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Degustazioni

I vini stellati della Muntagna dell’estate 2020

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La finestra sull’Etna di Renato Gangemi

L’amico Renato Gangemi, sommelier AIS e titolare dell’enoteca Vin-canto di Zaffarana Etnea, che raccomando a tutti coloro che amano come me i vini della Muntagna e non hanno la possibilità di procurarseli là dove vivono, mi ha mandato questo articolo su una serie di vini dell’Etna che hanno riscosso grandi consensi tra gli appassionati che hanno affollato il suo negozio.

Continua dunque l’appuntamento mensile dove l’enoteca Vin-canto ci porta alla scoperta dell’Etna del vino, tra aziende note e altre meno conosciute. Grazie a Renato e buona lettura a tutti e viva la Muntagna!

Per noi di Vin-Canto, a Zafferana Etnea, si è appena conclusa la terza stagione estiva. Non abbiamo trascorso l’estate cullati dallo sciabordio delle onde del Mediterraneo ma tra i salottini della nostra enoteca, dove, nei calici degli ospiti, sicuramente si vedevano scorrere fiumi di vino dell’Etna. Nonostante la nostra discreta esperienza e le molteplici degustazioni sul territorio etneo, le espressioni delle nuove annate di alcuni vini ci hanno particolarmente sorpreso. L’Etna continua a crescere, nascono nuove aziende (forse troppe?)  e ci si auspica che tale crescita e la relativa produzione siano sempre proporzionate al territorio etneo, che rimane comunque una nicchia, la quale rappresenta appena il 3% della produzione siciliana.

Torniamo ai vini che sono stati più apprezzati, durante le sere estive, tra centinaia di etichette Etna e che ci hanno sorpreso positivamente, con buona pace dei giudizi di presunti o conclamati esperti,  nonché di alcune guide che, invece di premiare con imparzialità le eccellenze, ci sembra procedano nel loro cammino all’ indietro…proprio come fanno i gamberi.

Il primo vino della nostra TOP 8 dell’ estate 2020 si chiama Etna Bianco Doc di Tenute di Nuna, Carricante 100%.  I vigneti si trovano a Sant’ Alfio, a pochi metri dal confine con Milo, ma comunque al di fuori dal territorio dell’Etna Doc Superiore. In commercio, la terza annata prodotta è la intrigante 2017.

Avevamo apprezzato da subito il Nuna 2015: un vino pieno, rotondo, equilibrato ed estremamente gradevole al palato ma la freschezza del carricante del versante est del vulcano, la sapidità dovuta alla brezza che riesce a raggiungere il vigneto e la mineralità del terreno lavico, che si arricchisce di preziosi componenti grazie all’ attività sempre in fermento del cratere di sud-est, perfettamente riscontrabili nel Nuna 2016, hanno fatto si che questo delizioso Etna Bianco sia stato riconosciuto dai nostri clienti e da noi stessi come un’autentica eccellenza. Al naso è estremamente  intenso, con i suoi sentori di pesca bianca, zagara e ginestra, una gradevolissima percezione fumè , note di pietra focaia ed una spiccata acidità in bocca che sembra voler sfidare alcuni vini della Mosella. Sapido e con finale persistente. Un superbo Etna Bianco che si acquista in enoteca con 20 euro!

Il secondo vino è Affiu 2018, l’Etna Bianco Superiore degli Eredi Di Maio, al suo esordio. Dopo aver ripreso le vecchie vigne di proprietà del nonno, buona parte ad alberello a piede franco, i cugini Andrea e Luca, con la collaborazione dell’enologo Federico Curtaz, esperto conoscitore delle terre e delle vigne dell’Etna, propongono questo grande bianco, in grado di sorprendere giorno dopo giorno nella sua evoluzione. La produzione purtroppo è molto limitata ma le caratteristiche organolettiche di questo vino prezioso sono eccellenti.

Al naso offre sentori floreali di zagara di arancia, ginestra e soprattutto uno spiccato fruttato, anche esotico. In bocca grande acidità, freschezza e sapidità. Un vino che rappresenta al meglio l’Etna bianco Superiore e che può senz’altro avere una soddisfacente longevità.  In enoteca si trova sui 25 euro.

Il terzo vino dell’Etna più che apprezzato è stato un Rosato: il Mofete, Etna Rosato Doc di Palmento Costanzo. I vigneti si trovano in contrada Santo Spirito, nel territorio di Passopisciaro, tra i Comuni di Castiglione di Sicilia e Randazzo. La qualità dei rosati etnei ed il relativo riscontro del pubblico di appassionati crescono a vista d’occhio, sia che si tratti di rosati in stile provenzale, nel colore e nella struttura, sia che si tratti di vini che rimangono legati più al territorio, quindi più carichi e corposi. 

Il Mofete, prodotto da uve nerello mascalese 100%, si presenta con un elegante rosa non esageratamente chiaro; al naso è sorprendente e piacevole, con sentori di fragola e frutta esotica. In bocca esalta una mineralità decisa, abbinata ad una croccante freschezza e ad adeguata persistenza. Abbinabile a formaggi, salumi, carni o pizza senza alcun problema. In enoteca non supera i 18 euro.

