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Degustazioni

I nuovi volti del Roero, tra Arneis e Nebbiolo

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La sommelier (Aspi ex Ais) Alessandra Pocaterra ce li racconta

Auguro il benvenuto su Vino al vino ad una sommelier genovese che di vino ne sa decisamente, visto che è stata delegata A.I.S. nella sua città e oggi è la referente nella città della Lanterna di Aspi.

Si chiama Alessandra Pocaterra, nella vita fa la wedding planner, e ci accomuna, oltre che la passione per il Nebbiolo in tutte le sue forme, una straordinaria simpatia, direi quasi un amour passion, per un personaggio spezzino che con un suo compare toscano forma il celebre duo collodiano “il gatto e la volpe”, ma la cui abilità nel raccontare bugie fa sembrare al confronto Pinocchio un dilettante… Che simpatico quel Presidente!…

Mi ha accompagnato, ed è stata una piacevolissima compagnia, è preparata, brava, simpatica, non se la tira, è anche una bella donna (mannaggia a me è già impegnata, boja fauss…) il 15 ottobre nel corso di una delle mie bellissime giornate trascorse nel Roero e spero che voglia ancora accompagnarmi, da lei ho sicuramente da imparare, in una prossima scorribanda in terra di Langa. O magari nella sua Liguria, chissà, non poniamo limiti a Bacco e ai potenti dei…

Benvenuta Alessandra e buona lettura!

Il Roero è una regione bellissima (purtroppo messa spesso in ombra dalle vicine Langhe), dove ho tanti amici produttori e ristoratori e da cui mancavo da un po’ di tempo pertanto, quando il mio amico Franco Ziliani mi ha proposto di raggiungerlo, non ci ho pensato due volte.

Approssimandoci a S. Vittoria d’Alba sono stata rapita dai colori del paesaggio che in questo periodo dell’anno lasciano senza fiato: il foliage richiama alla mente gli splendidi dipinti di Pissarro e il clima ancora mite invita a visitare questo straordinario territorio.

Giunti all’Azienda Agricola F.lli Rabino (prima meta del nostro tour enologico) siamo stati accolti dai proprietari Andrea e Annalisa e dalle loro splendide figlie, che ci hanno accompagnato in cantina dove le vasche in acciaio per i vini bianchi contrastano con gli enormi tini in legno per i vini rossi che vengono poi affinati nelle botti in rovere della capacità di 25 hl e 90 ettolitri.

La degustazione ha avuto inizio con una straordinaria Langhe Favorita (uva che un tempo era utilizzata solo da tavola, che spreco!!) a cui hanno fatto seguito Roero Arneis, Roero Arneis “Coste Anforiano” (dal nome del vigneto), Barbera, Nebbiolo, Roero 2017 (emozionante) per finire in bellezza con il moscato e il piacevolissimo rosato “Porporino”.

Tutti i vini proposti dall’Azienda invogliano a vuotare il bicchiere e presentano le caratteristiche di eleganza, complessità e struttura che connotano il territorio del Roero. Completa la proprietà un bellissimo Agriturismo (Val di Spinso).

Lasciata a malincuore S. Vittoria d’Alba ci siamo diretti a Vezza d’Alba dove ci attendeva Pier Bovone dell’Azienda Agricola Cornarea. In una bella e moderna cantina Pier ci ha sorpreso con un’incredibile verticale di Roero Arneis: dal 2019 a ritroso quasi per ogni anno, sino ad arrivare ad uno strepitoso 2008 e concludere in bellezza con un sorprendente “1983” (alla faccia di chi mette in dubbio la longevità dell’Arneis!). 

Salinità, mineralità e complessità i denominatori comuni per questi vini caratterizzati da colori solari e brillanti tonalità che variano a seconda dell’annata.

Ci siamo quindi spostati a Canale presso Villa Cornarea (che prende il nome dalla collina dove sorgono i vigneti), splendida dimora in stile liberty dei primi del ‘900 e che ospita un bellissimo e suggestivo agriturismo immerso nei vigneti, dove Pier ci ha coccolati (anzi, oserei dire viziati) con un’ampia proposta di piatti della tradizione “roerina” perfettamente abbinati ai suoi ottimi vini rossi.

Concludiamo l’incontro con un eccellente fine pasto: il “Tarasco” ottenuto da appassimento di uve Arneis (4 anni di invecchiamento in barrique) che ci ha colpito per la complessa struttura e la grande intensità olfattiva.

