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Degustazioni

Colli di Luni Vermentino Boboli 2018 Azienda Agricola Giacomelli

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A grande richiesta ritorna su questo blog, dopo l’esordio con un articolo su un Cinque Terre, una giovane bellissima futura Mamma, una ragazza trentaduenne, sommelier, A.I.S., che vive nella “superba Genova” e corrisponde al nome di Letizia Miraudo. Letizia, che collabora anche a Civiltà del bere torna a raccontarci dei vini della sua regione, con il suo stile personale, poetico, suggestivo, pieno di fantasia. Buona lettura.

Vorrei che anche voi con me sentiste un galoppo lontano. Irrequieto, potente ma al tempo stesso domato. È un Cavallo Frisone: nero, lucido e fiero. È soprannominato la “Perla Nera”; lo è in tutta la sua bellezza e docilità. Ecco il 10% di Malvasia di Candia contenuta nel Boboli dell’azienda agricola Giacomelli di Castelnuovo Magra è proprio così. Ci troviamo ancora una volta nell’estremo levante ligure. Lì, dove le Alpi Apuane e il mare si scontrano in uno scenario di incredibile suggestione.

Una piccola mezza luna pianeggiante, in mezzo alle avversità della regione, che dai Romani in poi è diventata una terra di elezione per la produzione del buon vino: I Colli di Luni.

Il Vermentino qui regala una delle sue migliori espressioni. Vini sapidi, plasmati dal vento marino e dalle brezze fredde delle Alpi, una struttura del terreno grossolana e drenante, con la presenza di sabbie, argille e dell’uomo. Gli elementi per un vino esemplare ci sono tutti.

Siamo nella zona del marmo. Definirei il Vermentino che cresce in questi territori come “il pezzo di marmo perfetto”; sta alle mani del produttore scolpirlo e renderlo un capolavoro.

Roberto Petacchi, il proprietario dell’azienda, è in continuo studio. Analizza la sua pietra da ogni angolazione per creare la sua opera d’arte. Se l’anno scorso, non avevo ben colto la filosofia che c’era dietro a Boboli, quest’anno, nel secondo anno di innovazione finalmente ho compreso.

Roberto e il suo enologo Luca, hanno preso il loro pesante blocco di marmo con tutte le sue piccole peculiarità e tutte le sue stupende venature e hanno deciso di lavorarlo così com’è! Un ettaro e mezzo ricco di scheletro, argilla e storia. All’interno tra i grappoli del Vermentino acini di Malvasia riempiono i filari dal 1913.

Quando un vitigno si trova proprio lì da oltre 100 anni, non si può più far finta di niente, non è più possibile ignorarlo o nasconderlo con lavorazioni che lo snaturano. No! Quel Vitigno va rispettato. Roberto, Luca e tutto il team della cantina Giacomelli hanno deciso di dare dignità a questo cavallo ribelle, e renderlo una “Perla Nera”. Docile con l’austero Vermentino, ma giocoso e fiero con chi avvicina il naso al bicchiere.

La raccolta delle uve è manuale e viene generalmente effettata nella prima metà di settembre per preservare il grado di acidità presente. I grappoli portati in cantina subiscono la pressatura soffice e per 30/36 ore viene eseguita la macerazione pre-fermentativa in acciaio a temperatura controllata (6° / 8°). Vermentino e Malvasia di Candia vengono vinificati separatamente, proprio per permettere alla Malvasia di esprimersi liberamente.  Assemblati restano minimo sei mesi in acciaio a contatto con i lieviti. In bottiglia, il vino riposa per almeno due mesi prima di essere immesso nel mercato.

Nel calice il Colli di Luni Vermentino Boboli rispende di giallo paglierino con lampi di luce dorati. I profumi sono intensi e contrastano con la classicità del Vermentino. Note agrumate, si mescolano a petali di rosa e sbuffi di erbe aromatiche. Pompelmo e una vibrante buccia di mandarino si intrecciano a salvia e al fresco sentore di menta, il finale minerale tipico della denominazione chiude in perfetto equilibrio l’analisi olfattiva.

In bocca Boboli esplode per piacevolezza e intensità. Note erbacee e minerali scalpitano e creano un sorso pieno e complesso. I 13 gradi alcolici addomesticano le scalpitanti durezze del vino, la sapidità ci ricorda la regione di provenienza.

Un Vermentino Colli di Luni Doc emblematico della voglia di osare di questa Azienda, diventata ormai punto di riferimento della denominazione. Roberto ama e sperimenta. Con entusiasmo ti accoglie, ti insegna e ti guida alla comprensione del suo lavoro. Passo dopo passo, con il suo scalpello dà vita a capolavori.

Per concludere, un vino non convenzionale che esce dalle dinamiche del mercato dei Colli di Luni. Rimane la sapidità e la mineralità classica del territorio ma in questo caso il 10% di Malvasia vinificata da sola e poi unita in un abbraccio al Vermentino crea profumi nuovi e non proprio tipici della zona. Un vino da provare… che si ama o si odia!

Letizia Miraudo

n.b.

non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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