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Che bolle! Bollicine e non solo a Belgirate

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47 cantine, 270 vini e tante cose buone a Villa Carlotta il 6-7 settembre

Ricorderemo il 2020 come l’anno (maledetto) del coronavirus, del confinamento, dell’assurda, antidemocratica e dittatoriale limitazione delle libertà individuali, delle fottute mascherine che non si sa bene se dobbiamo indossare anche quando facciamo l’amore (mica facile…, voglio vedervi a baciare la vostra lei, così imbavagliati…), di tante cose assurde.

Io ricorderò il 2020 come un anno fondamentale e indimenticabile, anche e soprattutto per il mio lungo processo di ritrovamento e ricostruzione dopo un 2019 da incubo, e per alcuni momenti magici: 5 cinque nella Langa del Barolo a giugno, due bellissimi giorni a Montalcino, 8 giorni memorabili (penso che potrebbe venire fuori un libro se trovassi un editore… Non lo troverò sono impegnati a pubblicare i libri dell’ex Italian wine girl, ora cittadina americana, Laura Donadoni, quelli di Adua Villa, quelli editi da Andrea Zanfi alias Spumantitalia, e altre cose del tutto inutili) in Croazia, alla scoperta di Coral wine e del cuore immenso di Marko Dusevic e Zvonko Mudronja, e della magnificenza di vini croati da vitigni autoctoni dai nomi sconosciuti come Debit, Maraština, Plavina, Lasina.

Lo ricorderò per alcuni giorni meravigliosi e malinconici a Parigi che mi hanno esaltato e ferito il cuore, e credo che lo ricorderò, da qui alle 23.59 del 31 dicembre (che chissà con chi passero? Io ho una speranziella che mi tengo tutta per me…) per tutto quello che da settembre mi accadrà.

Dall’8 al 12 ancora in Langa, ma dall’altra parte del cielo, pardon, del Nebbiolo (non sarò in Roero e sono già stato in area Barolo, dove sarò dunque?) e poi a fine mese, credo, alcuni giorni in Molise. E poi ottobre, novembre, dicembre, ovunque andrò, se continueranno questo entusiasmo e questa rinnovata sete di vita e di scrittura, di vino e di musica classica (che ascolto da mane a sera estasiandomi e inebriandomi e trovando ispirazione), sarà un successo. Anche grazie a voi, amici lettori, che anche in questo mese dedicato ai mari, ai monti, alle campagne, avete continuato a leggermi.

Ma come cominciare, benissimo, enoicamente parlando, settembre? Io vi consiglio di fare come farò io domenica 6 e lunedì 7. Trascinato letteralmente per i capelli (che ho appena tagliato e quindi sono ancora più bello, riposato e abbronzato dopo la Croazia), dalla vulcanica sommelier, artista, ideatrice di eventi, comunicatrice e quant’altro, che corrisponde al nome di Carol Agostini (una con gli attributi peggio di un maschio), mi recherò in quel di Belgirate, amena località lacustre vicina ad Arona, posta a 76 chilometri da Milano, 120 da Bergamo, per l’edizione 2020 della rassegna organizzata dal romagnolo Silvio Bruni denominata Che Bolle.

Come si legge sul sito Internet, “Belgirate Che Bolle è una manifestazione enogastronomica con una particolare attenzione per le “bollicine” Un evento unico e aperto a tutti gli amanti del buon vino e della buona tavola per incontrare in una incantevole Location il meglio della produzione spumantistica italiana, oltre ad una selezione di prodotti gastronomici. Per gli “addetti ai lavori” è prevista una giornata dedicata per prestare più attenzione a chi dei piaceri della tavola ne fa un’arte e un lavoro”. Il programma dice che Che Bolle 2020 sarà “un tour fatto di bollicine un calice alla volta per assaporare e conoscere le tipicità e le eccellenze proposte dalle numerose cantine presenti e conoscere vitigni dalle piccole realtà emergenti a quelle già affermate”.

Perché ci andrò e vi invito caldamente ad andarci anche voi? Semplice, perché Villa Carlotta, sede della manifestazione, è un posto bellissimo e perché la 47 cantine con i loro vini in degustazione ce ne sono parecchie che non conosco e che magari saranno una scoperta, mentre una certezza di qualità saranno i vini, ai nastri di partenza, delle seguenti aziende: Coppola 1971, Cesari, Cantina Produttori Erbaluce di Caluso (a proposito ci saranno due seminari dedicati al grande e multiforme vitigno bianco del Canavese e bisogna iscriversi per tempo prima che i posti siano esauriti), Le Piane, Cantine Russo, Murgo, Mongetto, Mauro Veglio, Al Cantara, Torrevento, Rossetti & Scrivani, ecc.

E poi ci saranno tante cose buone da mangiare, squisitezze da scoprire, uhm…

Allora, restiamo d’accordo: non fatemi girare le balle e venite tutti e tutte a Che Bolle, vi aspetto per un cin cin insieme e un fanculo al coronavirus!

Attenzione!:

non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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