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Degustazioni

Valle d’Itria Mare Minu 2018 Bepi Povia Vineyard Masseria Croce Piccola

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Un bianco pugliese dalla finezza settentrionale e una grassezza francese

Questa del 2020 è un’estate che ricorderò, per tanti motivi… Alcuni privati, esistenziali, affettivi (ve l’ho già menata abbastanza con la capricciosa e imprevedibile parisienne un peu blasé e snob che non aggiungerò altro…) e poi per la mia prima, indimenticabile, volta in Croazia per scoprire le meraviglie dei Coral wine del geniale Marko Dusevic e la bellezza infinita di un mare che mi è entrato dentro.

Ricorderò questa estate perché mi sono divertito a scrivere come non mi accadeva da tempo e perché ho assaggiato e bevuto tanto, una marea di rosati (di cui continuerò a scrivere ora che time of autumn leaves is arrived e tombent les feuilles mortes) tanti Champagne (nel trimestre ottobre – dicembre penso che ve ne proporrò almeno una ventina), pochi rossi, ma folgoranti (come la Malvasia nera di Masseria Li Veli, un Brunello di Montalcino 1975 di Lisini da orgasmo, i sensazionali Barolo di Verduno del mio caro amico Fabio Alessandria) e bianchi strepitosi, come il Pure dell’Isola di Santorini meritoriamente importato dall’ottimo Pietro Ghilardi, il geniale vino del Podere Concori, la Verdeca, ancora dei Falvo a Cellino San Marco, e questo bianco, quasi virtuale, ma super virtuoso, di cui sto per parlarvi.

La scoperta del produttore risale a maggio, quando vi ho celebrato un suo rosato, da uve Susumaniello, da applausi, il Somarello, ma Bepi Povia, designer, paesaggista e viticultore, con moglie e figlie giornaliste (il che me lo rende ancora più simpatico) mi ha stupito e ha colpito la mia ex moglie Eliana (cui ho fatto dono di mezza bottiglia del vino, letteralmente togliendomi il bicchiere di bocca) con un bianco folgorante da applausi.

Il vino, di annata 2018 (vi informo che ce ne sono ancora bottiglie disponibili in cantina, come le 2019, a buon intenditor…) si chiama Mareminu ed è una cuvée tra uve Minutolo (Povia è stato allievo del grande enologo che ha recuperato questa varietà, il re dei bianchi pugliesi, l’amico carissimo Lino Carparelli) e la sconosciuta Maresco. E’ un vino che nasce da vigne piuttosto giovani (meno di dieci anni) poste su suoli calcarei e lavorate in biologico, con rese per ettaro dichiarate bassissime, 25 quintali. Le fermentazioni sono lente e avvengono con lieviti naturali in botti di acciaio. L’Azienda, di cui si è scritto e si parla poco, anche se nel 2016 il Corriere della Sera, in questo articolo, aveva giudicato un suo rosato uno dei migliori rosati dell’estate, ha sede nella bellissima Valle d’Itria, a Martina Franca, su un promontorio panoramico a 503 metri sul livello del mare e si chiama Masseria Croce Piccola.

Povia, mi è simpatico anche perché porta il nome di un cantautore controcorrente come me, è un tipo un po’ speciale, “ha fondato un nuovo modo di ‘fare agricoltura’, recuperando questa masseria e reintroducendo la coltivazione di antiche cultivar in via di estinzione, antiche varietà di grano tenero e grano duro, legumi, ortaggi e vitigni autoctoni che, per via di una scarsa resa per ettaro, sono state per molto tempo “dimenticate”. Sono 17 ettari di natura rigogliosa, tra querceti, uliveti e vigneti autoctoni rigorosamente biologici e campi destinati ad un’agricoltura organica scelta in maniera consapevole e la Masseria Croce Piccola possiede inoltre un piccola cucina e due trulli storici, finemente ristrutturati, con 11 posti letto. Povia, che è pugliese di origine veneta, ama dire: “coltiviamo la terra rispettando il paesaggio, la biodiversità e l’uomo: da questo connubio deriva un vino indigeno, sano ed organico”.

Il Mareminu (sono terribilmente curioso di provare il 2019 dove la percentuale di Minutolo è superiore al 2018) è un bianco pugliese che se ve lo fanno degustare alla cieca senza dirvi da dove arrivi potreste scambiare tranquillamente per un vino trentino o altoatesino e ai più abili e scafati (ce ne sono tra i lettori di questo blog) potrebbe far pensare ad un vino bianco della Cote du Rhone base Viognier per la sua grassezza o al fantastico Grenache gris di Mas Gabinèle (in vendita qui ad uno strepitoso prezzo offerta ancora per una decina di giorni su Vinatis) di cui vi parlerò a breve.

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E’ un vino dal prezzo importante, 16 euro, e nel 2021 Povia mi ha annunciato l’intenzione di organizzare una verticale delle prime cinque annate (io non me la perderò di certo) al quale il Maresco o Maruggio, vitigno un po’ delicato ma generoso in produzione, con molta acidità e freschezza…. qualcuno dice sia perfetto per le bollicine, dai profumi discreti e capace di coesistere bene con il Minutolo profumato e aromatico, (un vitigno su cui il produttore sta facendo alcune prove che mi hanno messo una voglia terribile di provarle) conferisce acidità e freschezza, mentre il Minutolo porta il suo inconfondibile corredo aromatico tutto agrumi, lavanda, miele e fiori bianchi. In azienda il vigneto di Maresco abbraccia una quercia secolare di Fragno.

Perché io e la mia ex consorte l’abbiamo trovato strepitoso, lei annotando che “non sa molto di fiori, sento la buccia del limone. Non sembra un bianco del Sud. Mi ricorda dei bianchi francesi”? Perché è pugliese in maniera intrigante (e la Puglia sa essere intrigante in tanti modi…) perché sa abbinare una freschezza da vino del nord con una grassezza da Viognier con accenno di Vermentino e certe note sapide minerali che fanno addirittura pensare ad un Riesling.

Colore paglierino oro squillante, naso elegante, avvolgente, caratteristico, fitto, solare ma minerale, tutto fiori bianchi, miele e sale.

Bocca avvolgente, suadente, freschissima, gusto grasso e salato, con magnifica acidità che spinge, una vena acida consistente, un incedere fresco vivo e nervoso con una bella vena di mandorla ed un finale in retrogusto che lascia la bocca pulita e ti invita magnificamente a bere.

Mareminu what a discover! E poi non dite che questo blog non vi regala perle preziose…

Masseria C

roce Piccola Beni Povia Vineyard

e-mail info@masseriacrocepiccola.it

tel. 39 333 703 4067

sito Internet www.masseriacrocepiccola.it

n.b.

non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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