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Mon coeur mis a nu...

Lunedì blitz d’istinto e d’amore a Serralunga d’Alba

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Galeotto fu il Red Wine Bar di via Moroni a Bergamo

Devo proprio ringraziare il mio vecchio amico Andrea Farhat, che conosco da una vita e mezza e con il quale 40 anni fa, (c’era ancora il nefando Muro di Berlino, il comunismo assassino mieteva vittime innocenti in tutto il mondo ma Karol Wojtyla stava arrivando a fare miracoli di tenacia e coraggio), feci una memorabile vacanza a Varna sul Mar Nero in Bulgaria, attraversando in auto, una Golf bianca, tutta la Jugoslavia, che da un paio di mesi mi ha regalato una novella e impensata mobilità.

L’ha fatto regalandomi una sontuosa bicicletta modello inglese, con cestino e sacche laterali dove posso trasportare sei bottiglie di Champagne, Barolo, Etna rosato, Verduno Pelaverga, Corpinnat, e che consente, a me sbadatamente spatentato dal settembre 2018 e dal febbraio di quest’anno senz’auto (ciao Opel Meriva grigia finita a Treviso e dintorni), di muovermi tra Stezzano, Bergamo e dintorni.

Proprio grazie a questa bicicletta, con la quale faccio regolarmente ogni giorno, pioggia permettendo, dieci quindici chilometri, ieri mattina, sabato, sono potuto andare a Bergamo a ricondizionare (non so se si dica così), il mio Huawei vecchio P 9 lite, giacché il nuovo, un P 30 lite, aveva fatto una fine comica e ingloriosa in Croazia, lasciandomi isolato dal mondo.

Ridata nuova energia e soprattutto memoria allo smartphone e dopo essere andato a fare un po’ di shopping (magliette e camicie) da Dan John in via XX Settembre (andateci, rapporto prezzo qualità incredibile e personale gentilissimo) stavo percorrendo, superata quella Piazza Pontida che evoca in me molti ricordi e polacche eroiche, via G.B.Moroni in direzione Stezzano, quando all’altezza del civico 63 l’occhio ha colto un’insegna: Red Enoteca con cucina.

Cosa sarà mai, che vini avranno, mi sono chiesto in un attimo, il tempo di frenare, parcheggiare la mia bike Rolls, ed eccomi dentro al Red Wine Bar a scuriosare sugli scaffali.

Vedi una, due, tre, quattro bottiglie che ti colpiscono e stuzzicano il velopendulo ed il palato, ad esempio l’Etna rosato e quello bianco di Girolamo Russo, i Franciacorta di Bosio, il fantasmagorico Verduno Pelaverga del mio amico Fabio Alessandria, i vini oltrepadani di Mazzolino, i Carso di Castelvecchio, qualche Champagne, Sancerre, Pouilly Fumé, un buon Verdicchio dei Castelli di Jesi, e subito, in me chiacchierone che non sono altro (qualcuna, la mia adorata ex moglie Eliana, direbbe piuttosto preso dalla smania di mostrare che di vino ne so, bella forza, 36 anni di vita, passione, lavoro, famiglia trascurata…), è partito il dialogo con i tre ragazzi, giovani, di bell’aspetto, di quelli che piacciono a me, faccia intelligente, nessun tatuaggio in vista e voglia di fare bene e trattare bene il cliente, che gestiscono il locale.

Dove, peggio per loro, ora mi vedranno spesso, a condividere assaggi di mie bottiglie con loro, perché degustare in compagnia e condividere (anche fare altro diceva il mio babbo Giambattista…) è molto meglio che assaggiare da solo al quarto piano della mia casa a Stezzano. Paese dimenticato da Dio e dalle donne, dove per 18 anni ho diretto (facendomi un po’ l’affaracci mia e pensando soprattutto a scrivere, ma invitando a parlare nientemeno che Gualtiero Marchesi) la biblioteca civica.

In breve: non ho detto chi fossi, non voglio fare l’eno-sborone, ma loro hanno capito che di vino quel tizio arrivato in bici qualcosa ne sapeva, e alla fine, prima di partire verso casa portandomi via una bottiglia di Fiano, credo Minutolo, del pugliese Polvanera di Gioia del Colle (a proposito i ricarichi, sia al tavolo che in asporto sono di esemplare correttezza), quando uno di loro, parlando di bollicine (io denigrando as usual, ma con un ragionamento preciso già fatto qui, la Franzacurta), mi ha detto “lunedì vado con amici in Langa, in Alta Langa”, non mi sono più tenuto.

