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Editoriali

Sono incazzato, la rivoluzione non è alle viste e allora stappo un Langhe Nebbiolo..

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Un brindisi alla salute degli italiani, vessati da una dittatura strisciante

Quello che si paventava ieri sera oggi è successo. Gli imbecilli, per chiamarli con il loro nome, che sgovernano questo bene/maledetto Paese hanno emanato il loro provvedimento idiota, liberticida, antidemocratico, e hanno deciso di bloccare sostanzialmente per un mese la vita economica della nostra Italia.

Credo che questa decisione di far chiudere i ristoranti alle 18 entrerà negli annali della storia come una delle scelte più scriteriate, folli, prive di  senso (siamo al livello del furto, alias prelievo forzoso sui conti correnti dei cittadini italiani deciso dallo sciagurato governo del Dottor Sottile, alias Giuliano Amato, il 13 settembre del 1992) che mai governo italiano, dal dopoguerra ad oggi abbia preso.

Un provvedimento inutile, dettato da logiche allucinanti e molto insidiose, che spero tanto non dia il colpo di grazia alla pericolante economia italiana e che non getti nella disperazione intere categorie di cittadini, e contribuenti, vessati da un fisco rapace e incapace di scovare i veri evasori (ma li vogliono davvero trovare?) e oggi impediti, per decreto, di lavorare, creare ricchezza, intraprendere.

Che fare? Il mio pensiero l’ho espresso a chiare lettere ieri sera, quando il provvedimento era solo una minaccia e non ancora una realtà, in questo articolo: bisogna andare a Roma e cacciarli via tutti, quelli al governo e quelli dell’opposizione (di loro salvo solo, ma con molte riserve, la Meloni, che oggi ospite a Mezz’ora in più trasmissione di Rai 3 della compagna Lucia Annunziata, giornalista militante, anche se di grande professionalità, si è difesa come un leone e ha fatto un’eccellente figura) e fare la rivoluzione, con tutto quello che comporta.

Consapevoli, come diceva Mao Tsé-Tung (o Mao Zedong?) che “la rivoluzione non è un pranzo di gala; non è un’opera letteraria, un disegno, un ricamo; non la si può fare con altrettanta eleganza, tranquillità e delicatezza, o con altrettanta dolcezza, gentilezza, cortesia, riguardo e magnanimità. La rivoluzione è un’insurrezione, un atto di violenza con il quale una classe ne rovescia un’altra”.

Le decisioni di questo infame governo, il peggiore della storia repubblicana, persino peggiore di quello giallo verde (con il demagogo Salvini ministro degli Interni da spiaggia e da Papete), di tanti governi guidati dal puttaniere di Arcore o di molti altri ancora, penso che alla fine si ritorceranno su chi le ha prese e porteranno, se gli Dei ci assistono, alla fine di questa parentesi oscura della storia italiana.

Con il decreto firmato dall’ipocrita avvocatulo di provincia con pochette, dal servitore sciocco degli interessi della Troika, siamo entrati, anche se pochi lo dicono, in una forma di dittatura, non dichiarata, ma che in effetti è tale nella pratica.

E fortunatamente si manifestano, deo gratias, forza!, le prime forme di rivolta popolare, che solo una fanatica come l’ex presidente della Camera, può tacciare di “fasciste” ma che sono solo invece l’espressione spontanea di un malcontento e di una rabbia crescente da parte degli strati popolari, sempre più colpiti nella loro quotidianità.

Che fare dunque come diceva il compagno Lenin (vale la pena rileggere o leggere per la prima volta questo testo sacro del comunismo)? Preparare e organizzare la protesta popolare e entrare nell’ordine di idee che presto o tardi, prima che la situazione diventi insostenibile, bisognerà agire. In quali forme è ancora tutto da vedere, da studiare…

Nell’attesa, con i corbelli che mi girano a velocità vorticosa, e le mani che mi prudono, eccome se mi prudono, oggi ho cercato consolazione in un vino giovane, semplice, schietto, beverino, serio. Un vino di territorio, un vino figlio del vitigno che più di ogni altro nel cor mi sta, RE Nebbiolo.

