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Indignazioni

Il Tignanello al vertice dei Top 100 to lay down? Ma dai!

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La solita classifica “sola” di Wine Enthusiast

Così come ho smesso da anni e anni di farmi quelle che a Bologna con simpatica espressione definiscono “le pugnette” (certe cose meglio farle in due, anche se poi magari la Elle di turno ti pianta in asso facendoti sentire un pirla in un cinquième étage de Paris…), ho smesso da illo tempore di occuparmi e di prendere sul serio sia i responsi delle varie guide italiche (esistono ancora? Le comprate e le leggete ancora? Ma dai!) e ancor più delle becere classifiche di fine anno dei Top 100, i presunti migliori vini dell’anno, realizzati da riviste yankee come Wine Speculator, pardon, Wine Spectator e Wine Enthusiast. Rivista dove opera, come responsabile per l’Italia, una bellissima wine writer che apprezzo e di cui sono amico, Kerin O’Keefe, autrice di  splendidi libri su Barolo e Brunello di Montalcino che vi consiglio di leggere, che non mi capisco però come faccia a collaborare con una rivista tanto marchettara…

Se si considera che a fine 2009 il vino in cima alla comica classifica dei top 100 – leggetela qui e ridete con me – era nientemeno che il Valdobbiadene Prosecco Superiore Rustico Brut di Nino Franco, che proprio lo scorso anno festeggiava un secolo di attività e ha speso tanti soldi in attività promozionali di vario tipo, mi sono spiegato?, potete facilmente capire come per me la credibilità di questa rivista è pari all’assicurazione, data da qualche minus habens, che pochette Giuseppi Conte sia uno statista, Andrea Scanzi un grande giornalista e la debordante Ministra delle Politiche agricole, tale Bellanova, competente.. Hai detto mai…

Perché occuparmi dunque di Wine Enthusiast e delle sue Top 100? Perché un amico mi ha segnalato, mandandomi il link, che nella classifica dei Top 100 da conservare in cantina (to lay down) non c’è miracolosamente un Prosecco, nemmeno quello dei compari Nino Franco alla rivista tanto cari, ma che dalle selezioni di mille vini, degustati dalla rivista ne sono stati selezionati 100. Ovviamente bottiglie della Napa Valley, Barolo, Brunello di Montalcino, Porto, Bordeaux, Borgogna e Champagne. Ma anche Soave Classico, Riesling tedeschi, vini cileni, australiani, argentini e dieci vini che hanno conquistato il massimo dei punti, cioè 100 punti, ovvero la perfezione enoica. Tra questi il fantastico Brunello di Montalcino riserva 2012, ultima bottiglia firmata da Franco Biondi Santi, il Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie 2015 del Marroneto di Alessandro Mori (uno che viene sempre portato in palmo di mano anche da Wine Spectator), il Barolo Brea Vigna Cà mia 2016 di Brovia e lo stellare Barolo Vigna Rionda Ester Canale 2016 di Giovanni Rosso.

I vini italiani selezionati sono 21 e adesso iniziano le comiche, eccone l’elenco, che trovate disposto in ordine decrescente, da quello finito a fine classifica a quello che risulta al vertice.

91 Guastaferro 2014 Primum (Taurasi) 94/100 PUNTI $75
83 Allegrini 2013 La Poja Corvina (Veronese) 94/100 $95
79 Salcheto 2016 Vecchie Viti del Salco (Vino Nobile di Montepulciano) 95/100  $85
77 Biondi-Santi 2012 Riserva (Brunello di Montalcino) 100/100 $655
60 Maso Martis 2016 Rosé Extra Brut Pinot Nero (Trento) 95/100 $60
52 Giovanni Rosso 2016 Ester Canale Rosso Poderi dell’Antica Vigna Rionda (Barolo) 100/100 & 450
49 Banfi 2016 Excelsus Red (Toscana) 96/100 $90
44 Colombera & Garella 2015 Pizzaguerra (Lessona) 95/100 $47
35 Ca’ del Bosco 2010 Annamaria Clementi Dos Zero Riserva (Franciacorta) 97/100 & &
33 Il Marroneto 2015 Madonna delle Grazie (Brunello di Montalcino) 100/100  $300
29 Arpepe 2009 Sassella Rocce Rosse (Valtellina Superiore) ITALIA 98/100  $110
26 San Felice 2016 Il Grigio Gran Selezione (Chianti Classico 95/100  $50
21 Palari 2014 Faro 98/100  $78
19 Comm. G. B. Burlotto 2016 Monvigliero (Barolo) 99 PUNTI 17 Gini 2016 Contrada Salvarenza Vecchie Vigne (Soave Classico)
15 Palmento Costanzo 2016 Mofete Rosso (Etna) 96/100 $29
14 Brovia 2016 Brea Vigna Ca’ Mia (Barolo) 100/100 $106
12 Ciacci Piccolomini d’Aragona 2015 Pianrosso (Brunello di Montalcino) 98/100 &79
10 Cavallotto 2016 Bricco Boschis (Barolo) 99/100 $95
1 Marchesi Antinori 2016 Tignanello Red (Toscana) 99/100 $130

Alcune domande nascono spontanee ad esempio:

Tignanello 2016 al primo posto della ‘Top 100 Cellar Selections 2020’, dedicata ai vini dal lungo potenziale di invecchiamento? Ma in quale mondo irreale, in quale mondo dove il potere degli advertising prevale sulla realtà delle cose, ciò accade?

Che c’azzecca un Super Tuscan come l’Excelsus (presuntuoso già dal nome) dell’americana Banfi, in questa selezione? Direi proprio nulla… Scelta di marketing o marchetting?

Vino da lungo invecchiamento in cantina il Trento Maso Martis 2016 Rosé Extra Brut Pinot Nero? Ma quando mai?

Colombera & Garella 2015 Pizzaguerra (Lessona): dove l’hanno pescato? E perché questo sconosciuto e non Tenute Sella o Proprietà Sperino?

E noi italiani, europei, che facevamo vino quando in Amerika c’erano ancora i pellerossa, dovremmo prendere sul serio queste baggianate? Come diceva Totò…

n.b.

non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

e il nuovo Franco Ziliani blog www.francoziliani.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Marco
Marco
28 giorni fa

“Colombera & Garella 2015 Pizzaguerra (Lessona): dove l’hanno pescato? E perché questo sconosciuto e non Tenute Sella o Proprietà Sperino?”
Ma veramente solo lei Ziliani forse non conosce una delle realtà giovani più interessanti dell’Alto Piemonte….
Si informi ed assaggi.

PS: sul resto ha ragione, ma scrivere certe cose di bravi produttori non è corretto

Tendenza

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