Seguici su
Attenzione: questo sito è impostato per consentire l'utilizzo di tutti i cookie al fine di garantire una migliore navigazione. Se si continua a navigare si acconsente automaticamente all'utilizzo. Continua Leggi l'informativa completa

Degustazioni

Toscana bianco 2018 Podere Concori

Pubblicato

il

Da Gallicano in Garfagnana una cuvée Pinot bianco – Chenin da applausi

Rassicuratevi, non sono cambiato, non mi sono arreso, imbastardito, conformato, piegato. Io resto sempre, orgogliosamente e tenacemente, quello del “prima gli italiani” e non mi riferisco solo ai diritti sacrosanti oggi vilipesi dei cittadini nati in questo Paese alla deriva, bensì ai vitigni autoctoni, convinto come sono, e lo sono da una vita, che ne abbiamo talmente tanti e validi (altro che francesi o spagnoli!), che non abbiamo assolutamente bisogno di importarne di foresti.

Non abbiamo bisogno di piantare Petit Manseng o Tempranillo (l’ha fatto nella sua splendida tenuta Manincor il potente conte Michael Goëss-Enzenberg) sulle rive del Lago di Caldaro (BZ) nella sacra terra di Vernatsch, oppure Petit Verdot (magari vinificandolo in purezza, cosa che a Bordeaux e dintorni nessuno si sogna) in Toscana, Syrah in Sicilia, e Cabernet o Merlot o chissà che nel cuore delle vigne del Barolo.

Io sono contro la bastardizzazione modaiola e becera dei vigneti italici, soprattutto dei vigneti delle zone che hanno tradizione e storia e possono contare su denominazioni forti come nel caso del Brunello a Montalcino, dove solo i bischeri possono pensare di piantare e produrre Pinot nero o Sauvignon o chissà quale eno cavolata…

Eppure, nonostante questa orgogliosa rivendicazione che voi definite pure, se vi garba, di stampo nazionalista o neo fascista, tanto io me frego, come faccio tranquillamente da oltre 50 anni da quando io ho maturato il mio essere a destra, eccomi qui, suprema contraddizione, a parlarvi, a parlarvi benissimo, a consigliarvi di non perdervi un bianco toscano, che di tosco, nel senso della tradizione enoica, non ha nulla, perché non è un mix, che ne so’, di Vernaccia di San Gimignano, Malvasia o Trebbiano, e nemmeno di Vermentino, bensì, una cuvée, affinata in cemento, composta da Pinot bianco (60%) e Chenin blanc (40%), grandissimo vitigno della Vallée de la Loire.

Datemi pure del bastian contrario, dell’incoerente, non me la prendo affatto, anzi me ne fotto allegramente, però a me garba molto questo Toscana bianco 2018 del Podere Còncori di Gallicano (LU) in Garfagnana, che nasce “da due piccole vigne situate nella parte più alta dell’azienda: Selvapiana e Prete, un antico appezzamento appartenuto alla chiesa della vicina Fiattone”, regno di una persona intelligente e perbene che stimo molto, il vignaiolo Fivi Gabriele da Prato, ex oste che nel 1999 decise di mollare tutto per dedicarsi alla produzione di vino con un progetto davvero ambizioso: recuperare vecchi vigneti, oramai completamente abbandonati, portandoli alle vette della qualità della produzione vitivinicola toscana.

Una scelta di vita che lui racconta così: “Nel 1999, per proseguire l’opera di mio padre Luigi, ho deciso di cominciare un percorso che potesse dare dignità a queste antiche produzioni, recuperando l’immagine dei vini della Garfagnana e della Valle del Serchio e riportandoli allo stesso livello dei vini toscani”.

bty

Mi ha sempre fatto una grande impressione, le due o tre volte che l’ho incontrato a manifestazioni della benemerita Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, Gabriele, che oggi conta su 4 ettari, collocati ad un’altezza considerevole, a circa 400 metri sul livello del mare dove sono presenti syrah, pinot nero, ciliegiolo, carrarese, pinot bianco e chenin blanc, e dove lui lavora seguendo i principi della biodinamica, come attesta la certificazione riconosciuta da Demeter.

bty

Non sono mai stato da lui e chissà se un giorno potrò andare a camminare veronellianamente le sue vigne e toccare con mano quello che lui racconta, ovvero che “la costante ventilazione appenninica e la particolare composizione del terreno, caratterizzata da sabbia e scisto, fanno di questo Toscana bianco un’espressione autentica del nostro territorio, che ricorda i bianchi della Loira per acidità, freschezza ed eleganza”.

Però il bicchiere e la bottiglia che si è vuotata, qualche sera fa a casa, abbinata a delle normalissime orecchiette al pesto (niente di artigianale: comprato da Aldi) parlano e il vino mi è piaciuto senza sé e senza ma, fin da quando l’ho versato nel bicchiere e sono stato travolto dalla bellezza di questo oro antico, questa colata di sole che scendeva nel mio calice.

Colore oro intenso stregante, con sfumature che tendono all’ambra, naso fitto, caldo, maturo, note leggermente affumicate pietrose che lanciano in alto e danno scatto ed energia ad un frutto giallo goloso e polputo.

Bocca larga, piena, succosa, grassa, estrattiva, quasi macerativa, con un’estrazione quasi da rosso di grande materia fruttata, ma con una strepitosa eleganza e sapidità, una verve e una piacevolezza straordinaria.

Gran vino e bravo Gabriele avanti così!

P.S.

Da bere ascoltando quel piccolo capolavoro che è Yellow dei Coldplay o LA magica Laughing di David Crosby.

Podere Còncori
Loc. Concori 1, Fiattone
55027 Gallicano (LU)
Tel e Fax 0583.766374
Cell 339.6323092

Sito Internet http://www.podereconcori.com/
E-mail info@podereconcori.com

n.b.

non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

Print Friendly, PDF & Email

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

Continua a leggere
Fai click per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tendenza

Autore: Franco Ziliani - P.IVA: 02585140169 - Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale. Le immagini inserite in questo blog sono tratte in massima parte da Internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo a Franco Ziliani, saranno subito rimosse.
Privacy Policy