Un vino giovane, è un 2019, che nasce a Barolo (borgo dove anni fa mi sono inventato, con la fondamentale collaborazione del Comune di Barolo, di tutti i produttori e attori della scena barolesca e di una splendida barolese, Francesca Camerano, oggi di stanza à Paris dove si è inventata, anche con la mia collaborazione, Ardesiaco, la bellezza di questo sito Internet, Barolo di Barolo, che spero tanto di poter aggiornare nel 2021) da vigne in Barolo, due ettari a 300 metri di altezza, esposizione ovest, vigne del 1991, prodotto da una delle aziende simbolo di Barolo, Brezza.

Un nome che significa vini schietti e sinceri, di sicura qualità e affidabilità (Barolo Cannubi, Sarmassa, Bricco di Sarmassa, Castellero, Nebbiolo e Barbera d’Alba Vigna Santa Rosalia, Dolcetto d’Alba e un Langhe Freisa che adoro) ma anche una ristorazione affidabile fedele alla cucina tradizionale di Langa e ospitalità in un bell’albergo, con piscina con splendida vista sulle vigne circostanti.

Del vecchio amico (peccato sia juventino, come Fabio Alessandria alias Comm. G.B. Burlotto, mentre un altro barolista del mio cuore, Roberto Voerzio, è milanista: nessuno è perfetto) Enzo Brezza ho scelto di stappare, con estrema facilità e praticità, il tappo è di vetro, il Langhe Nebbiolo, affinato soltanto in acciaio che nella primavera viene già messo in bottiglia. Un vino che secondo i Brezza intende “rappresentare il Nebbiolo nella sua giovinezza”, carattere simbolizzato “dall’etichetta che raffigura un papavero, fiore che a giugno vira di rosso le nostre colline e fa volare la fantasia sulle ali della freschezza”.

Un vino che ne stappi una bottiglia e ne berresti due. Colore rubino di media intensità brillante e luminoso, naso fragrante, inconfondibilmente nebbioloso, rosa, lampone, viola, terra, sale a comporre un bouquet all’insegna della fragranza.

Bocca fresca, sapida, carnosa il giusto, suadente, con un magnifico frutto innervato e vivacizzato da una scattante acidità, un filo di tannino che fa capolino e si fa sentire senza mordere, una splendida ricchezza di sapore e una perfetta piacevolezza.

Un vino vero, schietto, con il quale ho brindato a tutti le italiane e gli italiani, tranne i mascalzoni al governo, a tutti i produttori perbene (qualche cialtrone e farabutto c’è ancora, peggio per lui..), della Langa del Barolo e del Barbaresco e del Roero, alzando il calice e ricordando con particolare affetto i tre moschettieri del Barolo tradizionale, Bartolo, Baldo e Beppe. Che mi sarebbe tanto piaciuto vedere cosa avrebbero detto del decreto Conte e come avrebbero vissuto, commentato e reagito a questa coronavirus mala tempora che currunt…

n.b.

non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Barbara
Barbara
29 giorni fa

Articolo spettacolare, bravo, bravissimo!
Mi consente una domanda, per un’amica?
Ma lei è così bravo anche a letto?

Simone N
Simone N
28 giorni fa

Caro Franco,
mi associo. Una rivoluzione è l’unica strada percorribile per uscire da questo putrido pantano. Purtroppo manca un partito rivoluzionario che indichi la via.
Grande Brezza. Proprio come lo hai descritto. In difesa della classicità, contro un internazionalizzazione del gusto e dei sapori, che rifiutiamo senza se e senza ma.

Barbara
Barbara
28 giorni fa

Ziliani, perché dribbla? Le ho fatto una domanda precisa che le ripeto: volevo sapere se a letto, quando fa l’amore, lei é fantastico come quando scrive.
Se così fosse mi piacerebbe molto conoscerla e metterla alla prova. Non mi snobbi, non prenda paura, sono una bella donna, libera e dell’età che va bene per un 64enne in piena forma (spero anche sessuale) come lei…

giacomo viola
giacomo viola
28 giorni fa

Buonasera Ziliani, è da qualche giorno che non riesco a visualizzare i commenti, è un mio problema o è un errore generalizzato?

Tendenza

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