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Mon coeur mis a nu...

Vini di Croazia e Coral wine, che scoperta!

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Un sorprendente rosato a Zara

Devo proprio ringraziare la fortuna ed il caso che mi hanno fatto imbattere nel simpaticissimo Zvonko Mudronja, partner italiano di quel genio che è Marko Dusevic, l’inventore di Coral wine


Ovvero selezione di vini di qualità, anche Barolo, Barbaresco, Amarone della Valpolicella, Sassicaia, messi a 50 metri sott’acqua nel mare della Croazia.
Parlerò lungamente di Marko e Zwonko, della loro geniale invenzione, di bottiglie che, assaggio dopo assaggio, si stanno rivelando sorprendenti.

Di un primo giorno di una benedetta pausa di vacanza, per sanare la ferita nel mio cuore che ancora sanguina dopo la feroce delusione di Paris, che mi sta colmando di gioia.

Posti stupendi, cucina e materie prime super, persone meravigliose che mi hanno accolto con commovente generosità e simpatia come se fossi un vecchio amico.
Per ora solo un flash per trasmettervi la mia sorpresa per aver scoperto ieri in una boutique winery alla periferia di Zara, Degarra il nome,

un Rosato di cui mi sono subito innamorato, fresco, vivo, teso, nervoso, non solo fruttato, come piacciono a me.


Prodotto con un dieci per cento di Cabernet Sauvignon e un 90 per cento di un’uva locale a me ignota che si chiama Plavina.
Buoni tutti i vini di Degarra, ma questo rosato!…


Mi sono messo in testa un’idea folle, visto che ormai per vivere faccio il broker più che il wine writer: trovare un importatore italiano per Degarra. Cari amici Pietro, Mario, Alessandro, ve ne parlerò di certo una volta tornato, dopo Ferragosto…

Intanto mi godo questa parentesi di Paradiso in terra croata…
Grazie potenti Dei che, pene d’amore a parte, mi state sorridendo…

 

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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2 Commenti

2 Commenti

  1. Silv. Mar.

    06/08/2020 at 18:10

    Ah che bello, caro Franco, ma … hai portato gli occhiali da sub?
    Battute a parte, le domande che vengono in mente sono molte. La prima, fra molte: qual è la logica di questa immersione (delle bottiglie non della tua, ovviamente), e che cosa aggiunge – l’incontro con il mare – a ogni vino?
    Buona immersione.

  2. Antonio Tomassini

    06/08/2020 at 20:04

    Non vedo l’ora anch’io di assaggiarli!!!

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