Il quarto vino tanto bevuto quanto amato è l’Alnus, il Rosato dei Custodi delle Vigne dell’Etna. Ci troviamo nel versante nord dell’Etna, in contrada Moganazzi, nel territorio di Castiglione di Sicilia. Pregevole ed encomiabile la passione del produttore, Mario Paoluzi. Da una vigna abbastanza giovane, di circa 10 anni, allevata ad alberello, questo rosato viene vinificato con l’80% di nerello mascalese e il 20% di cappuccio. Il colore è un bel rosa carico con lievi riflessi rubino. I sentori sono di fragola e lampone. In bocca ha una freschezza paragonabile al bianco, ma piacevole ed elegante come un rosso etneo. Un rosato abbinabile a qualsiasi piatto, apprezzatissimo dai nostri clienti sulla nostra Pizza Siciliana, fritta e ripiena di tuma e acciughe, ma anche con le nostre selezioni di formaggi e salumi. In enoteca si trova a 22 euro.

Il quinto vino è l’Etna Rosso San Lorenzo di Girolamo Russo, cantina storica dell’Etna, con i proprietari nativi del territorio. Siamo a Randazzo, ad una altitudine tra i 600 e i 750 metri, con grandi escursioni termiche tra giorno e notte e terreni lavici, ricchissimi di scheletro, formatisi da vecchie eruzioni. Nerello Mascalese ed una piccola percentuale di Nerello Cappuccio compongono questo magnetico vino. L’annata 2017 è straordinaria. Al naso sentori di frutta rossa, ciliegia, more, amarena sotto spirito, note balsamiche e tabacco. In bocca è morbido, avvolgente, con un tannino elegante, complesso e persistente. Un Etna Rosso di grandissimo livello. Il prezzo si aggira sui 60 euro.

Il sesto vino da considerare tra i migliori assaggi è l’Etna Rosso Vigna Vico di Tenute Bosco. Proviene da una vigna prefillosserica di almeno 120 anni, dove i terrazzamenti creano un bellissimo anfiteatro naturale creatosi  tra due bracci lavici di un’ eruzione del 1600. Nerello Mascalese 90% e Nerello Cappuccio 10%.  Questo Etna Rosso è davvero sorprendente. Annata 2015, al naso esaltano le note minerali, la frutta rossa matura, le erbe selvatiche, il sottobosco, la terra bagnata, la liquirizia, completate da spezie dolci, note balsamiche e da un finale interessante di tostatura. In bocca è intenso, elegante, strutturato, con un bel tannino integrato ed una lunghissima persistenza. Il costo non supera i 50 euro.

Non c’è estate senza l’allegria delle bollicine. Resistendo strenuamente e stoicamente alle improbabili richieste di vini “frizzantini” o fantomatici “Prosecchini dell’ Etna”, tra i numerosi assaggi degli infiniti aperitivi, sono emersi due magnifici spumanti metodo classico in strepitosa forma, ammalianti  e seducenti come pochi.

L’Apum di Cantine di Nessuno, metodo classico da uve Nerello Mascalese, coltivate sul Monte Ilice, un conetto vulcanico ormai spento, con pendenze che arrivano fino al 40% ha dato grandi soddisfazioni. Al calice si mostra brillante, con riflessi giallo dorati. Al naso presenta sentori di crosta di pane, vaniglia e frutta secca. In bocca è sapido, elegante, con una bella nota quasi mielata. Brut, millesimato 2012, in enoteca si acquista con 25 euro.

L’ottavo vino da standing ovation è forse quello che ha riservato le emozioni più grandi e pertanto siamo fieri ed orgogliosi di averlo provato e proposto anche a persone competenti, in grado di apprezzarne appieno le caratteristiche organolettiche. Si tratta del Vinudilice Brut Metodo Classico dei Vigneri di Salvo Foti, che recentemente Franco ha raccontato in questo articolo.

La vigna più alta d’Europa, 1300 metri, sul versante ovest dell’Etna, all’interno di un bosco presso la località Nave di Bronte. Qui si ricorre perfino all’ aiuto del mulo per lavorare il vigneto, con notevoli difficoltà. E’ un giardino incantato dove si trovano molteplici varietà di uve: Alicante, Grecanico, Minnella Bianca e Minnella Nera, ed altre tipologie minori…

Al calice offre un bellissimo colore rosa antico, mentre al naso ricorda piccoli frutti di montagna come le fragoline di bosco o le more selvatiche, su uno sfondo di frutta secca, in particolare le nocciole, e immancabili note minerali. In bocca è fresco, sapido, imponente. Impetuoso come un’esplosione vulcanica. In enoteca si trova a 45 euro.

Se è vero che ci sono ricordi estivi che restano stipati nell’ anima per moltissimi anni, ci piace pensare che difficilmente consegneremo all’oblio le emozioni che ci hanno regalato questi meravigliosi assaggi di inebrianti vini vulcanici degustati all’ ombra di una insolita estate etnea.

n.b.

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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