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Degustazioni

Cerasuolo d’Abruzzo Colle Maggio 2019 Torre Zambra

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Un vino rosa, figlio del Montepulciano, da standing ovation…

Ma come, Ziliani, mi ha scritto qualcuno, “continua a scrivere dei suoi amatissimi rosati o vini rosa come pare oggi si debba chiamarli, e scrive di vini di tutta Italia, dall’Etna fino al Garda, dalla Puglia alla Calabria alla Toscana (lo sa che è stato un po’ cattivo con quelli del Castello di Ama, scommetto che se la sono legata al dito la sua stroncatura del loro Purple Rose…) e si dimentica di scrivere di una delle zone storiche del rosato come l’Abruzzo?”.

Non hanno torto, mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa, è da tempo, pur avendo bevuto e apprezzato tantissimo alcuni Cerasuolo degli amici Laura Pasetti e Giulia Cataldi Madonna (e del suo grandissimo padre, il professor Luigi…), che non scrivo dei grandissimi Cerasuolo, celebrazione ed esaltazione della grandezza di un uva straordinaria, il Montepulciano e spero di porre rimedio a questa lacuna non voluta (vorrei scrivere di tantissimi vini, ma ho una vita complicata, e ultimamente ho corso come un grillo tra Montalcino e Seggiano, Paris e la Croatia (per www.coralwine.it ), proponendo alla vostra attenzione un Cerasuolo da applausi. Ma che dico, da standing ovation.

Lo firma un vignaiolo sveglio e capace, uso di mondo, esperienze passate di vita e di lavoro all’estero, come il classe 1987 Federico De Cerchio, patron della cantina Torre Zambra a Villamagna, un cui grande rosso, davvero imponente, ho celebrato mesi fa in questo articolo.

A Villamagna, in provincia di Chieti, si producono vini di grande qualità da sempre ma nel 2011 è nata la Doc Villamagna, riservata ai vini rossi “ottenuti dalle uve provenienti da vigneti che, nell’ambito aziendale, risultano composti dal vitigno Montepulciano almeno al 95%”.

Il territorio di Villamagna “ha una tradizione plurisecolare nella coltivazione della vite, attestata dal suo stesso nome (“villa magna” significa infatti “grande podere”), ed è da sempre considerato come il più vocato per la produzione di uve Montepulciano. Le colline sue colline godono di un microclima unico che le rende fra le più vocate al mondo alla coltivazione della vite. L’estrema vicinanza al mare e alla montagna fa si che vi siano bruschi sbalzi termici fra il giorno e la notte e tra le diverse stagioni. Queste particolari caratteristiche climatiche rendono i vini bianchi molto profumati e i vini rossi complessi e adatti ad un lungo invecchiamento”.

Torre Zambra è una cantina che nasce nei primi anni Sessanta, del 1961 la prima vendemmia, per iniziativa di Laurentino De Cerchio che di ritorno da un brutto periodo di prigionia in Germania fece ritorno a Villamagna nel 1947 e “prese in gestione l’azienda agricola e iniziò la sua attività di viticoltore, reimpiantando i vecchi vigneti andati distrutti ed iniziando la costruzione della cantina”.

Le colline dove sono coltivati i vigneti di Torre Zambra sono in perfetta esposizione sud-est, fra i 120 e i 200 metri di quota. I terreni sono calcareo-argillosi, ricchi di humus e sostanze nutritive. A Torre Zambra hanno da sempre valorizzato i vitigni autoctoni, quali il Montepulciano, il Pecorino, la Passerina e il Trebbiano, e li hanno fatti conoscere in tutto il mondo.  

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Ma veniamo al nostro fantasmagorico Cerasuolo annata 2019, tredici gradi (mezzo in meno, ma faceva una grande differenza, eccome, rispetto al Purple Rose di Ama) che sul sito Internet aziendale (ben fatto) viene descritto così: “Il perfetto compromesso fra struttura e freschezza, il nostro Cerasuolo d’Abruzzo “Colle Maggio” nasce dalla vinificazione in bianco di uve Montepulciano in purezza. I vigneti si trovano sulla collina Colle Maggio a Villamagna, a circa 180 metri sul livello del mare, con una perfetta esposizione a sud. Il sistema di allevamento utilizzato è la pergola abruzzese, con rese per ettaro intorno ai 120 q.li.

Una volta raccolti i grappoli sono messi a contatto con il ghiaccio secco, il quale determina un brusco abbassamento della temperatura e consente la preservazione dei profumi naturalmente contenuti nelle uve.

In cantina la vinificazione prosegue a freddo, come un vino bianco, con pressatura soffice delle bucce, separate dopo 8 ore dai mosti per ottenere il tipico colore cerasuolo da cui prende il nome il vino; segue una breve fermentazione a temperatura controllata. I vini riposano poi per due mesi in vasche di acciaio inox e due mesi in bottiglia, nel rispetto della tradizione Torre Zambra.

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Le componenti di freschezza vengono esaltate grazie a questo metodo di lavorazione, ottenendo un colore cerasuolo brillante e un’estensione e ampiezza olfattiva e gustativa che vanno dalla ciliegia alla prugna.

La perfetta corrispondenza gusto-olfattiva suggerisce un abbinamento ad un’ampia gamma di piatti che spaziano dagli aperitivi alla pizza e dal pesce alla carne; da provare con piatti di pesce crudo e primi di pesce delicati”.

A me l’assaggio, eufemismo (avessi avuto a disposizione una seconda bottiglia l’avrei stappata, e mi piacerebbe tanto che Federico prendesse in considerazione per l’annata 2020 di imbottigliare anche qualche magnum…), ha entusiasmato e detto questo: colore melograno corallo brillante, vivo, luminoso, naso intensamente fruttato, con ciliegia e lampone in evidenza, sfumature agrumate e sale, pietra in evidenza, con tanta freschezza leggerezza e scatto.

Bocca viva, fresca, golosa, un Cerasuolo di assoluta armonia che ha frutto succoso avvolgente, polputo, con in retrogusto una leggera e per me adorabile (un po’ quando la donna che ami facendo l’amore ti mordicchia i lobi delle orecchie e tu ululi dal piacere…) presenza dei tannini, e poi un gusto largo, verticale con coda lunga e viva, grande piacevolezza.

Che dire a Federico De Cerchio se non bravo, bravissimo, continua così a regalarci vini imperiosi come il Primo Concerto per pianoforte di Johannes Brahms, cesellato dalla suprema, bellissima, incommensurabile Hélène Grimaud.

Torre Zambra
Viale Regina Margherita 24
66010 – Villamagna (CH) tel. 0871 300917 e-mail info@torrezambra.it Sito Internet https://torrezambra.it/

n.b.

non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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