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Degustazioni

Piemonte Grignolino 2019 Terre del Barolo

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Che sgrignappolate bevendo Grignolino langhetto!

Non sentite come sto ridendo, come sto sgrignappolando, preso dalle sgrignapole, mentre mi sto bevendo, fresco di frigo, giovane, pimpante, terribilmente beverino, questo rosso da un vitigno autoctono piemontese?

Non riuscite a capire cosa stia dicendo? Beh, avete ragione, sto utilizzando un vocabolo e un verbo del dialetto della città di Bergamo dove risiedo dal 1966 pur considerandomi orgogliosamente milanese, e sgrignapola in argot bergheimer è la ridarola, la risata incontenibile che ti prende in determinate occasioni e sgrignapolare potremmo renderlo come sghignazzare.

In effetti sto ridendo a crepapelle mentre bevo questo rosso, considerando che nella sua zona di produzione, che non è l’Astigiano o il Monferrato casalese dove questo vitigno trova il suo habitat ideale, bensì la Langa del Barolo, di ettari dedicati a quest’uva ce ne sono solo 7,72, un niente. Ebbene sì, nonostante nelle terre del Barolo sia invalsa la perniciosa tendenza a piantare Nebbiolo in ogni dove, tra poco anche sui balconi e sui tetti delle case, in Langa 7,72 ettari sono ancor impiantati a Grignolino.

Cosa sia il Grignolino è presto detto, uno dei vitigni autoctoni più bizzarri di una regione che pure di arnesi singolari e caratteriali come Freisa, Pelaverga, Lisairet, Baratuciat, Nascetta, Malvasia di Schierano, ecc, ne ha parecchi. Originario della fascia collinare compresa tra Casale Monferrato e Asti era nell’Ottocento e fino agli anni Cinquanta il vino quotidiano. Veronelli lo definiva il più rosso dei vini bianchi e il più bianco dei vini rossi, questo a causa della sua colorazione scarica, simile a quella della Schiava altoatesina o a certi rosati a base Nebbiolo.

Un’uva caratterizzata da acidità elevata e tannini un po’ “incazzosi” dovuti alla presenta di una notevole quantità di semi nell’acino, ed ecco dunque spiegato il nome, che deriva infatti da grignole, il nome dialettale dei vinaccioli.

Come e chi abbia portato il Grignolino nelle terre del Barolo non lo so, ricordo di aver diverse volte bevuto quello, il Grign, degli amici Cavallotto a Castiglione Falletto, e sempre nella mia adorata Castiun Falàt lo produce una cantina che ha ruolo importante nell’economia del vino di Langa. Si tratta di una Cantina cooperativa nata nel 1968 per iniziativa di quel grandissimo personaggio che è stato Arnaldo Rivera, maestro e sindaco di Castiglione Falletto dotato di grande carisma, il quale avendo una particolare sensibilità e un forte attaccamento al territorio decise insieme ad un gruppo di 21 viticoltori della zona di costituire una cooperativa. La cosa non venne vista bene in zona e non mancarono problemi anche per l’ostilità di alcune grandi cantine e mediatori che temevano di perdere il monopolio del mercato. Nel 1959 la prima vendemmia, e i vignaioli soci conferitori erano già oltre 350.

Il resto sono tappe della storia di una cantina, Terre del Barolo, che ha molte cose interessanti da raccontare, innanzitutto il controllo di una serie di vigneti importanti di Nebbiolo da Barolo. Nel 1994 ci fu il primo acquisto, quello di un vigneto di Nebbiolo da Barolo nel prestigiosissimo cru Rocche di Castiglione a Castiglione Falletto. E tre anni fa la Cantina ha varato un fantastico progetto qualità, di cui stupidamente sinora non ho ancora scritto, con la selezione che porta il nome Arnaldo Rivera, che propone, oltre alla Barbera d’Alba Valdisera, al Diano D’Alba Dolcetto Sorì del Cascinotto, ad una buona Nascetta, ben otto Barolo da vigne in Verduno, Monforte d’Alba, Serralunga d’Alba, La Morra: Undici comuni, Ravera, Monvigliero, Bussia, Vigna Rionda, Rocche di Castiglione, Castello, Boiolo.

Oggi Terre del Barolo è una realtà riferita a qualcosa come circa 300 famiglie e 600 ettari negli undici comuni (di cui 300 di Nebbiolo – suddiviso tra Langhe, Alba e Barolo) e la maggior parte dei soci sono famiglie proprietarie di meno di 2 ettari ciascuno di media. Alla Cantina si considerano i guardiani della tradizione, e, dicono, “con grande fatica affrontiamo le sfide della speculazione e della trasformazione della Langa in metà turistica mordi e fuggi sulla scia degli agriturismi con piscina”.

Il Grignolino che ho bevuto gioiosamente, servito piuttosto fresco, appartiene alla linea base Vinum Vita Est che è lo storico motto dell’azienda, e “porta con sé lo spirito genuino delle origini. Solo vini delle Langhe, indissolubilmente legati al proprio territorio di provenienza, connubio perfetto tra grandi vigne ed esperienza tradizionale”. Di questa linea fa parte il Langhe Rosato Rosa, 100% uve Nebbiolo, di cui parleremo presto.

Il Piemonte Grignolino viene da uve provenienti da La Morra, zone Silio e Santa Maria, e Monforte d’Alba, in frazione San Sebastiano, terreni calcareo-sabbiosi, allevati a Guyot. Nel caso del 2019 si tratta di uve raccolte nella prima decade di ottobre, resa di 95 quintali per ettaro, ed il vino svolge la sua malolattica e si affina solo in acciaio.

A me è un vino che ha messo allegria mentre lo bevevo, colore rubino granato di media intensità, e un naso inconfondibilmente varietale, dove le note di fragola, sfumature di liquirizia si uniscono, con spruzzatine di sale, al classico pepe bianco.

Bocca con una freschezza birbante, tannino ben sottolineato e mordente che si fa sentire, acidità che spinge e dà lunghezza e nerbo ed una succosa piacevolezza che facilita la beva e che è tale senza mai scadere nella ruffianeria piaciona.

Che arneis questo Grignolino langhetto: la Langa magica fa anche questi miracoli…

n.b.

non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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