Ho chiesto: da chi andate? E quando mi ha risposto, era sabato mattina, “non so, partiamo lunedì e da qualche parte andremo”, ho messo a freno la tentazione di dirgli che erano dei co…comeri e preso in mano lo smartphone ho detto, gongolando tra me e me “adesso ci penso io ad organizzarvi il vostro lunedì”.

Una telefonata a vuoto, non ha risposto, all’amico Giulio Bava, presidente del Consorzio Alta Langa Docg e produttore sontuoso con marchio Cocchi a Cocconato d’Asti, una seconda senza esito ad una nota cantina, oggi a proprietà rinocerontesca, a Canelli e al terzo tentativo, sicuro di cogliere il bersaglio (non è difficile, lui è un omone stile armadio quattro ante) ho beccato il mio amico Sergio Germano e gli ho detto: ciao Monsù Germano, sono Ziliani, lunedì mattina puoi ricevere tre quattro ragazzi di un’enoteca di Bergamo che vengono in zona e vorrebbero visitare una cantina che purtroppo non produce Champagne ma “solo” ottimo Alta Langa?

Non vi dico la risposta, ovviamente positiva, di Mister Herzu, del grande barolista che sta sciorinando vini sempre migliori (uno dei quali è ora in vendita a Parigi, non si sa per merito di chi, da Ardesiaco, ambiziosa società creata da una super donna venuta in terra a miracol mostrare, ovvero la barolese oggi super parisienne Francesca Camerano), ed ecco l’appuntamento fissato per i nuovi giovani amici di Red Wine Bar.

Però… Però qualcosa mi frullava in zucca e nel pomeriggio, inviata una mail per salutarli e mandare qualche link a miei articoli (conoscevano questo blog e Lemillebolleblog) ho detto loro: vi garberebbe se venissi con voi a Serralunga d’Alba.

Risposta, li ringrazio, positiva, controproposta di andare a fare un paio di altre visite, un giro di telefonate e messaggi whatsapp, ed ecco quindi, confezionato a puntino, pacchettino con fiocco e musica allegra di sottofondo (magari l’Ouverture del Fliegende Hollander di Richard Wagner), il programma che attende la band del Red Wine Bar ed il gaudioso sottoscritto lunedì, tutto a Serralunga d’Alba, capitale del Monfortino, del Vigna Rionda, del Cerretta, del Francia, del Rocche dei Falletto, dell’Ornato e mille altri cru, pardon MGA, di mirabolante grandezza.

Al mattino Ettore Germano, pranzo da Tota Virginia, visita nel pomeriggio da Davide (Giovanni) Rosso e finale, oggi Andrea Farinetti (il più giovane dei figli di quel geniaccio che corrisponde al nome di Oscar: leggete la lucidità delle sue analisi su situazione e prospettive del vino italiano post coronavirus) mi darà i dettagli, gran finale a Fontanafredda o magari da Borgogno, chissà, non poniamo limiti alla benevolenza dei potenti Dei…

Mica male come programmino messo su in quattro e quattr’otto, non trovate? Per me solo un aperitivo, un goloso anticipo, barolesco, prima di tornare in Langa, dall’8 al 12, per un altro Nebbiolo tour.

Non in Roero, dove conto di tornare presto, ma con focus Roero Arneis non per il rosso Docg che continua a non parlarmi al cuore, ma indovinate in quale celeberrima Docg che prende nome da un villaggio bellissimo che ha vigne come Rabajà, Pajoré, Montefico, Ovello… Villaggio reso celebre nell’universo mondo da un personaggio che chissà se tornerà a ricevermi in cantina dopo anni di purgatorio (diciamo che la celebre famiglia non ha gradito i molti articoli, stile franco tiratore, che ho riservato a Le Roi..)?

Comunque vada, visto che andrò da Cortese, Cascina Luisin, Cascina delle Rose, Castello di Neive, Cigliuti, Negro, Paitin, e forse altri (e farò un immancabile blitz nella mia adorata Monforte d’Alba dagli amici Benevelli e forse uno dal re dei moscatisti, Romanun Dogliotti), sarà un clamoroso, nebbiolesco, meraviglioso successo, un bagno di vita, evviva!

Attenzione!:

non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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