tutto il suo potenziale.

Il resto ve lo racconto io. Colore rubino squillante con leggera vena violacea, naso freschissimo di incredibile nitidezza, teso, salato, con note leggermente speziate, salmastre, selvatiche, sfumature di pepe nero, ginepro, ribes nero, prugna, liquirizia e una punta di fragolina di bosco.

Bocca in continua amplificazione, sorso che parte leggero e conquista terreno, infinito, largo, pieno, con persistenza terrosa lunghissima tannino di assoluta suadenza e ricchezza di sapore. Un 2016 ancora freschissimo già meraviglioso ora, ma che tra qualche anno chissà cosa sarà mai…

Ma poiché del diman (soprattutto con quei mascalzoni al governo) non v’è certezza, chi vuol esser lieto sia, e stappiamo e gaudeaumus igitur!

n.b.

non dimenticate di leggere anche il nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Simone N
Simone N
8 giorni fa

Caro Franco,
È possibile sapere se Le uve le comprano o se vengono da vigneti di proprietà?
Grazie.

Simone N
Simone N
7 giorni fa

Gattinara interessanti, forse in deficit di pulizia e definizione in alcune annate, ma sicuramente dotati di personalità. Memorabile per la tipologia il Boca 2010. Dopodiché, amando il vitigno e i vini della regione, e conoscendo qualche produttore (non uso la parola amico per la valenza che do al concetto e perché sarebbe una forzatura cialtronesca), in un confronto, mi fu posta la questione che le ho girato nel commento.
La ringrazio per il consiglio; se un giorno avrò il piacere di incontrare il produttore glielo chiederò direttamente. Avendo avuto il piacere di leggere il Suo articolo sull’ottimo Boca di Vallana, ho colto l’occasione per la domanda di cui sopra.
Saluti.

Tendenza

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