Con ancora negli occhi e nel cuore le esperienze appena vissute, ci siamo spostati verso Montà per incontrare Stefano che insieme al fratello Federico (enologo) e al papà Domenico, contribuisce alla conduzione della moderna e tecnologica azienda Giovanni Almondo.

Stefano ci ha intrattenuti piacevolmente con un po’ di storia dell’azienda (raccontata con passione e professionalità) per poi accompagnarci in un percorso di degustazione tra vini in bottiglia e campioni da vasca. I vini sono veramente interessanti (confesso che non li conoscevo) gli Arneis complessi e dalle mille sfaccettature,  molto diversi tra loro perché, come ci spiega Stefano, a nord di Montà (Bricco delle Ciliegie) i terreni sono argillosi e ricchi di sali minerali e gli  Arneis quindi sono strutturati e ricchi di sostanza,  la parte sud è caratterizzata dai classici terreni del Roero di origine marina (dove nella parte più bella vengono coltivati i nebbioli, la parte storica), e gli Arneis perdono un po’ in struttura ma sono più “agili”  e salini. Gli interventi in vigna sono ridotti al minimo (non si usano più i diserbanti e i concimi chimici da circa 15 anni).

Stefano ci ha spiegato che l’azienda, oggi quasi esclusivamente “bianchista”, ambisce a produrre in breve tempo un’identica quantità di Roero (Nebbiolo).

I vini bianchi che abbiamo assaggiato sono: Vigne Sparse Roero Arneis, le Rive di Bricco delle Ciliegie Roero Arneis mentre i vini rossi sono: Roero docg Bric Valdiana 2017 e Roero docg Bric Valdiana 2018. L’invecchiamento dei “rossi” si svolge in legno grande annullando completamente i travasi: ne derivano vini fini, delicati  ed eleganti, stile che peraltro contraddistingue l’Azienda. 

Ultima tappa di questa giornata entusiasmante a Canale presso l’Azienda Malvirà dove in una bellissima sala da degustazione ci ha accolto Roberto Damonte per iniziare i nostri assaggi con il metodo charmat “Rive Gauche”.  Si continua poi con il Renesio Roero Arneis, Salvietto Arneis Riserva 2018; Roero Arneis Mombeltramo 2003 per finire con il Roero 2012 riserva. I vini sul lungo invecchiamento mi sono piaciuti, mi ha convinto meno invece il metodo charmat. La gamma dei vini dell’azienda è molto ampia e purtroppo, per mancanza di tempo, non abbiamo potuto visitare la cantina dell’Azienda e Villa Tiboldi (splendido hotel con ristorante).

Dopo un’indimenticabile giornata trascorsa in compagnia di Franco (per me continua fonte di confronto ed arricchimento) a cena ci siamo concessi uno strepitoso Roero Docg Bricco Patarrone 2015 dell’azienda Giacomo Vico.

Ringrazio sinceramente Franco Ziliani, giornalista e uomo ironico ed intelligente, anche per avermi dato la possibilità di conoscere Luca di Valfaccenda e il suo ottimo Roero Arneis.

Alessandra Pocaterra

n.b.

non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Simone N
Simone N
1 mese fa

Non amo la tipologia, specie le concentrate e stucchevoli versioni siciliane, ma il Tarasco è un grande passito. In quanti lo conoscono?
E qui torniamo ai discorsi fatti negli articoli presenti a proposito del Roero.
Bravo Farinetti che anni fa, mise sugli scaffali di Eataly i vini di Cornarea. Altrimenti introvabili.

Matteo
Matteo
28 giorni fa

Salve non riuscendo più a contattarla via facebook provo in questo modo. Ho letto il suo articolo su lo scandalo in friuli dell’enologo di conte d’attims e mi chiedevo quali cantine mi consiglia di quella regione visto il lungo elenco di quelle «contagiate dai profumi non naturali». Inoltre se ha tempo e voglia mi farebbe piacere conoscere due o tre cantine di champagne che fanno bland de blanc nella montagne de reims e due o tre che fanno blanc de noir nella cote des blancs. Grazie mille come sempre per non avere peli sulla lingua. Un caro saluto. Sono sommelier a ferrara e grazie a conte sono temporaneamente a casa.

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