Seguici su
Attenzione: questo sito è impostato per consentire l'utilizzo di tutti i cookie al fine di garantire una migliore navigazione. Se si continua a navigare si acconsente automaticamente all'utilizzo. Continua Leggi l'informativa completa

Enovarie

Un gigantesco e convinto SI’ per provare a tagliare un po’ le unghie ai politicanti

Pubblicato

il

Un’occasione per dimostrare che anche se non esiste l’Italia esistono gli italiani

Oggi e domani, noi cittadini italiani (esattamente 51.559.898 cittadini) siamo chiamati a votare per un referendum istituzionale sulla riduzione di un terzo del numero dei parlamentari di Camera e Senato. Come potete leggere in questo esemplare, utilissimo articolo del Corriere della Sera, si tratta di un “referendum costituzionale, quindi non è previsto quorum. Non importa l’affluenza: se vince il sì la riforma sul taglio dei parlamentari entra in vigore; se vince il no, viene bocciata.

Il sì dà il via libera alla riduzione del numero dei parlamentari, con la modifica degli articoli 56 e 57 della Costituzione. È un taglio lineare, che non tocca le funzioni di Camera e Senato (il bicameralismo paritario): il numero dei deputati passa dagli attuali 630 a 400, quello dei senatori eletti da 315 a 200. Cifre che includono i parlamentari eletti all’estero: con la riforma 8 deputati (oggi sono 12) e 4 senatori (oggi sono sei)”.

E ancora, “tagliando i seggi, la sforbiciata si abbatterà infatti su 315 stipendi. I compensi dei parlamentari variano, c’è la paga base e c’è la diaria, le indennità di carica e altre voci. Possiamo però considerare in media un compenso, rimborsi inclusi, di 19 mila euro e rotti per un deputato e poco di più, tra 20 e 21 mila euro, per un senatore (nei bilanci di Camera e Senato si può ricavare una media di circa 230 mila euro di compenso annuo per deputati e di 250 mila euro per senatore). Si arriva a un risparmio annuo di 53 milioni alla Camera e di 29 milioni al Senato”.

Io, che sono e resto di destra, sia ben chiaro, una destra che oggi non è rappresentata in Parlamento, che è lontana anni luce da quel che resta del partitello del puttaniere di Arcore, due galassie e mezzo dalla Lega di un leader incolto, rozzo e dall’imbarazzante inadeguatezza come Salvini e abbastanza anche dalle posizioni dell’ammirevole, anche se per me, che non amo (eufemismo) Roma e i romani, ha un insopportabile accento capitolino, Giorgia Meloni, ME NE FREGO, pensando anche che oggi è un election day e quindi si vota in sette regioni Toscana innanzitutto, poi Puglia, Veneto, Marche, nella mia amata Valle d’Aosta, Campania, Liguria, per rinnovare consigli e presidenti regionali, ma con una forte valenza politica pensando al governo di Roma, all’indegno Giuseppi, me ne frego, dicevo, che “Nel Carroccio, come dentro Fratelli d’Italia, nonostante le dichiarazioni a favore del Sì di Giorgia Meloni, si  fa largo l’idea che una sconfitta del Sì sarebbe un colpo mortale per il governo Conte”.

Yes!

Io anche se il mio caro amico e “compagno” (nel nostro caso di bisbocce barolesche) Oscar Farinetti, ha preso una chiara posizione per il NO, e considerando anche che nel variegato fronte del NO, spicca, e si fa notare per bizzarria e tracotanza, la posizione di un’Associazione (su cui evito ogni commento altrimenti chissà cosa succede…) come l’Anpi, secondo la quale il taglio dei parlamentari tradirebbe lo spirito costituzionale,  invito caldamente i quattro lettori di questo blog a votare convintamente per il SI’.

sdr

Anche se il solo pensiero di trovarmi sulla stessa posizione di grillini e larga parte del PD mi dà il voltastomaco provando per questo governo e sulle forze, tutte, Italia viva e Renzi compresi, che lo sostengono, totale disprezzo. Siderale lontananza.

Il mio pronostico? Vincerà, alleluja, exultate jubilate!, il Si’ al referendum, in Toscana, anche se Salvini sogna il gran colpo, e considera quella Toscana la madre di tutte le battaglie, continuerà a resistere la Leningrado italiana e rimarranno al potere, decennale, i rottami dell’ex PCI ora PD, un complesso sistema di potere, economico, politico, mentale, che comunque, come in Emilia Romagna, ha assicurato e assicura una qualità della vita che esiste in poche altre regioni italiane.

Non cadrà l’infame governo Conte, la situazione peggiorerà, l’autunno sarà caldo, anzi bollente (spada di Damocle di un eventuale seconda ondata di coronavirus a parte) ma almeno, anche se non cambierà nulla e io, con il comandante Ernesto Che Guevara “credo nella lotta armata come unica soluzione per i popoli che lottano per liberarsi”, e spero in una rivoluzione, vera, che purtroppo per codardia endemica di noi italianuzzi non si farà, avremo provato, ci saremmo illusi di poter cambiare le cose.

Avere la possibilità di votare, cosa che non accade nelle dittature di ogni colore, come non avveniva durante due regimi giudicando i quali non si può demonizzare tutto, ovvero quello fascista e quello nazionalsocialista, e non avveniva nei Paesi dell’Est prima del crollo del Muro di Berlino nel 1989, è sempre una festa, una opportunità da non sprecare.

Andate, andiamo tutti a votare, ognuno scelga come, poco conta, ma sforziamoci di uscire di casa, di armarci di mascherina e facciamo il nostro dovere civico di cittadini.

Poi che i potenti Dei aiutino questo povero Paese fragile, con mille problemi, vittima di un’invasione incontrollata e assurda di cui pagheranno le conseguenze i nostri figli e nipoti, un Paese allo sbando, che amo e odio catullianamente, ma di cui, anche se adoro la Francia e a volte sogno di essere nato a Paris, Reims, Montpellier e di chiamarmi Dupont, sono felice di essere cittadino.

Perché l’Italia è magnifica, come ci riconoscono i turisti di tutto il mondo che continuano, nonostante tutto, a venire a visitarla, ma occorre ancora, come ammoniva Massimo D’Azeglio, fare gli italiani.

Come diceva il mio Maestro Indro Montanelli, citando un grande giornalista come Ugo Ojetti secondo il quale l’Italia era (ed è) “un Paese di contemporanei senza antenati né posteri perché senza memoria”, e lo diceva in quest’intervista che dà i brividi per lucidità e capacità di analisi è “un Paese ignaro di sé stesso, senza futuro. l’Italia non c’è e non ci sarà. Ci saranno gli italiani”.

Forza Italiani, crediamo in noi stessi, prendiamo in mano il nostro destino, e cominciamo a farlo oggi con un gigantesco, sonoro e convinto SI’. E poi, presto, prima che sia troppo tardi, andiamo a Roma. E non da turisti per visitare il Colosseo..

n.b.

non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

Print Friendly, PDF & Email

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

Continua a leggere
1 Commento

1 Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tendenza

Autore: Franco Ziliani - P.IVA: 02585140169 - Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale. Le immagini inserite in questo blog sono tratte in massima parte da Internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo a Franco Ziliani, saranno subito rimosse.
Privacy Policy